DISPOSITIVI

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FILM STENOPEICO (L’UOMO SENZA MACCHINA DA PRESA)
Pinhole-film (The Man Without A Movie Camera)
(1973-1981-1989, 13’06”, 16mm, b/n e colore)

Questo film, come dice il titolo vertoviano, è stato eseguito senza macchina da presa, più precisamente con un utensile autoprogettato per restituire immagini liberate dall’ottica e dalla meccanica. Il sostituirsi alla cinepresa tradizionale fa parte di un mio ormai prolungato gesto verso la spoliazione di una tecnologia di consumo, tossico della creatività pura.

FILMFINISH
(1986-1989, 12’27”, 16mm, b/n)

Questo film è costruito con la tecnica di ripresa del cosiddetto fotofinish attuato nelle gare sportive. Lo stesso principio è applicato – appunto – alla cinecamera. I soggetti sono esplorati e autoesplorati da una sottile fessura sistemata orizzontalmente a metà del riquadrofotogramma di entrata della cinecamera stessa […]. I ritmi cinetici del film variano su accelerazioni e decelerazioni imposte fuori sincrono tra cinepresa e soggetti.

TRACCE DI TRACCE
Traces Of Traces
(1969, 6’56”, 16mm, b/n e colore)

Eseguito e stampato a due mani, vale a dire: fatto uso di tutte le impronte possibili della mano e del braccio destro su inchiostro di pennarello fresco, carta vetrata, timbri, ecc. Il tutto su pellicola bianca non emulsionata.

SOMMOVIMENTI
Extremotions
(2009, 7’30”, 16mm, b/n)

Questa sorta di proto-film nato per essere fotografia, ho fatto sì che trasmigrasse – con uno scorrimento orizzontale tipico del fotofinish – in un film, tradendo la sua naturale verticalità.

VOLTO TELATO
Face: Canvas: Texture
(2002, 2’52”, DVD, b/n)

Questo video parte da una idea di trasferire in film tutte le immagini fotografiche realizzate con la cosiddetta tecnica del fotofinish. In attesa di completarlo, ho ripreso a passo-uno con camera digitale i volti e le loro trasformazioni subite con il fotofinish trasferendole, per poi agitarle in animazione in un’unica sequenza, dentro il computer.

COMMUTAZIONI CON MUTAZIONE
Commutations With Mutation
(1969, 6’35”, 16mm, b/n, col.)

Composto da formati di tre nature diverse e fatti coesistere: Super8, 16mm e 35mm in un unico supporto originario 16mm, bianco. Le misure diverse hanno fatto sì che le loro interlinee primitive venissero a contatto e regolate (e con loro le immagini) da un unico ritmo diabolico.

FIGURE INSTABILI NELLA VEGETAZIONE
Unstable Figures Amidst Vegetation
(1973, 6’45”, 16mm, b/n)

Trattasi di un accumulo di figure semi-stroboscopiche a tratti sotterranee all’occhio che dimorano nella corteccia che l’uomo ha nella sommità del cervello. La natura, le persone sono compresse e perturbate da forme geometriche che lottano stroboscopicamente tra di loro come esseri piatti ma trasparenti che le penetrano, le contraggono in movimenti congiunti al centro dello schermo e fluidità ai suoi lati. Il compulsare risveglia le figure in due vite diverse speculari e non nel loro passo-uno diretto, incessante.

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