"Il cinema indiano" di Alberto Morsiani

Pesaro, 24 giugno. E’ stato presentato oggi presso Palazzo Gradari Il cinema indiano, il nuovo libro di Alberto Morsiani che appartiene alla Collana Bussola di Carocci Editore e che narra, tra curiosità e approfondimenti, la storia del cinema indiano dalle origini ad oggi.
Morsiani, direttore artistico dell’Associazione Circuito Cinema di Modena, critico cinematografico per quotidiani, riviste e siti, oltre che già autore di alcuni libri su autori (Mann, Mankiewicz, Tarantino, Stone, Van Sant), generi (il western), temi (il paesaggio) e film (Sentieri selvaggi, Pulp Fiction), si è voluto cimentare questa volta con un progetto complesso ma affascinante, che si ripropone di indagare il rapporto tra cinema e società nella terra indiana, coprendo un arco temporale piuttosto vasto.
“La settima arte in India è da sempre veicolo di unità popolare e democrazia – ha spiegato Morsiani alla conferenza stampa di presentazione del libro a Palazzo Gradari – si può dire che esso abbia contribuito attivamente ad amalgamare le tante lingue, tradizioni e religioni che abitano l’India da millenni e che sia quindi stato un elemento fondamentale nella costruzione della più grande democrazia del mondo”.
Da Bollywood alla regionalità, dai dialetti al legame imprescindibile tra arte, istituzioni e politica, l’opera di Morsiani legge a 360 gradi la realtà del cinema in India. Realtà che l’autore definisce più all’avanguardia, di qualità e ingente di quanto non si tenda a pensare: “I film prodotti in India vedono un’esportazione continua e consistente nei Paesi del terzo mondo, ma anche, da alcuni anni, in Europa, Asia e America”.
Firenze dedica ogni anno al cinema indiano la rassegna River to river, mentre Hollywood non solo chiama abitudinariamente registi dall’India a lavorare nei propri studios, ma si sta anche muovendo per spostare le produzioni in terra indiana. Recente è la notizia che Steven Spielberg intenda trasferirsi proprio a Bollywood.
Tanto che la cinematografia indiana si sta ormai globalizzando e sta perdendo un po’ quelle caratteristiche che la hanno accompagnata dagli albori, e di cui Alberto Morsiani parla a lungo nel suo libro: “I tratti caratteristici della produzione made in India sono la tematica religiosa, le canzoni e i balli, il formato contenitore, la causa politica e patriottica”.
Non esente da censure, il cinema indiano è oggi in grande espansione e secondo Morsiani sarà al centro della scena cinematografica mondiale dei prossimi decenni.

 


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