Arriva la Mostra presentata a Pesaro. Da domenica sera

Arriva la Mostra presentata a Pesaro. Da domenica sera

Domenica sera, 19 giugno, a Pesaro, ci sarà un omaggio alla città, a Rossini e al grande Mario Monicelli con la proiezione di Rossini! Rossini!. Sarà un omaggio anche allo scenografo pesarese Bruno Cesari, complice di Monicelli per questo film, premio Oscar nel 1988 per L’ultimo imperatore di Bernardo Bertolucci e collaboratore di alcuni dei più grandi registi contemporanei: a lui, morto nel 2004, la mattina di sabato 25 la città di Pesaro dedicherà una piazzetta alla presenza di Bertolucci. Con questo avanfestival verrà inaugurata la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema: questa, che durerà fino al 27 giugno, è l’edizione 47 ed è diretta, come accade da undici anni, da Giovanni Spagnoletti. Che, conscio della situazione generale dei festival e della cultura, avverte: “La difficile generalizzata situazione economica nel nostro Paese, il ritardo nei finanziamenti dello Stato, il lievitare dei costi minacciano di compromettere la competitività di quella che è stata e resta una delle più antiche e rinomate manifestazioni di cultura cinematografica in Italia. Non possiamo nasconderci le difficoltà contingenti e possiamo solo augurarci (e lavorare) perché nel prossimo futuro si assista finalmente ad un’inversione di tendenza rispetto a questa situazione non poco difficile”.
Quando idearono la Mostra del nuovo cinema di Pesaro Lino Micciché e Bruno Torri si chiesero quali sarebbero stati i modelli di giovani talenti da scoprire. Pensavano ai primi film del giovane Bernardo Bertolucci oppure a Glauber Rocha che con Deus e o Diabo na terra do Sol aveva travolto il festival di Cannes. Lo racconta Bruno Torri che della Mostra è il presidente, per collegare idealmente la nascita del Festival di Pesaro all’edizione di quest’anno che omaggerà Bertolucci - appena insignito della Palma d’onore a Cannes - con un Evento Speciale, una personale (e una monografia curata da Adriano Aprà) organizzata con CinecittàLuce e in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale. Alla fine degli anni Sessanta, la Mostra del Cinema di Pesaro, ancora giovanissima anagraficamente – fu fondata nel 1965 – era già un luogo d’elezione per i cinefili (e i cineasti) più accaniti. Non a caso tra i suoi frequentatori più appassionati c’era proprio Bernardo Bertolucci, in compagnia di Jack Nicholson. Quest’ultimo, in un’intervista a ‘Repubblica’ del 2008, raccontava infatti: “Abbiamo iniziato entrambi giovanissimi, due topi da festival, ci vedevamo a Pesaro…”; mentre il primo, all’epoca, era uno dei grandi protagonisti di una stagione felice del cinema italiano, anche grazie all’amicizia e al sodalizio creativo con Gianni Amico, che fu peraltro consulente del festival.
Nelle varie edizioni, Bertolucci non mancava di fare un salto al festival (quest’anno dialogherà col pubblico il pomeriggio di sabato 25 giugno in un incontro - videofilmato da Luca Guadagnino che ne farà un documentario - coordinato da Bruno Torri e Adriano Aprà), sempre affollato di cineasti italiani o provenienti dai vari Paesi del mondo, soprattutto da quelle cinematografie controllate che non aprivano volentieri i confini e che Pesaro invitava proprio per far circolare liberamente persone e nuove idee. Così spesso si sono esplorate le cinematografie dell’est e ancora oggi, dalla Russia rinnovata arriva la seconda parte di una rassegna iniziata lo scorso anno. La retrospettiva sul “Cinema Russo Contemporaneo” organizzata a Pesaro nel 2010 è stata quindi l’occasione per scoprire una cinematografia incredibilmente vivace e innovativa che dal 2003 - anno in cui Il ritorno vinse il Leone d’Oro a Venezia e Roads to Koktebel fece conoscere il talento di Boris Khlebnikov e Aleksey Popogrebsky – a oggi ha prodotto decine di film capaci di riflettere una situazione politica del tutto mutata e di offrire uno sguardo inedito e illuminante su un Paese geograficamente sterminato e caratterizzato, da un punto di vista sociale, da mille contraddizioni. Dopo i linguaggi dei giovani cineasti (piuttosto in crisi con il lavoro, ma non con le idee) quest’anno ci sarà una rassegna dedicata al documentario russo che spazia dagli studi della scuola di Leningrado fino alla Siberia, una quantità di volti e stili, dal taglio sociale o poetico e culminanti con un lavoro sull’assedio di Leningrado (Blokada) con materiali d’epoca e sul lavoro dei maestri Sokurov e Tarkovskij, sulla difficile lavorazione di Stalker, proiettato in anteprima proprio a Pesaro nel ’77. Tra le opere più curiose Bitch Academy, su una scuola di San Pietroburgo dove le ragazze imparano come diventare escort. E questo viaggio attraverso le opere di non-fiction sarà la più ricca monografia sull’argomento mai realizzata in Italia che, senza poter necessariamente essere esaustiva, cerca di mostrare molte delle facce del documentario Made in Russia di quest’ultimo decennio. In particolare il Festival dedicherà uno speciale focus su tre autori “indipendenti” che spesso hanno lavorato tra di loro in tandem (Pavel Kostomarov, Antoin Cattin, Aleksandr Rastorguev). Poi, molte delle maggiori personalità, internazionalmente riconosciute, del settore, da Sergej Loznica a Viktor Kosakovskij, da Marina Razbežkina a Pavel Medvedev (che sarà a Pesaro a presentare due sue opere). In questo modo si renderà omaggio anche al celebre “Studio per il Cinema Documentario di San Pietroburgo” (ex Leningrado), la più antica e rinomata istituzione statale nel campo della non fiction, che ha prodotto diversi dei lavori selezionati dal Festival. Sempre per proseguire un discorso iniziato nel 2010, si è continuato ad avere un occhio privilegiato per il lavoro cinematografico delle donne, le quali, al pari che nel film a soggetto, rappresentano ormai da tempo un aspetto rilevante e decisivo nel ricco mondo della non fiction. Accanto alla già citata Marina Razbežkina, colei che più di tanti altri ha formato non solo con le sue opere, ma anche con il suo insegnamento, una nuova leva di documentaristi, ricordiamo Alina Rudnickaja, l’altra figura emergente insieme a Pavel Medvedev, dello Studio di San Pietroburgo e la trentaduenne Galina Krasnoborova. Entrambe queste autrici saranno al Festival a presentare i propri lavori. La monografia sul cinema russo contemporaneo si completa con una sorta di piccolissimo “aggiornamento” riguardo al cinema di finzione al femminile presentato l’anno scorso. Parliamo dell’interessante debutto dietro la macchina da presa dell’attrice Alena Semenova con Ryabinovyy vals/The Rowan Waltz e di Peremirie/ Truce, l’ultimo film di Svetlana Proskurina (che interverrà al festival).
Il direttore della Mostra del nuovo cinema Giovanni Spagnoletti punta molto anche sul concorso, sette titoli, provenienti da varie parti del mondo (Corea, Tailandia, America Latina, Europa): tutte opere prime e seconde inedite in Italia, ma applaudite e premiate in festival internazionali. In giuria Isabella Ragonese, Marina Spada e Fabio Ferzetti per assegnare il premio di 3.000 € intitolato alla memoria di Lino Miccichè, fondatore e storico direttore del festival. Dalla Corea arriva The Journals of Musan di Park Jung-Bum, dall’Argentina Medianeras del debuttante Gustavo Taretto, unico film con già una distribuzione italiana (la Bolero), storia di un ragazzo e una ragazza che non riescono a incontrarsi tra i semafori e i grattacieli di una Buenos Aires che ricorda la Manhattan di Woody Allen. Dalla Francia Qu’ils reposent en revolte di Sylvain George, un potente documentario d’osservazione girato a Calais, punto strategico di passaggio per i migranti, dalla Germania Headshots di Lawrence Tooley. New entry del concorso sono invece la Thailandia con lo spirituale Eternity di Sivaroj Kongsakul, lo Sri Lanka con il drammatico Flying Fish di Sanjeewa Pushpakumara, dove c’è anche la presenza dell’organizzazione terroristica “Le Tigri di Tamil”, e il Brasile Trabalhar cansa di Juliana Rojas e Marco Dutra, una commedia nera, una storia sul lavoro che diventa un noir…
Altro sguardo sul cinema del futuro è il gruppo milanese berlinese Flatform (che realizza cortometraggi conosciuti in tutto il mondo) e la personale del cineasta performer Cosimo Terlizzi (video artista, performer e regista di documentari amato nei musei e nelle gallerie di tutto il mondo), uno dei protagonisti dello spazio «Dopofestival».
Anche quest’anno Piazza del Popolo ospiterà una serie di proiezioni serali di film in concorso, fuori concorso e della retrospettiva, tra cui Il conformista di Bertolucci e Tambien la lluvia lluvia (Even the rain) di Iciair Bollain con due star del cinema latino, Gael Garcìa Bernal e Luis Tosal, sulla privatizzazione e la guerra dell’acqua in Bolivia, mentre in collaborazione con Amnesty International (che assegna un premio per il cinema e i diritti umani) saranno proposti i quattro episodi diretti da Gael Los invisibles, sul fenomeno migratorio tra Messico e Stati Uniti. Per l’attore-regista, che probabilmente sarà a Pesaro, "è fondamentale che il Messico rappresenti un buon esempio del modo di trattare i migranti".
Appuntamento con Pesaro a Roma (8-10 luglio) all’arena di piazza Vittorio, con una selezione dei film di questa 47. edizione della Mostra del nuovo cinema.

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