Amir Muhammad presenta: Selezione di corti Malesiani

Amir Muhammad presenta: Selezione di corti Malesiani

CORTO & DOLCE & APPICCICOSO / SHORT & STICKY & SWEET

- Chris Chong Chan Fui KOLAM(POOL, 15’)
- Tan Chui Mui A TREEINTANJUNGMALIM(24’)
- James Lee SOMETIMESLOVEISBEAUTIFUL(12’)
- Azharr Rudin MAJIDEE(15’)
- Akashdeep Singh TOOTA(3’)
- Hardesh Singh UNDERTHEBRIDGE(2’)

Questa è una selezione di alcuni dei recenti corti malaysiani che preferisco.

Faccio parte di un cineforum non-profit, il Kelab Seni Filem Malaysia (il Club di Art e
Cinematografica Malaysiano), che in diversi periodi dell’anno proietta corti prodotti localmente.
A metà degli anni Novanta, abbiamo dovuto interrompere la programmazione, perché in una
delle proiezioni i registi dei corti erano più numerosi del pubblico stesso. Una situazione davve-
ro poco incoraggiante.

Ma nel 2001 abbiamo ricominciato e il riscontro è stato molto maggiore. Abbiamo anche istituito
un Premio del Pubblico, così i registi si sono dati da fare per portare più amici possibile per riempi-
re le urne con il voto a loro favore (ah, i pericoli della democrazia!).

Oggi esistono diverse competizioni di corti organizzate da grosse aziende che eviterò di nominare,
perché sicuramente non hanno bisogno di ulteriore pubblicità. La cosa buffa è che i media malay-
siani hanno reclamizzato molto questi corti, tanto che oggi l’etichetta “cortometraggio” è utilizzata anche in riferimento a film della durata di lungometraggi che non ottengono un’ampia distribuzione commerciale. Il che implica che non si tratti di film “seri” o “veri”, perché non sono girati in 35mm e sono privi di star del cinema.

È impossibile calcolare quanti corti vengano realizzati, ma certo si può dire che siamo nell’ordi-
ne delle centinaia all’anno. Non sono necessarie autorizzazioni e, dal momento che i cinema non
vogliono proiettarli, normalmente i corti non vengono sottoposti alla commissione di censura.
Diversamente dalle Filippine e dall’Indonesia, non abbiamo una tradizione di corti realizzati da
a rtisti indipendenti. Questo è dovuto al fatto che siamo relativamente borghesi. Perciò è un po’
strano che la gente che fa corti da soli cinque anni venga considerata “veterana” o “espert a ”
senza che sia esercitata alcuna pressione promozionale da parte loro. E comunque, chi l’ha detto
che gli uomini di stato più anziani sono sempre una buona cosa?

Diversamente dalla Thailandia o da Singapore, la maggior parte di coloro che realizzano cort i
qui non li considerano una sorta di “biglietto da visita” per entrare nell’industria cinematografi-
ca commerciale. Perciò ci limitiamo a gironzolare senza una meta precisa, e pare che questa
modalità ci piaccia.
Tra i registi di questa selezione, solo due (Akashdeep Singh e Chris Chong) devono ancora realiz
zare il loro primo lungometraggio. Ma presto non sarà più così. Sarebbe davvero grandioso, però,
se potessero tutti continuare anche a fare dei corti. Sarebbe grandioso persino se alcune di queste persone potessero focalizzarsi esclusivamente sulla forma del corto, anche se per tutta la vita dovrebbero tollerare il fatto che venga loro chiesto: “Quand’è che farai un vero film?”. A chi chiede una cosa simile si può cortesemente rispondere di andare a quel paese.

Questi corti sono a basso budget, ma contengono moltissima passione e arguzia. Negli anni, que-
sti film sono rimasti indelebili nella mia mente, mentre altri più lunghi e generosamente finanziati
sono stati spazzati via dal vento.

È come se bloccassero determinati momenti nel tempo. E questa sepermea la selezione con compassione e una punta di pathos.

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