Pesaro è Borderline

Pesaro è Borderline

Sabato 23 giugno alle ore 19 inaugurazione della mostra "SPAZIO VUOTO/TEMPO DELL’ATTESA" nell’ambito di Borderline-materiali dell’arte contemporanea presso il piano nobile di Palazzo Gradari-Mamiani, via Passeri 119 - Pesaro.


SPAZIO VUOTO/TEMPO DELL’ATTESA
video-installazione sonora e percorso espositivo
piano nobile di Palazzo Bonali, via Passeri 119 - Pesaro
23 giugno - 8 luglio 2012
nell’ambito di Borderline-materiali dell’arte contemporanea
video dal lems
a cura di Eugenio Giordani, Roberto Vecchiarelli, Alessandro Pitré
grazie a Lara Group srl - Marco Barchiesi


Nelle città il Manicomio è una presenza ingombrante, per mille motivi: compresi quelli immobiliari. Ma parlarne è ancora una necessità perché è importante non ripeterne gli errori, e la conoscenza permette di valutare ciò che il Manicomio, come istituzione totale, si è portato appresso.
Nel 2008, il Collettivo di Ricerca e Produzione Quatermass-x viene nominato responsabile organizzativo del Progetto approvato con Determina dell’Azienda Sanitaria Locale sul Recupero beni e manufatti siti all’interno della struttura CRAS - San Benedetto, allo scopo di preservarli dalla scomparsa e dall’ulteriore deterioramento. L’atto iniziale è quello del trasloco dei beni e dei manufatti. Purtroppo, nel momento di trovare una collocazione a questo materiale, sono nate le difficoltà. Il progetto si è fermato, il tempo è passato, il vecchio manicomio è sempre più in rovina e le cose sono rimaste sospese in un limbo. Ora però la situazione pare che possa risolversi al meglio.
Lo spazio installativo presentato a Palazzo Bonali nasce con l’intento di promuovere il progetto per il Centro di Documentazione sull’ex ospedale psichiatrico San Benedetto di Pesaro.
Grazie all’immagine video trasportiamo lo sguardo del visitatore all’interno degli spazi labirintici e dimessi del vecchio istituto.
La presenza fisica e materiale dei manufatti (traslocati), intrecciata con l’immaterialità della narrazione video-sonora, consente di creare un ambiente suggestivo e nello stesso tempo capace di documentare quella memoria di così grande importanza per la città.
Il suono elettronico, generato attraverso la rielaborazione e l’interpretazione del materiale proveniente da un’indagine sul paesaggio sonoro e sulle emergenze acustiche del vecchio edificio abbandonato, favorisce un’immersione emotiva.
la video-installazione e il percorso espositivo:
- video 1 .peregrinando verso le regioni inesplorate
video: Quatermass-x (Roberto Vecchiarelli, Luca Vagni e Mariangela Malvaso)
suono elettronico: LEMS: Thomas Spada
anno 2007
loop
Questo percorso-narrazione dentro il San Benedetto è l’opportunità per conservarne la memoria attraverso uno sguardo che trasforma in abitare lo spazio.
- video 2 .spazio vuoto/tempo dell’ attesa
video: Quatermass-x (Roberto Vecchiarelli e Luca Vagni)
riprese: Roberto Vecchiarelli
suono elettronico: Eugenio Giordani (LEMS),
danza: Francesca Gironi (diadi)
anno: 2008
loop
Il corpo, i muri grevi e la polvere del tempo, l’armonia dei movimenti, la pesante memoria del luogo, la luce. Siamo dentro l’ex Ospedale psichiatrico San Benedetto, dove ora, ’senza più veli’ e ’senza più coperture’, risuona nel vuoto quel senso estenuante di attesa e di perdita di chi è stato internato.
- i manufatti. il manicomio trasloca! ecco l’elenco delle 3 principali cose da mettere nelle casse:
1) la GABBIA/RECLUSIONE e la CHIAVE/PER SERRARE: l’istituzione è totalitaria, l’irrazionalità è da rinchiudere e da tenere celata;
2) l’ELETTROSHOCK e le PILLOLE/CURA: il metodo di cura è assoluto, oggettivante, razionale;
3) la TESTA/SVUOTATA e il CERVELLO/DA STUDIARE: il malato è un numero, il malato è la sua patologia.
1) il senso dell’ istituzione manicomiale: In vista della costruzione dello stato unitario, il Manicomio, così come altre istituzioni pubbliche, doveva rispondere alle necessità di una società che per diventare moderna doveva riservare alcuni spazi chiusi per tutte quelle persone con anomalie di comportamento tali da apparire improduttivi, disturbanti, incomprensibili, imprevedibili. In breve tempo la popolazione manicomiale aumentò grazie all’eterogeneità degli ospiti: folli, invalidi, anziani indementiti, bambini cerebropatici, alcolizzati, sbandati, senza dimora, pellagrosi; tutti accomunati dalla povertà. 2) la malattia e la sua cura: Oggi esiste il rischio concreto che i modelli di assistenza enfatizzino la concezione medica di malattia e si interessino esclusivamente alle situazioni acute, accelerando i tempi di cura dell’episodio, penalizzando di conseguenza la possibilità di lavorare con la persona. Infatti i tempi lunghi richiesti dal lavoro con la persona, inteso come ’’progetto esistenziale condiviso’’, sono impossibili. 3) il malato: Nell’approccio alla memorie di chi ha vissuto un disagio mentale, deve poter emergere la complessità di ogni singola storia personale, la comprensione e il rispetto per la unicità di ogni situazione e la riflessione sul diritto di tutti a essere cittadini a tutti gli effetti. (R.V.)
progetto espositivo: Roberto Vecchiarelli,
interferenze elettroacustiche: Thomas Spada
interferenze elettriche: Paolo Torcolacci
disegni: Alessia Manzone
grazie a:
ASUR Zona Vasta - Pesaro
Dott.sa Raffaella Marotti- Restauratrice di strumenti scientifici di interesse storico - Università degli studi di Urbino ’Carlo Bo’
Elio Giuliani

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