Franziska Weisz e Jang Kun-jae, protagonisti dei film in concorso ieri a Pesaro

Franziska Weisz e Jang Kun-jae, protagonisti dei film in concorso ieri a Pesaro

La protagonista di The Robber, Franziska Weisz: “Io, la compagna di un rapinatore-eroe che beffava la polizia ed era adorato dalla gente”

Il regista di Eighteen Jang Kun-jae: “Un film per capire
le disavventure amorose della mia adolescenza”

Pesaro, 25 giugno – “Il vero Pump-gun Ronnie, alla cui storia è ispirato The Robber, viveva nella zona in cui io sono nata, in Austria, e negli anni ’80 era praticamente una star nel mio paese. E’ stato protagonista del più grande inseguimento nella storia della polizia austriaca, godeva di una grande attenzione da parte dei media e la gente lo considerava un eroe, perché riusciva sempre a prendersi gioco della polizia”. Protagonista della serata in piazza del Popolo, stasera alla Mostra del Cinema di Pesaro, Franziska Weisz è l’attrice principale – accanto ad Andreas Lust – di The Robber di Benjamin Heisenberg, passato in concorso all’ultima Berlinale. Un’avventura dal ritmo frenetico, un concentrato di adrenalina che ricostruisce le gesta del ladro-maratoneta Pump-gun Ronnie, che si produceva in rapine in banca tanto spettacolari quanto le sue rocambolesche fughe. Nel film l’attrice veste i panni di Erica, la compagna del rapinatore. Franziska Weisz ha in uscita in Germania ben tre film e un’agenda fitta di impegni per ruoli da interpretare nel prossimo futuro: “Ma mi piacerebbe tornare a girare in Italia. Ero tra gli interpreti di Puccini, il film-tv con Alessio Boni, e girare quel film a Lucca è stata un’esperienza meravigliosa”. Sicuramente altrettanto bella di quella vissuta nel 2001 a Venezia, quando andò alla Mostra del Cinema come interprete di Canicola, vincitore del Gran Premio della Giuria.

A presentare il suo film è venuto alla Mostra del Cinema, dalla Corea, il regista di Eighteen Jang Kun-jae, film in concorso che propone uno sguardo autobiografico sulla fine dell’adolescenza. “Tutte le cose che ho messo nel film sono vere – ha detto Jang incontrando il pubblico – Ho raccontato le mie disavventure amorose di quando avevo diciotto anni e contemporaneamente descritto una situazione comune nel mio paese, dove è difficile per i giovani vivere un amore liberamente. Ho girato Eighteen per capire perché la mia ragazza dell’epoca mi ha lasciato”. Curiosamente il protagonista del film indossa in diverse scene un giaccone della nazionale italiana, “perché in Corea vanno molto di moda”, ha spiegato ridendo il regista, che ha aggiunto, “Mi dispiace per ciò che è successo ieri alla vostra squadra…”.

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