"Cuore di cane" riscalda Piazza del Popolo

“CUORE DI CANE” RISCALDA PIAZZA DEL POPOLO.
ALLA PRESENA DI ELEONORA GIORGI E CARLA DEL POGGIO

Pesaro, 28 giugno. Attendendo la “notte bianca” della città di Pesaro, In Piazza del Popolo ieri è stata la serata di Cuore di cane, film tra i più significativi nella carriera di Alberto Lattuada proiettato alla presenza dell’attrice protagonista Eleonora Giorgi, del direttore della fotografia Lamberto Caimi, della signora Carla Del Poggio - moglie del regista a cui la 45° Mostra Internazionale del Nuovo Cinema ha dedicato quest’anno il 23° Evento Speciale - ed infine dei figli di Alberto Lattuada, Alessandro e Francesco.
Per cominciare, il curatore dell’evento speciale dedicato a Lattuada Adriano Aprà ha ricordato il regista scomparso da un punto di vista professionale ed umano: “Lattuada è un cineasta di cui il cinema italiano ha ancora bisogno, in quanto era un artista sperimentale, aperto ai cambiamenti, in continua evoluzione: una figura che può oggi rivelarsi densa di segnali e insegnamenti”.
Visibilmente emozionata la moglie Carla Del Poggio, che ha speso alcune parole per ringraziare il festival: “Mi scuso se mi trema la voce, ma era tanto tempo che mio marito non riceveva un omaggio del genere e avevamo proprio bisogno di questo. Vi sono molto riconoscente”.
Sul palco è salita quindi, chiamata dal direttore artistico della Mostra Giovanni Spagnoletti, Eleonora Giorgi, che con Lattuada girò proprio Cuore di cane. Per lui, molte le parole di stima e affetto: “Dopo il mio debutto per caso quando ero ancora una ragazzina, Alberto fu il primo a darmi fiducia, offrendomi un personaggio più complesso e una parte per la quale occorreva girare ben quattro mesi”.
Relativamente ai ricordi della vita sul set, la Giorgi ha raccontato: “Ogni volta che ero intimorita o spaventata dalla parte, sapevo di poter trovare un alleato e un amico in Alberto. Lui era il più giovane, spiritualmente parlando, di tutti noi. Un uomo pieno di curiosità, aperto alla vita, ricco di voglia di apprendere e crescere”.
Infine a Lamberto Caimi, direttore della fotografia di alcuni tra i suoi più importanti film, il compito di ricordarne “la disponibilità all’ascolto, l’attenzione nei confronti delle esigenze di tutti e l’apertura al dialogo”.
Dopo le parole, la proiezione del film Cuore di cane, seguito da una Piazza del Popolo gremita ed entusiasta. La storia è quella del professore Preobrazenski e del suo assistente Bormentàl che, dopo lunghi studi sui rapporti tra la vita animale e quella umana, applicano le conoscenze fino ad allora acquisite su un cane randagio, cui trapiantano organi vitali di un funzionario moscovita morto da tre ore.
Con loro stessa meraviglia, ottengono un umanoide, che dopo diverse avventure prenderà il nome di Poligràf Poligràfovic Bobikov. Quando le azioni e i ricatti dell’uomo-cane minacciano la tranquillità del professore e del suo assistente, i due scienziati lo riporteranno alla condizione di cane randagio.
Il film è stato tratto dall’omonimo romanzo di Michail A. Bulgakov.
Il cane rappresenta una sorta di emblema della natura che comincia a ribellarsi allo scempio commesso nei suoi riguardi da una scienza spesso irresponsabile.
 


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