Film, tecniche e passioni: Paolo Gioli

FILM, TECNICHE E PASSIONI GIOLI
SI E’ CHIUSO IERI CON UNA TAVOLA ROTONDA ALLA PRESENZA DI ILLUSTRI STUDIOSI DI CINEMA SPERIMENTALE L’OMAGGIO AL FOTOGRAFO E FILMMAKER

Pesaro, 27 giugno. Si è chiuso ieri con un’ultima proiezione e una Tavola rotonda l’omaggio dedicato dalla 45° Mostra Internazionale del Nuovo Cinema a Paolo Gioli.
Al Teatro Sperimentale il dibattito su film, tecniche e passioni di Gioli ha preso vita alla presenza di Giovanni Spagnoletti, direttore artistico del festival, Adriano Aprà, curatore della retrospettiva dedicata ad Alberto Lattuada, gli studiosi di cinema Bruno di Marino e Patrick Rumble ed infine il responsabile dell’omaggio Daniele Fragapane.
Alla tavola rotonda era presente anche Paolo Gioli, che ha raccontato al pubblico presente in sala della sua “fissazione” per la ricerca delle origini, nonché della volontà di comprendere i meccanismi delle piccole e grandi cose che accadono ogni giorno nel mondo: attitudine alla base di tutta la sua arte, che, come ha bene sintetizzato Adriano Aprà, “costituisce l’Abc del cinema e permette di capire dall’interno il funzionamento di macchine da presa, pellicole, schermi e luci”.
Fragapane ha definito Gioli “uno dei quattro più importanti fotografi mai esistiti in Italia” ed ha insistito sull’attualità dei suoi film che, “pur essendo alcuni degli anni 60-70, risultano ancora molto moderni”.
Una parentesi sulla presenza di Paolo Gioli in America è stata aperta dal professor Patrick Rumble, che ha già curato varie rassegne del fotografo italiano negli Stati Uniti e che attualmente sta realizzando su di lui un documentario, con ampie interviste e analisi delle opere. “Vorremmo distribuire anche un dvd con tutti i suoi film. Il cinema sperimentale italiano in America è del tutto sconosciuto. Gioli è il solo ad essere stato proiettato ed esposto in qualche mostra o festival”.
Infine l’intervento di Bruno di Marino si è focalizzato sulla storia e i successi del cinema e delle opere di Paolo Gioli in Italia e nel mondo: “E’ l’unico artista italiano ad essere presente nella collezione del Centre George Pompidou. Ha sperimentato infinite tecniche, tra cui il fotofinish ottenendo risultati che nessun altro al mondo ha mai raggiunto. Ed infine non manca di metafisica, poesia ed emotività”.

 


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