DIALOGHI ALLA 52. MOSTRA DEL NUOVO CINEMA: “IL FUTURO DEL NUOVO CINEMA #3”, TRA ESTETICA E POLITICA

DIALOGHI ALLA 52. MOSTRA DEL NUOVO CINEMA: “IL FUTURO DEL NUOVO CINEMA #3”, TRA ESTETICA E POLITICA

Pesaro, 03 luglio 2016. Tra estetica e politica e tra passato e presente, questo il futuro del nuovo cinema, di cui si è parlato questa mattina (dopo i due convegni dell’anno scorso) in Pescheria – Centro arti visive, durante la prima tavola rotonda della 52. Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro: “Il futuro del nuovo cinema #3”. “L’idea del nuovo cinema non è necessariamente legata al nuovo, può essere anche un nuovo modo di riscoprire il passato” – così ha esordito Gianmarco Torri, membro del comitato scientifico della Mostra. Una posizione, questa, condivisa da tutti gli studiosi e operatori culturali che hanno preso parte alla ricca discussione, apportando sostanziali contributi. Un passato riscoperto, visto con nuovi occhi e lontano da categorie sorpassate che sono legate ad antiche convenzioni. Come quelle imposte dall’Arte povera degli anni Sessanta e Settanta, ad esempio, che ha condizionato gran parte dell’arte contemporanea di allora. “È grazie al lavoro di storiche d’arte che hanno riscoperto il lavoro di molti artisti che in quegli anni si occupavano di tanto altro, concedendo loro anche la giusta valenza artistica, che oggi si conoscono le opere di un cinema d’artista e sperimentale, altrimenti perduto” – sottolinea Annamaria Licciardello, che lavora come programmatrice in Cineteca nazionale. Quel cinema d’artista “nuovo” all’interno del quale si è formato uno dei più importanti e poliedrici autori contemporanei come Virgilio Villoresi (autore della sigla del Festival a cui è stato dedicato anche un omaggio). “L’idea del nuovo cinema è quella di andare oltre il cinema per mettere in discussione il cinema stesso”, spiega il docente universitario d’adozione francese Dario Marchiori, parafrasando le parole del cofondatore della Mostra Bruno Torri. Ma il nuovo cinema nasce da un’esigenza politica, così come “politica è la scelta della programmazione di un festival”, mette in luce Eva Sangiorgi (direttrice del Festival dell’Università Autonoma del Messico). “Il nostro obiettivo è quello di legare il cinema internazionale con quello nazionale, per questo abbiamo un concorso riservato al cinema straniero, ed un altro dedicato alla sola cinematografia messicana”, prosegue la Sangiorgi, sottolineando come una scelta estetica comporti una responsabilità politica. Estetica che si avvale tanto dell’aspetto contenutistico quanto, a maggior ragione, di quello formale. Ed è proprio sulla forma che si è concentrata la seconda parte del dibattito. In una sorta di richiamo all’autonomia e alla libertà formale, infatti, Cecilia Ermini (componente del comitato di selezione dei film del Concorso della Mostra) ha presentato Kaili Blues di Bi Gan – in programmazione domani all’interno del Concorso Pesaro Nuovo Cinema – come “un’opera con un’attenzione formale incredibile”. Ma andare oltre il cinema vuol dire anche ripensare a questo anche nella stessa fruizione, che non è più riservata ai cosiddetti cinefili – ormai in via d’estinzione, forse – ma ad un pubblico più variegato. “Il cinema come ricerca, che si avvicini alle esperienze”, ha proposto Ivelise Perniola, riportando la sua esperienza come docente universitaria. Ed è proprio ciò che ha cercato di fare Daniela Persico con la sua rivista Film Idee, con cui annualmente organizza una rassegna estiva in cui invita registi di cui si è discusso durante la stagione cinematografica, per farli dialogare con alcuni giovani lettori, accuratamente selezionati. Un esempio, quest’ultimo, di come la cinefilia, in fondo, persiste anche tra le giovani generazioni.

In questa sezione

FACEBOOK

TWITTER

Ultime News

Comunicati stampa

Rassegna stampa 2017

Tutta la Rassegna stampa 2017

Rimaniamo in contatto

Resta aggiornato su tutte le iniziative del Pesaro Film Festival

SPONSOR

)