Dopofestival

ALLA MOSTRA ARRIVA IL DOPOFESTIVAL

Pesaro, 23 giugno. Giunto alla seconda edizione, da domani, il Dopofestival conferma orario (around Midnight), location (Palazzo Gradari) e vocazione, contribuendo a indagare le più recenti frontiere del Nuovo Cinema, da sempre oggetto di indagine privilegiata della Mostra: lo fa tornando a proporre il proprio sguardo sul mondo della videoarte contemporanea: dieci artisti, per ventidue opere che riflettono sulle forme attraverso le quali l’immaginario cinematografico fa il suo ingresso in Musei e Gallerie.

Nomi come Cyprien Gaillard (i cui lavori sulla vandalizzazione della natura sono stati oggetto di una recente personale al Centre Georges Pompidou), Johanna Billing (che ha appena esposto alla Tate di Londra i suoi lavori all’insegna delle dinamiche relazionali), Guido van der Werve (di cui si vedrà anche Nummer Negen, documentazione della performance The Day I Didn’t Turn with the World, realizzata al Polo); e ancora Nomi Talisman, Arnis Balcus, Moira Tierney, e Oliver Pietsch, che aprirà la sezione con Maybe Not, montaggio frenetico di scene di suicidi ritmati dalla musica di Cat Power.

Anche l’Italia sarà protagonista al Dopofestival con i video di Werther Germondari (Chi ha amato desiderio), di Matteo Rubbi (La terra è un astro e Senza titolo) e del collettivo ZimmerFrei, già ospiti alla prima edizione, e presenti quest’anno con Why We Came e Panorama Roma – Notte, esempio di videoarte documentaria girato da una videocamera che ruota ininterrottamente per 24 ore intorno al proprio asse, riprendendo situazioni e atmosfere di Piazza del Popolo, a Roma.

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