Barbagia

Barbagia

Il film è ispirato alle gesta di Graziano Mesina, raccontate da Fiori nel libro La società del malessere. Graziano Cassitta, giovane pastore barbaricino, educato, secondo il costume della sua gente, a considerare l’onore più importante della vita, vendica la morte di un fratello uccidendo uno dei suoi assassini. Arrestato, riesce a evadere per ben tre volte: l’ultima, dal carcere di Sassari in compagnia di uno spagnolo, Miguel Lopez, col quale si rifugia sul Supramonte, l’aspra e boscosa catena di montagne nel cuore stesso della Barbagia. Spalleggiato da Spina, un disonesto avvocato, Graziano e la sua banda cominciano a dedicarsi a una fruttuosa attività: il sequestro di persone danarose da liberare in cambio di cospicui riscatti. Mentre la polizia e reparti speciali dei carabinieri gli danno inutilmente la caccia, Graziano – che giustifica le proprie gesta col fine di riparare, togliendo soldi ai ricchi, le secolari ingiustizie subite dai pastori - sogna, una volta divenuto popolare, di porsi addirittura alla testa di un movimento separatista. Spaventati dalla sua megalomania, Spina e gli altri decidono di liberarsi di lui inducendolo a commettere un errore: il sequestro di Nino Bedetto, un onesto uomo tutt’altro che ricco. Il gesto suscita indignazione in tutta l’isola; la stessa popolazione si unisce ai carabinieri per cercare di stanarlo, mentre il malcontento serpeggia tra gli stessi uomini della sua banda, non più disposti a ubbidirgli ciecamente. Durante un attacco dei carabinieri, Miguel, l’unico che gli sia rimasto amico, muore,.Graziano riesce ancora una volta a sottrarsi alla cattura, ma non per molto.

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