PESARO E’ DOC. E D’AUTORE

PESARO E' DOC. E D'AUTORE

PESARO È DOC. E D’AUTORE PER UN RITRATTO DELL’ITALIA CONTEMPORANEA (E UN GIRO DEL MONDO IN 9 GIORNI) E PER FARE PALOMBELLA ROSSA ALLO STATO DELLE COSE

- Documentari, docu-film, non fiction: chiamiamoli come vogliamo questi film, ma il dato di fatto è che, in una società ancora dominata dai “reality show”, ci sono gruppi sempre più nutriti di autori e pubblico che marciano verso il “cinema della realtà”. A Pesaro, l’Italia allo specchio, con una grande varietà di documentari che testimoniano lo stato delle cose (e le cose dello stato) nel nostro paese.

- Il cinema, i film, il mondo, lo “sguardo morale” di Nanni Moretti: il 26. Evento Speciale sarà dedicato a quest’Autore che ha attraversato vari decenni della storia del cinema nazionale, dagli anni settanta al nuovo millennio; un regista che ha saputo sempre interpretare, e anzi anticipare gli avvenimenti dell’ex Bel Paese, dai primi corti, passando per il debutto nel lungometraggio (restaurato) Io sono un autarchico fino a Habemus Papam.

- Tra i sette film in concorso echi di Tarantino, Cassavetes e Nouvelle Vague per lavori provenienti dai quattro angoli del globo, che saranno giudicati da Antonietta De Lillo, Francesca Inaudi e Boris Sollazzo.

- Omaggio al Nuovo Cinema tedesco a cinquant’anni dal manifesto di Oberhausen, con lavori di Herzog, Straub, Reitz, Kluge e molti altri.

- Russia oggi: le quattro ore di Chapiteau show, lo “sguardo femminile” e i corti

- Fare il cinema: ben due workshop porteranno i partecipanti a scavalcare la barriera tra produttore e fruitore per un’esperienza indimenticabile a cura di Gianfranco Pannone (come fare un doc) e Simone Massi (animazione).

- In “Piazza” si esordisce con l’anteprima italiana di Barbara, toccante dramma tedesco del regista Christian Petzold pluripremiato in Europa. E si chiude con un omaggio a Giuseppe Bertolucci, recentemente scomparso.

- AvantFestival: Quintosole di Marcellino de Baggis e Musi neri di Filippo Biagianti


PESARO, 22 GIUGNO 2012 - IL CONCORSO, IL CUI PREMIO È DEDICATO ALLA MEMORIA DI LINO MICCICHÉ, FONDATORE E STORICO DIRETTORE DEL FESTIVAL, PRESENTA SETTE FILM PROVENIENTI DAI QUATTRO ANGOLI DEL MONDO, MOLTI DEI QUALI PIÙ VOLTE FREQUENTATI IN PASSATE OCCASIONI: IL CILE CON LA JUBILADA (THE RETIRED) DI JAIRO BOISIER OLAVE, LA THAILANDIA ALLA SUA SECONDA PRESENZA AL FESTIVAL CON IN APRIL THE FOLLOWING YEAR, THERE WAS A FIRE DI WICHANON SOMUMJARN, LA GERMANIA SI PRESENTA CON UNTEN MITTE KINN (LOWER UPPER CUT) DI NICOLAS WACKERBARTH. E ANCORA, IL RITORNO DEL GIAPPONE CON TOKYO PLAYBOY CLUB DI YOSUKE OKUDA, L’ITALIA CON L’INTENSA DOCU-FICTION DI UN CONSIGLIO A DIO DI SANDRO DIONISIO, ISRAELE CON IL PROBLEMATICO SHARQIYA DI AMI LIVNE E INFINE LA BOSNIA CON DJECA (Buon anno Sarajevo) DI AIDA BEGIC, SOFFERTA RICOGNIZIONE NEI TERRITORI COLPITI DALLA GUERRA JUGOSLAVA.

IL CINEMA DOCUMENTARIO OGGI. L’ITALIA ALLO SPECCHIO. DOPO AVER ESPLORATO PER DUE ANNI IL CINEMA RUSSO DI FICTION E NON, LA MOSTRA INTERNAZIONALE DEL NUOVO CINEMA DIRETTA DA GIOVANNI SPAGNOLETTI TORNA A PUNTARE IL SUO SGUARDO SULL’ITALIA ATTRAVERSO UN’AMPIA RETROSPETTIVA SUL NOSTRO CINEMA DOCUMENTARIO CONTEMPORANEO, SPECCHIO MUTEVOLE DELLE PROBLEMATICHE DEL PAESE NEGLI ULTIMI ANNI. UN CINEMA CHE, NONOSTANTE ABBIA AVUTO UN CRESCENTE RISCONTRO NELL’AMBITO DEI FESTIVAL INTERNAZIONALI E NAZIONALI, CON FREQUENTI E PRESTIGIOSI RICONOSCIMENTI, NON È STATO VALORIZZATO DAL MERCATO DISTRIBUTIVO ITALIANO CHE NON SI È DIMOSTRATO SENSIBILE VERSO UN SETTORE SEMPRE PIÙ RICCO DI TALENTI. LA RETROSPETTIVA INTENDE QUINDI FARE IL PUNTO SULLA SITUAZIONE ATTUALE DEL DOCUMENTARIO E DELL’ITALIA STESSA, GRAZIE AL CONTRIBUTO DEI CINEASTI PRESENTI E DELLE VARIE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA. UNA RETROSPETTIVA RICCA E VARIEGATA CUI SI ACCOMPEGNERÀ UN VOLUME CURATO DA GIOVANNI SPAGNOLETTI CHE RAPPRESENTERÀ UNO DEI TESTI PIÙ COMPLETI E AGGIORNATI SUL CINEMA DELLA NON-FICTION ITALIANA.

L’EVENTO SPECIALE. IL 26° EVENTO SPECIALE SUL CINEMA ITALIANO, A CURA DI VITO ZAGARRIO E ORGANIZZATO CON CINECITTÀ LUCE E FONDAZIONE CENTRO SPERIMENTALE DI CINEMATOGRAFIA – CINETECA NAZIONALE, SARÀ DEDICATO ALL’OPERA DI NANNI MORETTI, AUTORE TRA I PIÙ SIGNIFICATIVI DEL NOSTRO CINEMA, DI RITORNO DA CANNES DOVE HA PRESIEDUTO LA GIURIA. L’EVENTO È UNA IMPERDIBILE OCCASIONE PER VISIONARE I PRIMI LAVORI IN SUPER 8 DELL’AUTORE E ASSISTERE ALLA PROIEZIONE DI UNA VERSIONE RESTAURATA DEL SUO ESORDIO IO SONO UN AUTARCHICO, OLTRE ALLA SUA INTERA FILMOGRAFIA. SARÀ LO STESSO NANNI MORETTI AD ACCOMPAGNARE LA RETROSPETTIVA INCONTRANDO IL PUBBLICO E LA STAMPA SABATO 30 GIUGNO NEL CORSO DI UN’INTERVISTA DI BRUNO TORRI E VITO ZAGARRIO E PRESENTANDO VENERDI’ 29 GIUGNO LE SEGUENTI PROIEZIONI AL TEATRO SPERIMENTALE: “LA STANZA DEL FIGLIO”, “LA COSA” E “IL DIARIO DEL CAIMANO” (ORE 21 E ORE 23). SABATO 30 SARA’ IN PIAZZA DEL POPOLO PER PRESENTARE “IL CAIMANO” (ORE 21,45); MENTRE DOMENICA 1 LUGLIO “LA SCONFITTA”, “PATE’ DE BOURGEOIS” e “COME PARLI FRATE?” (ORE 16,30) AL TEATRO SPERIMENTALE.

CINEMA IN PIAZZA ACCOGLIERÀ ANCHE QUEST’ANNO NELLO SCENARIO DI PIAZZA DEL POPOLO UNA SELEZIONE DI OPERE PROVENIENTI DA TUTTE LE SEZIONI DEL FESTIVAL, A COMINCIARE DAL FILM DI APERTURA, IL TOCCANTE DRAMMA BARBARA, PLURIPREMIATO FILM TEDESCO DI CHRISTIAN PETZOLD. COME DA TRADIZIONE UNA SERATA SARÀ INOLTRE DEDICATA ALLA PROIEZIONE E ALL’INCONTRO CON L’AUTORE OMAGGIATO DAL 26° EVENTO SPECIALE SUL CINEMA ITALIANO, NANNI MORETTI CHE, LA SERA DEL 30 GIUGNO, INTRODURRÀ IL CAIMANO. PER DIMOSTRARE CHE IL GRANDE CINEMA, QUELLO “NUOVO” E QUELLO CHE HA FATTO LA STORIA, PIACCIONO ANCHE AL GRANDE PUBBLICO.
EVENTO DI CHIUSURA con un omaggio al cineasta recentemente scomparso, Giuseppe Bertolucci.

SI CONFERMA E SI RINNOVA ANCHE LO SPAZIO ANTICONVENZIONALE DEL DOPOFESTIVAL, DA QUEST’ANNO RINOMINATO ROUND MIDNIGHT PER SOTTOLINEARNE IL CARATTERE NOTTURNO E CINEFILO. UN’INCURSIONE NELLE NUOVE FRONTIERE DELL’AUDIOVISIVO DEDICATO QUEST’ANNO ALLA VIDEO ARTE DI CESAR MENEGHETTI E DEL COLLETTIVO ALTERAZIONI VIDEO. E INOLTRE: IL “FILM PARTECIPATO” DI ANTONIETTA DE LILLO E UNA SELEZIONE DAL FESTIVAL INTERNAZIONALE SIGNES DE NUIT DI PARIGI.

50 ANNI DAL MANIFESTO DI OBERHAUSEN. UNA RICCA SELEZIONE DI CORTOMETRAGGI (MA ANCHE UN MEDIO E UN LUNGO) DEI PIÙ IMPORTANTI ESPONENTI DEL NUOVO CINEMA TEDESCO DEGLI ANNI SESSANTA, PER RIEVOCARE E CELEBRARE IL MOMENTO CHE SEGNÒ LA SUA RINASCITA ARTISTICA.

LO SGUARDO FEMMINILE NEL CINEMA RUSSO CONTEMPORANEO. DOPO LE DUE RETROSPETTIVE DEDICATE AL CINEMA RUSSO FICTION E NON-FICTION, SARANNO PRESENTATI QUEST’ANNO ALCUNI CORTOMETRAGGI DI GIOVANI REGISTE RUSSE, AI QUALI SI ACCOMPAGNERÀ LA PROIEZIONE DEL GRANDE SUCCESSO DELL’ANNO: IL FLUVIALE – 4 ORE - “CHAPITEAU SHOW” DI SERGEJ LOBAN.

NOVITÀ 2012 - I WORKSHOP. IMPERDIBILE OPPORTUNITÀ PER TUTTI GLI OSPITI DEL FESTIVAL CHE POTRANNO PARTECIPARE A DUE ESCLUSIVI WORKSHOP CONDOTTI DA IMPORTANTI PERSONALITÀ DEL SETTORE. GIANFRANCO PANNONE FARÀ SPERIMENTARE AI PARTECIPANTI L’INTERO PROCESSO PRODUTTIVO DI UN DOCUMENTARIO, MENTRE SIMONE MASSI SPIEGHERÀ I SEGRETI DELL’ANIMAZIONE IN UN INCONTRO IRRIPETIBILE.

AVANTFESTIVAL (24 GIUGNO) AL TEATRO SPERIMENTALE “MUSI NERI” DI FILIPPO BIAGIANTI, SULL’EMIGRAZIONE ITALIANA IN BELGIO, E “QUINTOSOLE”, IN RICORDO DI MARCELLINO DE BAGGIS.

GIUNGE ALLA SESTA EDIZIONE IL PREMIO AMNESTY INTERNATIONAL, CHE PREMIERÀ IL CINEMA PIÙ ATTENTO ALLA DIFESA E ALLA PROMOZIONE DEI DIRITTI UMANI.

E ANCORA: LA MOSTRA RICORDA GIUSEPPE BERTOLUCCI CON LA PROIEZIONE DI “AMORI IN CORSO” DOMENICA 1 LUGLIO DOPO LA CERIMONIA DI PREMIAZIONE, L’OMAGGIO A SILVANO CAVATORTA E AL FILM COLLETTIVO, IL PREMIO CINEMARCHE GIOVANI, FLATFORM, IL LEMS, IL PERF 2012, LA GIURIA GIOVANE, IL MARKETING GUERILLA, PESARO A ROMA, PESARO ONLINE...


48. MOSTRA INTERNAZIONALE DEL NUOVO CINEMA DI PESARO

Alla fine degli anni Sessanta, la Mostra del Cinema di Pesaro, ancora giovanissima anagraficamente – fu fondata nel 1965 da Lino Micciché e Bruno Torri – era già un luogo d’elezione per i cinefili (e i cineasti) più accaniti. Non a caso tra i suoi frequentatori più appassionati c’erano due persone che rispondono al nome di Bernardo Bertolucci e Jack Nicholson. Quest’ultimo, in un’intervista a ‘Repubblica’ del 2008, raccontava, infatti “Abbiamo iniziato entrambi giovanissimi, due topi da festival, ci vedevamo a Pesaro”; mentre il primo, all’epoca, era uno dei grandi protagonisti di una stagione felice del cinema italiano, anche grazie all’amicizia e al sodalizio creativo con Gianni Amico, che fu anche consulente del festival.
Diretta, dal 2000, da Giovanni Spagnoletti, a distanza di 48 anni la Mostra di Pesaro ha mantenuto la sua identità di manifestazione votata alla scoperta, di piattaforma da cui giovani registi e nuovi linguaggi prendono lo slancio verso il grande pubblico. Di festival in cui si può rinunciare ai lustrini e ai tappeti rossi ma non alla ricerca, alla cultura, alla curiosità e alla sperimentazione. E, nonostante l’età, la Mostra non ha perso la freschezza di festival giovane che propone uno sguardo inedito – “nuovo”, come vuole il suo nome – sui film nazionali e internazionali, e che invita lo spettatore a un viaggio nel cinema di oggi, per (pre) vedere quello di domani.
Come dimostra lo studio, progettato e condotto dalla Libera Università IULM di Milano in collaborazione con AFIC (Associazione Festival Italiani di Cinema), i festival sono occasione di stimolo culturale e momenti di scambio anche internazionale e fungono, di fatto, da motore dell’economia locale e da catalizzatore della promozione turistica delle città ospiti. In un momento in cui l’investimento in cultura ha perso il tradizionale sostegno pubblico e deve rivolgersi a sponsor privati e alla luce della crisi economica, che disincentiva anche gli investimenti delle aziende, misurare e comprendere appieno il ritorno economico di questi eventi è uno strumento fondamentale per dare nuovo impulso al settore e a tutte le formule festivaliere di promozione culturale.
Conscio della situazione generale dei festival e della cultura, il direttore artistico Giovanni Spagnoletti avverte: “La difficile generalizzata situazione economica (anche) nel nostro paese, il ritardo nei finanziamenti dello Stato, il lievitare dei costi minacciano di compromettere la competitività di quella che è stata e resta una delle più antiche e rinomate manifestazioni di cultura cinematografica in Italia. Non possiamo nasconderci le difficoltà contingenti e possiamo solo augurarci (e lavorare) perché nel prossimo futuro si assista finalmente a un’inversione di tendenza rispetto a questa situazione non poco difficile”.

IL CINEMA DOCUMENTARIO OGGI: L’ITALIA ALLO SPECCHIO
Quest’anno la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema, diretta da Giovanni Spagnoletti, vuole proporre un ritratto dell’Italia contemporanea attraverso un’ampia selezione di documentari che analizzano le attuali problematiche del nostro Paese (alla quale si aggiunge la retrospettiva riguardante l’opera di Nanni Moretti). Sarà quindi un’edizione dedicata in gran parte al cinema italiano con un focus corposo e organico sul documentario, diventato nell’ultimo periodo uno dei terreni di sperimentazione più frequentati dai nostri cineasti.
L’idea è di raccontare l’Italia, politica e sociale, attraverso la lente privilegiata del cinema del reale. Saranno presentate le opere che negli ultimi anni meglio hanno contribuito a rispecchiare la vita del nostro Paese, con una particolare attenzione all’innovazione stilistica e contenutistica.
Numerose le linee tematiche definite dalla selezione dei 19 documentari, a partire dalle riflessioni sui concetti di emigrazione e integrazione vissuti da prospettive molto differenti: Giallo a Milano di Sergio Basso racconta dal suo interno la comunità cinese nel capoluogo lombardo, Grandi speranze di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti segue le vicende di giovani imprenditori italiani impegnati in Cina mentre Come un uomo sulla terra di Andrea Segre e Dagmawi Yimer si concentra sul drammatico destino di un ragazzo che, partendo da Addis Abbeba, deve affrontare violenze e sopraffazioni per cercare di arrivare in Italia passando dalla Libia di Gheddafi. Due lavori denunciano invece l’emergenza abitativa nel nostro Paese: Palazzo delle Aquile di Savona, Porto e Sparatore racconta la storia di 18 famiglie le quali, senza più casa, occupano per protesta la sede del municipio di Palermo, mentre Ferrhotel di Mariangela Barbanente porta il suo sguardo su Bari e un gruppo di somali che (cercano di) vivere in un vecchio hotel dismesso. Un altro dittico è quello formato da Land of Joy di Laura Lazzarin e A Nord Est di Milo Adami e Luca Scivoletto, due caustici ritratti del “ricco Nord-Est”: il primo ne racconta passato (poverissimo) e presente (ricchissimo) tra il tragico e il comico, il secondo ci accompagna lungo la Statale 11, all’esplorazione di un territorio ferito da uno sviluppo incontrollato.
Istruzione, morti bianche, nucleare, politica, disastri ambientali: i doc della rassegna coprono tutte le maggiori problematiche sociali e istituzionali che affliggono il Paese. Marco Santarelli in Scuolamedia ci porta nella periferia industriale di Taranto per uno spaccato sociale e culturale di quello che è lo stato attuale dell’istruzione scolastica nel Sud Italia. Thyssenkrupp Blues di Pietro Balla e Monica Repetto ripercorre, dalla prospettiva di un operaio, la tragedia dei sette lavoratori morti sul lavoro nello stabilimento torinese e la sua personale battaglia per il lavoro. Nel collettivo Milano 55,1, 55 registi documentano l’ultima settimana della campagna elettorale che segnò la storica vittoria del centro-sinistra nel capoluogo lombardo dopo 18 anni, un film sul (e del) cambiamento. Ju Tarramutu di Paolo Pisanelli racconta polemicamente il (post-) terremoto dell’Aquila del 2009, in quello che viene definito “un viaggio nei territori della città più mistificata d’Italia”. Due documentari che si presentano come diari intimi e personali, sono invece il pretesto per raccontare altri problemi del Belpaese: Armando e la politica di Chiara Malta è un viaggio alla ricerca della vera identità del proprio padre attraverso cui analizzare l’ultimo ventennio politico italiano, mentre Scorie in libertà di Gianfranco Pannone ripercorre, in tempi di referendum, le vicende legate alla centrale nucleare costruita nel 1963 nei pressi di Latina.
In Il passaggio della linea di Pietro Marcello vite, dialetti e paesaggi dell’Italia tutta si incontrano e scontrano negli (scomodi) spazi dei treni a lunga percorrenza, da tempo abbandonati al loro destino, mentre in Predappio in luce Marco Bertozzi ripercorre, accompagnato da due storici d’eccezione, le strane vicende che ruotano attorno alla prima città di fondazione fascista voluta da Mussolini nel 1925. Cadenza d’inganno di Leonardo Di Costanzo parte come un doc sui giovani napoletani, per poi concentrarsi su uno di loro, il quale infine si ribella e abbandona il progetto: un omaggio a “un atto di resistenza di un personaggio cinematografico”. Magog [o Epifania del barbagianni] di Luca Ferri gioca con gli spazi naturali e architettonici della pianura padana per restituire allo spettatore un luogo dell’assurdo, dove un’umanità al limite del grottesco si muove come fantasma.
Il duo Felice D’Agostino e Arturo Lavorato presenta infine due lavori: Noi dobbiamo deciderci è una cronaca poetica e militante del primo mese da alluvionati vissuto dagli abitanti di Vibo Valentia mentre l’Italia vinceva il mondiale, mentre In attesa dell’avvento ragiona su date e celebrazioni, nello specifico sui 150 anni d’Italia, cercando di sovvertirne l’ordine confortante.
Tutti gli autori dei documentari scelti saranno invitati a presentare i loro lavori, così come le principali associazioni di categoria, ad esempio Doc/it, saranno chiamate a collaborare e a partecipare alle attività della retrospettiva. Sarà quindi un’importante occasione d’incontro non solo per il pubblico del festival ma anche per gli stessi cineasti. Com’è accaduto nel recente passato, con l’evento speciale “La meglio gioventù” dedicato ai cineasti italiani che hanno debuttato nel nuovo Millennio, la Mostra produrrà un doc sul doc (in collaborazione con l’Università Roma Tre e a cura di Vito Zagarrio) con le interviste e i contributi filmici di tutti i cineasti che partecipano alla retrospettiva.
Naturalmente, vista l’importanza dell’argomento, il festival non mancherà di pubblicare un volume (con Marsilio e a cura di Giovanni Spagnoletti) dedicato al mondo del documentario italiano. La monografia riprenderà il tema centrale della retrospettiva ma lo collocherà all’interno della più vasta produzione documentaria italiana con analisi particolareggiate del sistema di produzione, dello sbocco distributivo tra festival e canali televisivi, dei “cervelli in fuga” all’estero. Senza ovviamente tralasciare l’approfondimento sugli stili, sulla forma dei documentari oltre che sui contenuti. In appendice la biofilmografia dei principali cineasti che dirigono documentari farà da corollario a uno dei testi più completi e aggiornati sul cinema della non-fiction.

26° EVENTO SPECIALE SUL CINEMA ITALIANO. NANNI MORETTI. IL CINEMA, I FILM
Il 26° Evento Speciale sul cinema italiano, curato da Vito Zagarrio e organizzato con Cinecittà Luce e Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, sarà dedicato all’opera di Nanni Moretti, autore particolarmente significativo del nostro cinema che interverrà al festival sabato 30 giugno, in un incontro-intervista con Bruno Torri e Vito Zagarrio. Presenterà inoltre, venerdi’ 29 giugno, le seguenti proiezioni al Teatro Sperimentale: “La stanza del figlio”, “La cosa” e “Il diario del caimano” (ore 21 e ore 23). E sabato 30 “Il caimano” (ore 21,45) in Piazza del Popolo; domenica 1 luglio “La sconfitta”, “Pate’ de bourgeois” e “Come parli frate?” (ore 16,30) al Teatro Sperimentale.
Come sempre sarà riposta molta cura nella proiezione delle copie dei film, (ristampate e restaurate per l’occasione) e nelle iniziative che fanno da corollario alla retrospettiva (inclusa una mostra fotografica), la quale rappresenterà un’occasione imperdibile per (ri)scoprire tutti i primi lavori cinematografici girati in Super 8 da Nanni Moretti come i cortometraggi “La sconfitta” e “Paté de bourgeois” o il medio “Come parli frate?” fino ad arrivare, naturalmente, al suo debutto nel lungometraggio con “Io sono un autarchico”.
Accanto alla proposta dell’intera filmografia di Moretti regista, completa di corti (“Diario di uno spettatore”), documentari (“La Cosa”) e diari di lavorazione (“L’ultimo campionato”), la Mostra pubblicherà con Marsilio “Nanni Moretti. Lo sguardo morale”, un volume monografico a cura di Vito Zagarrio con i contributi di critici, storici e saggisti di varie generazioni come Pier Paolo Antonello, Marco Bertozzi, Claudio Bisoni, Gian Piero Brunetta, Gianni Canova, Fancesco Crispino, Paolo D’Agostini, Roberto De Gaetano, Pierpaolo De Sanctis, Virgilio Fantuzzi, Antioco Floris, Jean Gili, Franco Marineo, Roy Menarini, Franco Montini, Emiliano Morreale, Cristiana Paternò, Stefania Parigi, Cristina Piccino, Laura Rascaroli, Erica Romano, Paolo Russo, Rosa Maria Salvatore, Mario Sesti, Piero Spila, Pierre Sorlin, Bruno Torri, Elio Ugenti, Christian Uva, Federica Villa.

CONCORSO PESARO NUOVO CINEMA – PREMIO LINO MICCICHÉ
Sezione a concorso con sette film provenienti dai punti caldi della produzione cinematografica mondiale tutti all’insegna del Nuovo Cinema. Come sempre il Concorso proporrà una ricognizione a 360 gradi sulle migliori opere prime o seconde di registi, generalmente giovani, che altrimenti non avrebbero modo di arrivare nel nostro paese. Come da tradizione le pellicole selezionate provengono dai quattro angoli del globo e rappresentano le ultime tendenze del cinema mondiale: dal Giappone arriva Tokyo Playboy Club di Yosuke Okuda, un’intricata storia di yakuza ambientata nei bassifondi di Tokyo in odore di Tarantino. In April the Following Year, There Was a Fire di Wichanon Somumjarn riflette le recenti tendenze del cinema thailandese in un complesso affresco che mescola realtà e immaginazione, passato e presente, tra suggestioni poetiche e crudo realismo. Il cileno Jairo Boisier Olave in La Jubilada (The Retired) mette in scena invece uno sfaccettato ritratto di donna alle prese con i pregiudizi degli abitanti del suo villaggio natale, mentre Unten Mitte Kinn (Lower Upper Cut) del tedesco Nicolas Wackerbarth ricorda il cinema di Cassavetes, con un gruppo di studenti che cerca in tutti i modi di mettere in scena uno spettacolo teatrale, tra paure, invidie e incomprensioni. L’Italia è rappresentata in Concorso da Un consiglio a Dio, un film prodotto da Gianluca Arcopinto e diretto da Sandro Dionisio il quale, con uno stile crudo e poetico, narra la storia di un moderno Caronte e dei “viaggi della speranza”. Sharqiya di Ami Livne è un esempio di cinema israeliano contemporaneo che riflette sul concetto di identità e radici attraverso una parabola paradossale. Infine dalla Bosnia-Erzegovina sarà presentato Djeca (Buon anno Sarajevo) di Aida Begic, una tragica storia su due orfani della guerra jugoslava e sul loro difficile adattamento alla società contemporanea, un film che sarà distribuito in Italia da Kitchenfilm. Queste opere saranno giudicate da una giuria composta dalla regista Antonietta De Lillo, l’attrice Francesca Inaudi e il critico e cronista cinematografico Boris Sollazzo.

CINEMA IN PIAZZA
Sette proiezioni serali, in anteprima e a “cielo aperto”, nella piazza principale di Pesaro, all’insegna del connubio tra la qualità e la capacità di rivolgersi a un vasto pubblico chiamato alla fine a premiare il miglior film. A inaugurare il ciclo sarà il film d’apertura del festival, il toccante Barbara di Christian Petzold, già vincitore dell’Orso d’Argento a Berlino e nominato a ben otto premi Lola (gli Oscar tedeschi) tra i quali anche quello per Miglior Film. L’opera, che sarà distribuita in Italia da BIM, è ambientata nella Germania dell’Est ai tempi del Muro e vede protagonisti Nina Hoss e Ronald Zehrfeld. Una serata, quella del 30 giugno, sarà poi dedicata, come da tradizione, alla proiezione e all’incontro con l’autore omaggiato dal 26° Evento Speciale sul cinema italiano che quest’anno vede protagonista Nanni Moretti e il suo film del 2006, Il Caimano. In piazza avverrà anche la chiusura del festival, domenica 1 luglio, con la premiazione dei film vincitori e la proiezione di “Amori in corso”, omaggio al regista (nonchè direttore della Cineteca di Bologna) Giuseppe Berolucci, scomparso il 16 giugno.

OMAGGI. 50 ANNI DAL MANIFESTO DI OBERHAUSEN
La 48a edizione della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema celebra quest’anno il cinquantenario del manifesto di Oberhausen. Fu, infatti, nel 1962 che al festival del Cortometraggio di Oberhausen, un nutrito gruppo di giovani cineasti sottoscriveva un manifesto con cui tradizionalmente si fa iniziare la storia del Nuovo Cinema tedesco. In collaborazione con il Festival di Oberhausen, la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema, nata pochi anni dopo, vuole rievocare quel fondamentale momento storico di rinascita artistica del cinema europeo con una ricca selezione di cortometraggi e lungometraggi dell’epoca, tra i quali spiccano i lavori di autori come Alexander Kluge, Edgar Reitz, Werner Herzog e Jean-Marie Straub.

EVENTI SPECIALI
Due sono le proiezioni speciali organizzate quest’anno. Il primo evento è dedicato a Silvano Cavatorta, scomparso nel marzo dello scorso anno, è stato storico e critico cinematografico, insegnate, figura fondamentale dell’ambiente cinematografico milanese, fondatore dell’associazione “Filmaker” e in definitiva rappresentante del cinema italiano di qualità. Alla sua memoria è dedicata la proiezione del documentario-omaggio Ciao Silvano! realizzato da Tekla Taidelli.
La seconda proiezione speciale è un film collettivo, o come si autodefinisce, un “film partecipato”; si tratta de Il pranzo di Natale, nato da un’idea della nostra giurata Antonietta De Lillo, che scandaglia il rito collettivo del Natale da diverse prospettive attraverso piccoli film di racconto del reale che hanno permesso la costruzione del documentario.

NOVITÀ 2012: I WORKSHOP
IL DOCUMENTARIO CON GIANFRANCO PANNONE, L’ANIMAZIONE DI SIMONE MASSI
La Mostra, che da anni è impegnata anche nella produzione di documentari, apre ora una finestra sul lavoro pratico di chi il cinema lo realizza.
Con il titolo “Come fare un documentario e sopravvivere felici”, il festival promuove un workshop curato da Gianfranco Pannone (uno dei nostri maggiori autori) con l’obiettivo di far sperimentare, attraverso un percorso pratico, ai partecipanti (al massimo 15 allievi filmmakers) l’intero processo di realizzazione di un documentario dalla sua ideazione, alla produzione, all’editing. “Pesaro 2012: la rappresentazione visiva e sonora di una città e del suo festival” sarà il soggetto del lavoro da realizzare.
Sarà invece dedicato all’animazione il workshop che il grande illustratore marchigiano Simone Massi (fresco vincitore del David di Donatello per il miglior cortometraggio) terrà in un incontro aperto a tutto il pubblico della manifestazione. Sarà l’occasione per scoprire un grande talento che lavora attraverso una tecnica unica e originale. A corollario del suo intervento la Mostra, in collaborazione con la Cineteca Italiana, presenterà tutti i suoi lavori di animazione.

ROUND MIDNIGHT
International Festival Signes de Nuit
Quattro serate, round midnight, a Palazzo Gradari, tra cui un intero programma di video arte, diviso in una “personale” del documentarista italo-brasiliano César Meneghetti compreso un promo del suo ultimissimo lavoro I/O_Io è un altro (progetto che esplora i confini tra disabilità mentale e “normalità”) e una selezione dei lavori del collettivo milanese Alterazioni Video che incrocia i linguaggi dell’arte con le pratiche dell’attivismo politico. Continua inoltre la collaborazione con il Festival Internazionale Signes de Nuit di Parigi, giunto alla sua nona edizione, del quale vengono presentati sei lavori che affiancano alla ricerca e alla sperimentazione (visiva, produttiva, tematica) uno sguardo mai accondiscendente alla realtà che ci sta intorno. Verrà infine presentato anche l’ultimo progetto di Antonietta De Lillo, i film partecipati, ossia una piattaforma all’interno della quale chiunque possa proporre piccoli film di narrazione della realtà, atomi che poi entreranno in un altro grande organismo, il film collettivo stesso, all’inizio solo una generica cornice: il Natale come l’amore, i momenti di condivisione in cui il rapporto con l’altro diventa centrale ed irrinunciabile.

LO SGUARDO FEMMINILE NEL CINEMA RUSSO CONTEMPORANEO
Nel 1980 la Mostra di Pesaro portò all’attenzione del pubblico la cinematografia russa grazie a un’imponente retrospettiva, realizzata grazie alla preziosa collaborazione di Giovanni Buttafava, rimasta a distanza di trent’anni un momento fondamentale di scoperta e comprensione della produzione dell’URSS per il grande schermo.
Oggi una generazione di cineasti trenta-quarantenni si affaccia con successo ai grandi festival internazionali ottenendo ampi riconoscimenti ma, ancora, non sufficiente attenzione da parte dei distributori italiani. Nel 2010 e nel 2011 la Mostra di Pesaro ha contribuito a colmare questa lacuna dedicando ampie retrospettive ai suddetti autori, concentrandosi prima sui registi di fiction e poi su quelli di documentario. Dopo una ricognizione a tutto tondo del cinema d’autore russo dell’ultimo decennio, si rende omaggio quest’anno a “lo sguardo femminile” con la proiezione dell’imponente – oltre 200 minuti – e fantasmagorica commedia musicale scritta da Marina Potapova e diretta da Sergej Loban: “Chapiteau Show”, uno dei maggiori successi dell’anno in patria. A ciò si aggiungerà un programma, in collaborazione col festival “Artkino”, con cortometraggi di giovani registe e registi russi. L’intera rassegna si terrà presso il Cinema Astra.

AVANTFESTIVAL
Un piccolo (grande) evento precede l’inaugurazione ufficiale della Mostra. Il 24 giugno presso il Teatro Sperimentale il pubblico potrà infatti assistere alla proiezione di Quintosole di Marcellino de Baggis, documentarista tarantino prematuramente scomparso lo scorso anno. Sarà inoltre proiettato Musi neri di Filippo Biagianti, toccante racconto sull’emigrazione italiana nel Dopoguerra verso Belgio e Lussemburgo.

PREMIO AMNESTY 2012
Istituito nel 2007, il Premio Amnesty Italia – Cinema e Diritti Umani segnalerà anche quest’anno il film che meglio avrà saputo coniugare i molteplici temi relativi ai diritti umani. A sceglierlo, tra otto titoli provenienti dal Concorso e dalla sezione sul documentario italiano, sarà una giuria composta da Riccardo Noury, Paolo Fosso e Andrea Paolotti.

LEMS – LABORATORIO ELETTRONICO DI MUSICA SPERIMENTALE
Continua la collaborazione con il LEMS, di cui quest’anno la Mostra di Pesaro presenta il nuovo lavoro multimediale presso gli spazi di Palazzo Bonali. Spazio vuoto/Tempo dell’attesa consiste in una video installazione sonora e un percorso espositivo per portare lo sguardo del visitatore all’interno degli spazi labirintici e dimessi di un vecchio ospedale psichiatrico, per un’esperienza unica e (s)coinvolgente.

FLATFORM E LA SIGLA DEL FESTIVAL
Il gruppo artistico dei Flatform, cui la Mostra aveva dedicato un omaggio già lo scorso anno, ha pensato e realizzato l’“opening theme” di questa edizione del festival, creando una sigla-titoli di coda che si propone come elemento di raccordo tra il prima e il dopo di ogni evento, per un unico film lungo tutto il festival.

PREMIO CINEMARCHE GIOVANI 2012 – 2a EDIZIONE
Dedicato ai cortometraggi, di ogni genere e tecnica, di durata massima di 3 minuti, realizzati da giovani entro i 30 anni d’età che vivono, studiano o lavorano nella Regione Marche. A scegliere il vincitore sarà la giuria composta da Paolo Angeletti, Pierpaolo Loffreda, Alberto Pancrazi, Ludovico Pratesi, Claudio Salvi.

PERF 2012 – SCUOLA NEL LIBRO DI URBINO
Prosegue la collaborazione con la Scuola del libro di Urbino. I fumetti e le animazioni degli allievi del corso di Perfezionamento saranno in mostra - in forma di videoinstallazione – al Teatro Sperimentale durante le giornate del Festival.

GIURIA GIOVANE – MARKETING GUERRILLA
La Fondazione Pesaro Nuovo Cinema con il patrocinio dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” conferma il lavoro svolto negli anni e dei rapporti proficui tra il Festival e la laurea triennale e la laurea specialistica in Comunicazione e pubblicità con sede a Pesaro, attraverso l’istituzione di borse di studio per gli studenti e l’istituzione di una giuria dei giovani formata da una ventina di studenti della laurea specialistica che premiano il miglior film in concorso al Festival.
Sempre con la facoltà di Sociologia sarà organizzata una nuova campagna di guerrilla marketing con l’ausilio delle più innovative forme di comunicazione virale.

PESARO A ROMA
All’interno della manifestazione “I grandi festival” nell’arena di Piazza Vittorio a Roma, per l’ottavo anno consecutivo in collaborazione con ANEC Lazio, si terrà “Pesaro a Roma” (6-8 luglio 2012) con una selezione esaustiva delle varie sezioni del Festival.

PESARO ONLINE
In collaborazione con Close-up TV, ogni giorno sarà possibile vivere online l’edizione 2012: streaming live degli eventi principali, contributi video con interviste agli autori ospiti del festival, trailer dei film presentati e molto altro. Il tutto aggiornato in tempo reale oltre che su www.pesarofilmfest.it anche sul nostro canale di Youtube.

BUDGET, COLLABORAZIONI E SPONSOR
Il Festival (Mostra Internazionale del Nuovo Cinema ed Evento Speciale) è realizzato con un budget di circa 450.000 euro con il contributo e il patrocinio della Direzione Generale per il Cinema, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dell’Assessorato ai Beni e alle Attività Culturali della Regione Marche,della Provincia di Pesaro e Urbino, del Comune di Pesaro.
Con il supporto di CinecittàLuce, International Short Film Festival Oberhausen, Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale.
Con il patrocinio dell’Università degli studi di Urbino “Carlo Bo”.
La Mostra del Nuovo Cinema è associata all’Afic (Associazione Festival Italiani di Cinema
www.aficfestival.it)
Main Sponsor: Banca delle Marche, Febal, Tecnoplast
Official Sponsor: RIPLEY’S FILM, RIPLEY’S HOME VIDEO
Technical Partner: Med Store Pesaro, BGE Hot Spot, Lux Car-Gruppo Diba, HK, Kartell, Pesaro Feste srl, Korus Partners
Media Partner: Empire, Close-Up.it, Cinecittà News

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