IL CINEMA SARA’ LA LINGUA CHE CI SALVERA’ DA BABELE?

TERRA DI DE ANGELIS E DI TRAPANI IN CONCORSO A PESARO

Pesaro, 26 giugno. Al Concorso Pesaro Nuovo Cinema è sbarcato oggi l’unico film italiano selezionato: Terra di Marco De Angelis e Antonio Di Trapani. Dopo aver girato insieme due cortometraggi, esordiscono nel lungo con il raffinato omaggio al cinema giapponese Tarda estate, presentato a Venezia nel 2010 e apprezzato anche in molti festival europei, portando ora in anteprima la loro opera seconda a Pesaro. Un film da loro stessi definito un “oggetto misterioso” che coniuga con estrema libertà e originalità lo sperimentalismo visivo alla fantascienza.

In Terra un buco nero sta per abbattersi sul pianeta minacciandone l’esistenza. Un essere misterioso, giunto inizialmente sulla Terra per distruggerla, se ne innamora e diventa l’unico in grado di decidere il destino dell’umanità, anche grazie all’incontro con una giovane donna (Angela Carbone). Dopo aver preso le fattezze umane di Hal Yamanouchi, l’essere guida lo spettatore attraverso le testimonianze del passaggio dell’uomo sul pianeta, incontrando storie di varia umanità.

Il film è nato dalla collaborazione tra Centro Produzione Audiovisivi dell’Università Roma Tre e Solaria Film e sarà distribuito da Movimento film. Tra rovine del passato e dimensione contemporanea, fasti lontani e attualità tecnologiche, voli spaziali, bellezze perdute e volti antichi, il film mescola immagini documentarie, materiali d’archivio e foto d’epoca creando col montaggio sequenze significative e allegoriche. Le diverse lingue parlate (oltre all’italiano, anche inglese, francese e tedesco), unite all’uso quasi esclusivo della voce off, sembrano convogliare i pensieri di una babele di personaggi, per raccontare la morte morale e culturale di un’intera società. Ma esiste anche la speranza in questo mondo destinato alla scomparsa, una speranza che i due registi affidano anche alla forza salvifica del cinema stesso, quando affermano che Terra è "il nostro personale antidoto alla vita, il nostro paracadute che ci serve ad arrestare il buco nero della morte e della tristezza”. L’assoluto valore di questo “ufo del cinema italiano” è stato confermato anche dal direttore della Mostra Pedro Armocida che ne è stato colpito immediatamente: “abbiamo deciso subito di metterlo in concorso, è stato il primo film che abbiamo scelto e non c’erano altri film italiani che potessero essere in questa competizione".


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