ALLA 52. MOSTRA PROSEGUE LA SEZIONE CRITOFILM-CINEMA CHE PENSA IL CINEMA: " E VENNE IL GIORNO DI PASOLINI, GODARD E IL FILMSTUDIO"

ALLA 52. MOSTRA PROSEGUE LA SEZIONE CRITOFILM-CINEMA CHE PENSA IL CINEMA: " E VENNE IL GIORNO DI PASOLINI, GODARD E IL FILMSTUDIO"

Pesaro, 06 luglio 2016. Ieri dalle 15,00 presso la Sala Pasolini sono stati presentati due film della sezione Critofilm – Cinema che pensa il cinema della 52. Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro: Le Ceneri di Pasolini di Pasquale Misuraca e Filmstudio Mon Amour di Toni D’Angelo, entrambi con la presenza dei registi. Ad aprire le proiezioni il curatore della sezione, Adriano Aprà: “Conosco Pasquale Misuraca dal suo primo film, Angelus Novus, film se si può dire di finzione ma sempre su Pasolini. L’ho seguito poi nella sua carriera e, avendo scelto quest’anno di fare i Critofilm sui maggiori cineasti italiani, ho scelto da inserire Le Ceneri di Pasolini – spiega Aprà. “Nel ’92, dopo dieci anni che lavoravo in questo genere chiamato Critofilm, ho scelto di fare Pasolini visto da Paolini” – afferma il regista – “Pier Paolo Pasolini aveva scritto Le Ceneri di Gramsci e io ho deciso di intitolare il film Le Ceneri di Pasolini, un perfetto autoritratto del regista”. “Filmstudio, Mon Amour l’ho scelto nella sezione Critofilm per le sue qualità estetiche, non tenendo conto del mio coinvolgimento personale dato dalla mia presenza al Filmstudio di Roma dal ’71 al ’77” – spiega Aprà. “Ad alcuni pare strano che un regista giovane come me si sia occupato di questo argomento nel suo film, ma è proprio questo che mi incuriosiva” – afferma il regista. “Armando Leone, uno dei fondatori del Filmstudio, mi ha messo a disposizione l’archivio di materiali filmici dal ’67 ad oggi e io attraverso questo viaggio, ho cercato di raccontare Roma, tra quella che ho vissuto io nel periodo universitario e la Roma viva di quegli anni ‘60, in cui il Filmstudio era una cosa unica” – conclude Toni D’Angelo. Alle 22,30, inoltre, il curatore Adriano Aprà ha così presentato Jean-Luc Goadrd, le desordre exposè di Olivier Bohler e Celine Gailleurd: “L’opera parla del cinema che si sposa con l’audiovisivo”. Nel 2006, al Centre Pompidou di Parigi, si è tenuta una mostra curata da Godard, Voyages en Utopie . Nel film di Bohler e Gailleurd, l’ex critico cinematografico dei Cahiers du Cinema Andrè S. Labarthe rilegge l’arte cinematografica di Godard alla luce della pratica culturale applicata alla mostra, attraverso l’uso di materiale d’archivio e interviste. “In questo film mostriamo materiale poco conosciuto di Godard – spiega Celine Gailleurd – è quindi un’occasione in più per avvicinarsi a lui”.

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