A due anni Svyatoslav (abbreviato in Svyato) non ha ancora visto uno specchio. La prima volta che se ne trova uno davanti crede che si tratti di un vetro al di là del quale c’è un altro bambino con cui giocare. In tale scoperta Svyato attraversa tutte le tappe della prima esperienza di riconoscimento di se stesso. Poi scopriremo che si tratta del figlio del regista mentre il significato dell’abbreviazione del nome in Svyato riconduce anche al termine “sacro”. “Commovente e spietato allo stesso tempo (...) il film associa all’afflato poetico e malinconico tipico della cultura russa più autentica l’impassi
Russia 2005, 33’, Betacam, colore, senza dialoghi