Il suono della neve di Silvio Danese

“IL SUONO DELLA NEVE” DI SILVIO DANESE
UN LIBRO TRA SUGGESTIONI MUSICALI E RICHIAMI AL CINEMA DI ALBERTO LATTUADA

Pesaro, 27 giugno. Silvio Danese è un giornalista e critico cinematografico. Di tanto in tanto, scrive anche libri: l’ultimo, Il suono della neve (edito da Bompiani,nelle librerie da pochi giorni), è un romanzo corale ed è stato presentato oggi a Palazzo Gradari dall’autore insieme al critico cinematografico dell’Osservatore Romano Luca Pellegrini.
Si tratta di un’opera dalla struttura particolare, liberamente ispirata ad una partitura musicale: si compone infatti di nove storie e dieci intermezzi.
Immersi in un’atmosfera musicale e poetica, i racconti parlano di cantanti, maestri d’orchestra, violoncellisti, pianisti. Ma poi anche di vita, morte, mistero, suspence, sessualità e paure esistenziali.
“Ho voluto raccontare la musica cercando di renderla il più possibile umana, quotidiana, concreta – ha detto l’autore de Il suono della neve Silvio Danese – senza però evitare di giocare con gli intrecci e i legami tra musica e parola: la prosa in rima non è altro che un tentativo della parola di farsi musica, mentre gli intermezzi in forma di dialogo esplorano le infinite possibilità stilistiche della narrativa”.
Denso di richiami musicali, cinematografici e teatrali, Il suono della neve “può essere letto - secondo Luca Pellegrini - a diversi livelli di conoscenza e approfondimento. Esso costituisce infatti una sorta di cammino iniziatico alla fine del quale, attraverso una chiave di lettura prettamente artistica, si finisce per arrivare alla salvezza, al senso dell’esistenza e alla metafisica”.
Pur non essendo un libro sul cinema nel senso stretto del termine, il lavoro di Danese è stato presentato alla 45° Mostra Internazionale del Nuovo Cinema sia per il legame che da anni esiste tra l’autore e la critica cinematografica, sia anche per le continue suggestioni e influenze di registi, film, attori, sceneggiatori.
“Ogni atto presenta dei richiami precisi al cinema – ha messo in evidenza Luca Pellegrini in conferenza stampa – personalmente vi ho ritrovato qualcosa di Comencini e di Avati, di Wong Kar-wai e del Viale del Tramonto di Billy Wilder. L’ultimo atto in particolare è riconducibile ad Alberto Lattuada, al quale la Mostra del Cinema dedica il suo 23° evento speciale”.
 


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