PARALLELSTRASSE Ferdinand Khittl (RFT, 1961, 86’)
Un lungometraggio prima del Manifesto
Cinque uomini in una sala buia, riuniti intorno a un tavolo. Per due notti prendono parte a un’inchiesta, sotto la guida di un protocollatore che presenta e commen- ta dei documenti. Si tratta di registrazioni, conti d’albergo, scontrini di consumazione, fotografie. E film. Girati in molte parti del mondo note e ignote. Il film tesse con i meridiani e i paralleli un’inestricabile ragnatela, in cui coesistono fugaci conoscenze e irrisolvibili contraddizioni.
I cinque uomini della giuria sono imprigionati nel- l’eterna trappola della razionalizzazione e dell’interpretazione. I documenti vengono da un personaggio misterioso, forse inesistente, dal "soggetto sconosciuto".
Inutilmente cercano di comporre in un’immagine di mondo questi frammenti. La partita è persa in partenza. Prigionieri dell’indistruttibile struttura della ragione non arriveranno mai alla parola chiave che apre tutte le porte del mondo. Pagheranno con la vita questa sconfitta. E non saranno né i primi né gli ultimi ad affrontare questa prova, cui nessun essere umano può sottrarsi.
Su questa strada parallela si vive l’intera avventura dello spirito.