IL CINEMA FEMMINILE RUSSO PROTAGONISTA ALLLA 54. MOSTRA DEL NUOVO CINEMA

IL CINEMA FEMMINILE RUSSO PROTAGONISTA ALLLA 54. MOSTRA DEL NUOVO CINEMA

Pesaro, 20 giugno. Il Festival di Pesaro prosegue sotto il segno del cinema femminile. Dopo il successo di ieri pomeriggio della proiezione del film in concorso John McEnroe: In the Realm of Perfection del regista Julien Faraut, la piazza si è illuminata la sera con le opere di due delle giovani cineaste che vanno ad arricchire la rassegna dedicata agli Sguardi Femminili Russi. I film presentati sono stati Colera di Svetlana Cervikova e The Net di Aleksandra Streljanaja, di cui le cineaste hanno spiegato la creazione e le ispirazioni durante l’incontro della mattina al Centro Arti Visive Pescheria insieme alle loro colleghe.

Prima però di approfondire il dialogo con la cinematografia russa, la mattina di oggi si è aperta con la presentazione del volume Cinema neosperimentale italiano Quaderni del CSCI (Centro di studi del cinema italiano), presieduto dal presidente dell’associazione culturale Fuori Norma Adriano Aprà assieme a Gianmarco Torri e Giacomo Ravesi. Un momento per ribadire ancora una volta i concetti posti sotto l’attenzione di questi ultimi giorni, che riguardano le sale indipendenti e il bisogno di portare sotto i riflettori le potenzialità del nuovo cinema neosperimentale, che essendo slegato dall’industria del settore ha maggior possibilità di muoversi fluentemente in un panorama estremamente fertile. “L’industria va avanti pensando che il cinema è solo quello delle sale pubbliche, anche le riviste trattano solo ciò che è ufficiale, ma la maggior parte delle opere migliori non ne fanno parte.” ha dichiarato Aprà, facendo i nomi del deterioramento del cinema nazionale – “Luca Guadagnino, Matteo Garrone, Gianfranco Rosi e Paolo Sorrentino hanno rovinato il cinema italiano, quello che c’è di meglio si trova fuori”.

Moderata poi dal direttore artistico Pedro Armocida e dalla curatrice della sezione Giulia Marcucci, si è giunti alla tavola rotonda di oggi dedicata agli Sguardi femminili russi che ha aperto la porta per la comprensione della direzione intrapresa dalle artiste per ravvivare il loro cinema nazionale, realizzando una congiunzione tra presente e passato. La Marcucci ha aperto il dibattito, partendo dalla selezione del Festival: “È stata una ricerca lunga quella che ci ha portato a selezionare i cinque film della nostra sezione, supportata dalla voglia di portare avanti temi importanti. Ad aprire e chiudere la rassegna sono infatti due documentari e i nodi tematici di tutti i lavori sono più o meno sempre gli stessi: la mancanza di una forte presenza maschile, il ricordo, la presenza dell’anzianità e la natura russa decentrata dai centri urbani”. Fili conduttori che hanno legato tra loro i vari lavori e che Irina Borisova, presidente del Centro dei festival cinematografici e programmi nazionali, si è detta felice di portare alla presenza degli spettatori italiani.

Un appuntamento coinvolgente, che ha dato modo ai presenti di confrontarsi direttamente con i lavori delle registe, di cui alcune delle pellicole verranno mostrate durante i prossimi giorni di Festival, mentre oggi pomeriggio sarà il turno del film Pagani di Lera Surkova, tratto dall’omonima piéce teatrale di Anna Jablonskaja. Un momento per le cineaste in cui hanno ripercorso i capolavori del passato e hanno indicato le influenze che le hanno condizionate, aprendo il dibattito anche sulla storia del cinema e portando avanti il paragone tra la finzione tradizionale e la possibilità delle nuove opere russe di aprirsi ad un più stretto senso di realtà. Un nuovo cinema russo di cui si vedranno le evoluzioni proprio qui al Festival di Pesaro.

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