GUERRILLA MEDIA

20 giugno 2019 alle ore 15:00 Teatro Sperimentale - Sala Pasolini
GUERRILLA MEDIA

Carole Roussopoulos, Delphine Seyrig - S.C.U.M. Manifesto (1976) 27’

Il libro di Valerie Solanas SCUM Manifesto (1967, S.C.U.M. = Society for Cutting Up Men) viene letto e interpretato da Delphine Seyrig che, con il libro in mano, sta di fronte alla regista, Carole Roussopoulos, mentre quest’ultima batte il testo a macchina e sullo sfondo scorrono dei telegiornali – una messa in stato d’accusa di una società dominata da immagini “maschili” di azione “virile” che fanno da sostituti della reale impotenza degli uomini. Il Manifesto SCUM è una vera e propria utopia che immagina un rovesciamento del potere al fine di denunciare più efficacemente una situazione che è diventata un luogo comune, ovvero lo stato di guerra permanente portata avanti dagli uomini in tutto il mondo.

Susan Shapiro, Esther Ronay, Francine Winham - Rapunzel Let Down Your Hair (1978) 75’

Questo film femminista molto inventivo decodifica la favola di Raperonzolo reinquadrando la storia tradizionale in molti modi divertenti, in tal modo rivelandone i risvolti più oscuri e analizzandone il ruolo nel rapporto fra patriarcato e infanzia. Tramite l’utilizzo di sequenze di animazione, testi sovrimpressi e parti recitate, la favola dei fratelli Grimm viene rivisitata con l’obbiettivo di sfidare i valori morali che promuovono implicitamente la dipendenza sociale delle donne dagli uomini.

Dara Birnbaum - Technology/Transformation. Wonder Woman (1978-79) 5’

Una graduale progressione di momenti protratti mette a nudo il miracolo tecnologico della trasformazione di Wonderwoman, giocando su quella psicologica di un prodotto televisivo. Secondo Birnbaum, questo film è uno stato di alterazione che «mette lo/la spettatore/trice in grado di riconsiderare quegli aspetti esteriori che in superficie sembrano così banali tanto da ridurre perfino la trasformazione sovrannaturale di una segretaria in una “wonder woman” a un baleno di luce accecante e una giravolta del corpo; per così dire, un gioco infantile di dispositivi ritmici inseriti all’interno della cupa belligeranza di quel foraggio che è la nostra dieta televisiva media».


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