CADENZA D’INGANNO

CADENZA D'INGANNO

Alla presenza del regista


“Nella primavera del 2000 ho iniziato a fare un film sugli adolescenti a Napoli. È stato un perio- do molto teso a causa delle aggressioni e delle rapine da parte dei ragazzini. Ho iniziato le ripre- se in un giardino pubblico nel centro della città in cui i bambini trascorrevano i pomeriggi a gio- care, lasciando scivolare il tempo, prendendo una pausa tra le incursioni in città. Ho incontra- to Antonio lì. Aveva dodici anni e mi ha lasciato filmare la sua vita quotidiana. Ha poi iniziato a mostrare segni di disinteresse, iniziò ad evitarmi fino a decidere di farla finita. Un atto di resi- stenza di un personaggio cinematografico a cui ho voluto fare un omaggio” (L. Di Costanzo).

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