Interrogarsi sull’essenza della fede: "Avdei Ha’shem" di Hadar Friedlich

INTERROGARSI SULL’ESSENZA DELLA FEDE
AVDEI HA’SHEM DI HADAR FRIEDLICH CHIUDE LA RASSEGNA SUL CINEMA ISRAELIANO CONTEMPORANEO

Pesaro, 28 giugno. Ultimo appuntamento oggi nel primo pomeriggio con il Cinema Israeliano contemporaneo che come film di chiusura della rassegna ha presentato Avdei Ha’shem (Voices from the Heartland: Slaves of the Lord) di Hadar Friedlich, sceneggiatrice e montatrice di origini israeliane che dopo numerosi cortometraggi ha esordito su grande schermo nel 2002 con questo mediometraggio, già premio per la miglior sceneggiatura al Festival Internazionale di Gerusalemme e selezionato alla Quinzaine des réalisateurs al festival di Cannes.

La dodicenne Tamar si prepara a festeggiare il suo Bat-Mitzva (è un termine per indicare il momento in cui un bambino ebreo raggiunge l’età della maturità - 12 anni e un giorno per le femmine, 13 anni e un giorno per i maschi - e diventa responsabile per se stesso nei confronti della Halakhah, la legge ebraica) che avrà luogo durante la Pasqua. Tamar si convince di essere impura. Spaventata e depressa, si sottopone a un rituale di purificazione, cercando di mettere a tacere una voce interiore che le sussurra che non riuscirà mai a disfarsi della sua colpevolezza.

Queste le parole della regista: “Cerco di mostrare cosa accade quando ci allontaniamo dall’essenza della fede e aderiamo solo ai cerimoniali e ai rituali, trasformandoci in schiavi che seguono le regole senza pensare al loro significato”.


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