IL CARABINIERE A CAVALLO

IL CARABINIERE A CAVALLO

Il carabiniere a cavallo Franco Bartolomucci vorrebbe sposare la fidanzata Letizia, ma il regolamento dell’arma stabilisce che ciò è possibile solo dopo aver compiuto quindici anni di servizio attivo. Temendo di perdere l’affetto della ragazza, Franco decide di sposarla segretamente, con l’aiuto di un ex brigadiere, Tarquinio. Alla vigilia delle nozze a Franco, durante il suo turno di servizio al Pincio, viene rubato il cavallo. Per evitare provvedimenti disciplinari, lo sfortunato carabiniere rientra in caserma montando un cavallo da tiro preso a nolo. Il giorno dopo, celebrata la cerimonia nuziale insieme con la moglie e l’amico Tarquinio, si affanna alla ricerca della bestia. Dall’ippodrono al mercato delle occasioni, dal maniscalco al macello comunale, Franco insegue le più labili tracce finché, ricordatosi della presenza di due zingare al momento del furto, decide di dirigersi verso il lago di Bracciano, dove appunto gli zingari sono riuniti per l’elezione del nuovo capo. Dopo aver assicurato alla giustizia un energumeno che si era barricato in casa con una ragazza, Franco e gli altri giungono a destinazione, ma devono giocare d’astuzia per vincere l’abilità dissimulatrice e i continui inciampi che gli zingari mettono in opera per ostacolare i due carabinieri. Radunata la banda paesana, Franco fa eseguire una marcia ben nota all’animale rubato, ed ecco il cavallo, elettrizzato dalla musica, uscire dal nascondiglio. Putroppo le ventiquattr’ore di permesso del carabiniere stanno per finire senza che i due sposini abbiano avuto il tempo di godere un po’ di intimità. Ma Franco trova una soluzione anche a questo: rientrerà a Roma comodamente seduto insieme alla consorte in un carrozzone avuto dagli zingari. Tra le stanghe, il cavallo ritrovato; in sella il paziente Tarquinio.

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