22 giugno: Oggi alla Mostra: Alla scoperta di Balabanov, del primo film russo "alla Tarantino" e dei dieci comandamenti in versione pop. In Piazza "Hiroshima" di Pablo Stoll

22 giugno: Oggi alla Mostra: Alla scoperta di Balabanov, del primo film russo "alla Tarantino" e dei dieci comandamenti in versione pop. In Piazza "Hiroshima" di Pablo Stoll

CINEMA RUSSO CONTEMPORANEO /
Il primo blockbuster russo alla Tarantino;
Aleksey Balabanov prima e dopo Cargo 200
e l’occupazione nazista in un villaggio rurale

CONCORSO PESARO NUOVO CINEMA /
La Russia anche in concorso con la riflessione Pop
sui dieci comandamenti di Ivan Vyrypayev

24. EVENTO SPECIALE / Carlo Lizzani: il documentario politico,
L’oro di Roma e la strage nazifascista del recente Hotel Meina

BANDE A PART / I pestaggi della polizia e
il “musical silenzioso” di Pablo Stoll in Piazza

DOPOFESTIVAL / A mezzanotte scocca l’ora del DopoFestival
con un viaggio nel mondo dei videoclip

Pesaro, 22 giugno – La Mostra di Pesaro ricorda l’amico Corso Salani, con la proiezione al Teatro Sperimentale, come Evento Speciale fuori programma, del cortometraggio di Mauro Santini Dove sono stato, a cui l’attore e regista recentemente scomparso ha prestato la voce narrante.

Oggi a Pesaro si parla russo più che mai, con quattro importanti film della retrospettiva dedicata al Cinema Russo Contemporaneo, a cui si aggiunge la pellicola in concorso firmata da Ivan Vyrypayev, sperimentazione pop che mescola linguaggio teatrale e videoclip, riflettendo sulla religione come Ossigeno della vita. In uno studio di registrazione musicale due giovani presentatori commentano il testo dei dieci comandamenti, la cui antitesi è personificata da una giovane coppia a cui vengono rivolte dieci domande, dieci composizioni, dieci provocazioni. Basato sull’omonima pièce teatrale diretta dallo stesso Vyrypayev, Oxygen è stato messo in scena anche in Italia, per la regia di Pietro Babino, con uno spettacolo che ha fatto meritare il premio Ubu come migliore attrice a Fiorenza Menni. Ivan Vyrypayev ha partecipato in concorso alla Mostra di Venezia nel 2006 con la sua opera prima Euphoria, mentre nel 2009 era nella sezione Orizzonti con un episodio del film collettivo russo Cotti d’amore.

La “giornata russa” ha avuto inizio “a tutto sprint” alle 10.30 con Bummer di Pyotr Buslov, primo blockbuster tarantiniano del cinema russo realizzato nel 2003 e presentato in proiezione speciale al Festival Internazionale di Mosca, seguito, nel 2006, da Bummer 2, campione di incassi in patria. Inseguimenti, azione e dialoghi serrati per descrivere la voglia di consumismo della nuova società russa.
A seguire la retrospettiva va alla scoperta di Aleksey Balabanov con i film che hanno preceduto e seguito Cargo 200, pellicola scioccante e controversa lanciata alle Giornate degli Autori di Venezia nel 2007. Il primo è It Doesn’t Hurt Me, sull’incontro tra una ragazza bella, giovane e annoiata e un gruppo di ragazzi talentuosi ma squattrinati; il secondo – arrivato dopo il successo di Cargo 200 – è Morphia, che il regista stesso ha definito come “la storia di un uomo brillante che precipita fino a toccare il fondo”. Basato su “Appunti di un giovane medico di Mikhail Bulgakov, Morphia racconta di un giovane medico al suo primo incarico in un ospedale di provincia, dove viene sopraffatto dal lavoro e dall’insicurezza al punto da diventare dipendente dalla morfina. Invece Dmitry Meshkiev racconta una storia di amore, tradimento e vendetta ambientata nel 1941 in un villagio russo occupato dai nazisti con Our Own.

L’esaustiva panoramica che Pesaro dedica alla filmografia di Carlo Lizzani continua esplorando l’ecletticità di un cineasta che ha affrontato i documentari politici, le trasposizioni da grandi romanzi, la Storia e i generi più diversi. In programma al Cinema Astra, un documentario politico dedicato al sindacalista Giuseppe Di Vittorio e poi Esterina, La Celestina P… R…, Fontamara, L’oro di Roma e infine Hotel Meina, presentato alla Mostra di Venezia nel 2007 fuori concorso.

Ad animare le proiezioni serali a Piazza del Popolo, la sezione Bande à Part, con una “pillola” di quattro minuti di Jean-Gabriel Périot - che riflette sulla violenza “istituzionalizzata” con L’art délicat de la matraque, ovvero “La sottile arte del manganello” - e con il musical silenzioso di Pablo Stoll Hiroshima. Il film descrive una giornata della vita di Juan, che canta in una rock band, non parla molto, e di notte lavora in un panificio. «Hiroshima è la storia di un personaggio solitario, che vive piuttosto distaccato dalla realtà che lo circonda. Il personaggio è apertamente basato su mio fratello, Juan Andrés Stoll, che è anche l’attore protagonista”, ha detto il regista Pablo Stoll.

A mezzanotte in punto, a Palazzo Gradari, il Dopo Festival, la rassegna di videoarte curata da Antonio Pezzuto che quest’anno si concentra sul linguaggio del videoclip. A sfilare sullo schermo le opere realizzate da artisti come Alessandro Amaducci, Luca T. Mai, musicista degli “Zu”, “l’artigiano della pellicola” Bennet Pimpinella, i “Postodellefragole” - tra i più quotati registi italiani di videoclip - e il giovane filmmaker indipendente Riccardo Ponis, che si cimenta con le varie forme del cinema.

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