Esordi italiani. Gli anni Dieci al cinema (2010-2015)

Esordi italiani. Gli anni Dieci al cinema (2010-2015)

Quando, con Bruno Torri, si è pensato a questo evento speciale, coordinato poi con tutto il Comitato scientifico della Mostra, l’idea era quella di tornare a focalizzare l’attenzione sui registi alla prese con la loro opera prima, così come il festival aveva fatto ciclicamente in passato. Anche stavolta, giungere alla selezione di que- ste diciassette opere prime - così è chiaro che non siamo superstiziosi - ha richiesto discussioni e confronti che si sono rivelati sempre molto utili e costruttivi. Muoversi nel magma, spesso sconosciuto, di più di 250 titoli di esordienti dal 2010 ad oggi non è stato facile (nel volume monografico edito da Marsilio che accompagna l’evento sono elencati tutti). Anche se, alla fine, lo sguardo di insieme è stato d’aiuto perché ci ha consentito di operare le scelte seguendo alcune linee fondamentali disegnate dagli stessi film.

La selezione include infatti esempi di commedie che sono riuscite a lavorare sul genere innovandolo in maniera originale, film diretti da attori passati dietro alla macchina da presa (un fenomeno che in questi ultimi cinque anni è stato particolarmente significativo), mentre il corpo centrale della rassegna mostra tutta una serie di opere ibridate o di derivazione documentaristica (il cosiddetto “cinema per il reale”, secondo una più recente formulazione) che hanno anche visto esordire nel lungometraggio di finzione autori già consolidati in quel campo (un’altra caratteristica molto peculiare di questo quinquennio di esordi). Ovviamente non sono presenti nella selezione i film di quegli autori che sono passati recentemente nel Concorso Pesaro Nuovo Cinema come ad esempio Fabiana Sargentini e Carlo Michele Schirinzi. Mentre la scelta di concentrarsi maggiormente sul lungometraggio cosiddetto di finzione non ha precluso l’inserimento di alcuni titoli “fuori norma”, secondo la definizione cara a Adriano Aprà. Ci sarebbe piaciuto esplorare ancora di più questa strada, ma la rassegna sarebbe diventata monopolizzante rispetto alle altre proposte del festival.

La speranza è di aver trovato un equilibrio e di aver potuto tracciare una strada ideale, tutta caratterizzata da un’originale ricerca linguistica, che sarebbe auspicabile il cinema italiano percorresse con sempre maggiore convinzione.

Post correlati

In questa sezione

FACEBOOK

TWITTER

Ultime News

Comunicati stampa

Rimaniamo in contatto

Resta aggiornato su tutte le iniziative del Pesaro Film Festival

SPONSOR

)