Il ‘corpo musicale’ di Carmen Miranda come specchio dell’identità brasiliana

Il ‘corpo musicale’ di Carmen Miranda come specchio dell’identità brasiliana
L’umanità ai margini – ma vitalissima – di Leo Sato
I 25 anni di Emergency con La terra strema di Federico Greco
Gli Earthset musicano L’uomo meccanico nel primo appuntamento di Il muro del suono

Una Piazza del Popolo gremita ieri sera ha accolto il primo film del Concorso Pesaro Nuovo Cinema, riservato a opere prime e seconde provenienti da tutto il mondo che saranno giudicate da una giuria composta da Olimpia Carlisi, Amir Naderi e Andrea Sartoretti. I registi Felipe Bragança, brasiliano, e Catarina Wallenstein, portoghese, hanno presentato Tragam-me a cabeça de Carmen M. (Bring Me the Head of Carmen M.), un’opera che, come ha ricordato l’attrice/regista “è venuta fuori in maniera naturale, stimolata da un momento politico drammatico per il Brasile nel quale il paese sta perdendo la propria identità culturale”.
Un film che gioca con il famoso titolo del film di Peckinpah per concentrarsi su un’attrice portoghese (interpretata dalla stessa Wallenstein) in trasferta in Brasile per interpretare la parte della celebre Carmen Miranda, attrice e cantante famosissima per aver esportato la samba e il carnevale di Rio in tutto il mondo. Alternando bianco/nero e colore, i personaggi della storia prendono man mano vita, ma non riescono mai veramente a comunicare tra di loro quando la quotidianità si mescola al mito e alla tradizione. Quello che la Wallenstein ha definito il “corpo musicale” di Carmen Miranda - fautrice dell’identità brasiliana negli anni Trenta - aiuta quindi a riflettere sul passato (e sul presente) del paese attraverso una storia personale.

L’opera è stata preceduta dalla proiezione di La Terra Strema, il cortometraggio documentario realizzato da Federico Greco per celebrare i 25 anni di Emergency. L’opera racconta testimonianze (e speranze) tornando nei territori delle Marche e dell’Abruzzo martoriati dai terremoti dell’ultimo decennio. Il regista, nel grande rispetto per le persone coinvolte, si è posto “come una lastra fotografica sulla quale col tempo si imprimono luoghi e persone”, senza alcun tentativo di manipolare o forzare il reale, producendo così una grande commozione in sala. L’opera fa parte di Programma Italia, una serie di dieci documentari (della durata di 26 minuti ognuno) che racconta il nostro paese attraverso gli interventi degli operatori di Emergency.

A chiudere la giornata di ieri, a mezzanotte ormai inoltrata, c’è stato il primo appuntamento con il dopo festival - Il Muro del Suono - cinque serate a cura di Anthony Ettorre che propone ogni volta un diverso tipo di sperimentazione di musica e immagini. Quest’anno molte sono le sonorizzazioni dal vivo, come nel caso degli artisti esibitisi ieri, gli Earthset, che con il loro prog-rock hanno accompagnato la proiezione de L’uomo meccanico, film del 1921 di André Deed, tra i primissimi film italiani con elementi fantascientifici, e il primo in assoluto a mettere in scena uno scontro tra robot. Le mura di Palazzo Gradari hanno tremato alla musica energica del quartetto che ha aggiunto un’affascinante dimensione a un film già di per sé eccezionale.

Oggi è stato presentato anche il secondo film del Concorso PNC, The Kamagasaki Cauldron War del giapponese Leo Sato. Cresciuto come documentarista e allievo del grande Sato Makoto, questo è il suo primo film di finzione, nonostante l’approccio documentario rimanga marcato, grazie all’utilizzo di attori non professionisti e del formato in 16mm. La storia è ambientata a Kamagasaki, quartiere ‘invisibile’ di Osaka, che per tutto il secondo Novecento ha accolto ogni tipo di attività illegali. Una prostituta, un ladro, un bambino di 12 anni e una banda di teppisti sono i protagonisti della ricerca del grande calderone del titolo, simbolo del quartiere, che viene misteriosamente rubato. Nel raccontare questi outsider che vivono ai margini della società, Sato realizza un affresco profondo ed emozionante, dove alla violenza della guerra fra bande fa da contraltare un umanesimo e un affetto insospettabili.


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