Incontri editoriali

CARO FEDERICO, CARO TULLIO…
LA CORRISPONDENZA TRA FELLINI E PINELLI INSIEME AD ALTRI LIBRI E RIVISTE ALLA MOSTRA DI PESARO

Pesaro 27 giugno 2008. In chiusura degli incontri editoriali di Palazzo Gradari, curati da Pierpaolo Loffreda e Mazzino Montinari, è stato presentato oggi il volume “Ciò che abbiamo inventato è tutto autentico” di Federico Fellini e curato da Augusto Sainati, quello di Marco Dinoi “Lo sguardo e l’evento” e il numero 23 di “Close Up”, la Rivista di Cinema di cui è direttore artistico Giovanni Spagnoletti.

Il primo dei testi presentati “Ciò che abbiamo inventato è tutto autentico” è una raccolta di lettere, che coprono un arco di trent’anni (dal 1948 al 1986), scambiate tra il regista Federico Fellini e lo sceneggiatore Tullio Pinelli, che ha lavorato a molti suoi film. “Il volume” – ha introdotto Bruno Torri - “oltre a svelare il modo in cui queste due figure hanno lavorano insieme, mette in luce anche il lato psicologico dei due protagonisti del cinema italiano”. “E’ stato un lavoro molto stimolante” – ha raccontato Augusto Sainati, presente all’incontro – “che mi ha permesso nelle varie ricerche di venire a conoscenza di vecchi testi che neanche lo stesso Pinelli ricordava”.

La seconda presentazione è stata dedicata a “Lo sguardo e l’evento” volume di Marco Dinoi, recentemente scomparso. In occasione della presentazione è intervenuto all’incontro Simone Ghelli, amico dell’autore. “Il volume” - afferma - “è un libro importante da presentare qui perché parla di un cinema a noi molto vicino”. “L’idea” – continua – “era di creare un archivio dei vari testi di Marco Dinoi per poter rendere di libera consultazione per gli studenti le riflessioni scaturite dai suoi studi sul rapporto tra il cinema e le rappresentazioni che internet e tv hanno divulgato da dopo l’attentato dell’11 settembre al World Trade Center”.

A chiudere gli incontri editoriali è stato l’intervento di Giovanni Spagnoletti per presentare il 23° numero di “Close Up”, la Rivista di cui è il direttore. Presente all’incontro anche il direttore responsabile Simone Arcagni e Roy Menarini impegnato alla redazione di questo numero che, già dalla copertina (che riporta la foto di Andreotti ne Il Divo), si caratterizza per i contenuti politici. Come hanno spiegato Spagnoletti e Menarini è curioso il fatto che “sia stata concepita prima dei recenti eventi politici” e che oltre i vari saggi contiene interviste a Francesca Comencini e Paolo Sorrentino. “L’intento iniziale era di avviare una riflessione sulle analisi che la nostra cinematografia ha prodotto sui cambiamenti politici del Paese”. “Molti dei contributi comparsi nella Rivista” – prosegue Spagnoletti – “sono di amici e colleghi. Ciò dimostra come tra i banchi dell’università ci possa essere ancora occasione di dibattiti e scambio di cose apprese”. Questa affermazione ricalca l’intento di “Close Up” che, come sempre, vuole aprirsi a nuove collaboratorazioni, per continuare ad essere, come in passato, un luogo di riflessione critica e teorica.

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