Banditi a Milano

Banditi a Milano

Dopo un inserto sociologico che si propone di offrire una spiegazione di come il vizio, nei suoi multiformi aspetti, possa allignare e prosperare in una città ad alto potenziale tecnologico e dal diffuso benessere economico, nel film – ispirato alla rapina compiuta al Banco di Napoli il 25 settembre 1967 dalla banda Cavallaro e ai delitti che ne seguirono – sono messi a fuoco i protagonisti del dramma (autori, vittime, forze dell’ordine), i loro ambienti, le loro psicologie, e vengono descritti i momenti della preparazione e dell’esecuzione di questo crimine, e altri precedenti, fino alla strage finale. I componenti del famigerato quartetto: Piero il capo, che si autodefinisce un “drago”, astuto, esaltato e pieno di presunzione; la sua spalla; l’autista delle “spedizioni” e l’ultimo arrivato, un minorenne fino ad allora incensurato, perdono tutta la loro boria e folle spavalderia di fronte alla generosa collaborazione dei cittadini con le forze dell’ordine, soprattutto quando gli agenti stringono le manette intorno ai loro polsi.

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