ITALIANI IN CINA E MUNICIPI OCCUPATI...

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Pesaro, 26 giugno 2012 – Seconda giornata alla 48. Mostra Internazionale del Nuovo Cinema, ricca di appuntamenti per un pubblico appassionato del “Nuovo Cinema” in tutte le sue forme: corto, doc, fiction, video arte....

E’ proseguito oggi con due proiezioni il focus sul documentario italiano contemporaneo: Grandi speranze di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti racconta con tono ironico le storie di tre giovani imprenditori italiani all’estero. Uno è il promotore di un “corso di formazione” per manager emergenti, chiamato, piuttosto enfaticamente “I Leader del futuro”, un altro tenta di comprare una sorgente in Cina per produrre la prima acqua frizzante “dalla qualità italiana a prezzi cinesi”, l’ultimo infine è ripreso durante delle riunioni nella filiale cinese della sua ditta, nelle quali cerca di chiarire il metodo di lavoro italiano a degli impassibili cinesi, ma con scarsi risultati. D’Anolfi e Parenti seguono l’evoluzione della nostra futura classe dirigente, così delineata più per eredità che per vocazione, tra sete di soldi facili, aforismi preconfezionati e smisurate ambizioni.

Con Palazzo delle Aquile di Stefano Savona, Alessia Porto e Ester Sparatore, si è cambiato decisamente argomento e, soprattutto, tono, per un lavoro che documenta la lotta di 18 famiglie che, da anni in attesa di case popolari, occupano per protesta il Municipio di Palermo, il Palazzo delle Aquile del titolo. A causa dell’emergenza abitativa nel Sud Italia, tangibile e purtroppo attualissima, le famiglie in questione sono state sballottate tra hotel, roulotte, dormitori e container senza mai trovare una sistemazione definitiva: la colpa ricade sulla cattiva amministrazione della giunta, il palazzo viene occupato per un mese durante il quale vanno avanti le contrattazioni con(tro) il Potere politico. Ma al discorso su questa problematica sociale (trattata anche da Ferrhotel, proiezione venerdì 29) si accompagna una riflessione più profonda e antropologica. L’occupazione mette infatti alla prova la capacità di vivere insieme delle famiglie, la loro reciproca fiducia, la volontà di lottare unitamente per un bene collettivo: un microcosmo, insomma, nel quale si riflette la difficile messa in pratica dei principi basilari della democrazia.

In giornata si è svolta anche la seconda parte del programma dedicato ai 50 anni del Manifesto di Oberhausen. Questa volta è toccato a tre opere firmate negli anni del Manifesto (1961-62) con due cortometraggi dalla forte impronta sperimentale: Kommunikation di Edgar Reitz e Brutalitat in Stein di Alexander Kluge e Peter Schamoni, registi che hanno segnato in maniera indelebile il cinema tedesco anche nei decenni a venire. Il terzo titolo corrisponde anche all’unico mediometraggio della rassegna, Notabene Mezzogiorno (titolo e ambientazione curiosamente italiani), nel quale H.R.Strobel e H.Tichawsky raccontano i risultati della riforma agraria nel Sud Italia riprendendo la quotidianità di un povero contadino.

Prosegue anche il 26. Evento Speciale, la retrospettiva completa sul cinema di Nanni Moretti, di cui il Festival sta proiettando i lungometraggi in maniera cronologica. Se infatti ieri erano state presentate, in un Teatro Sperimentale sold out, le prime due opere del regista, risalenti alla fine degli anni Settanta, quest’oggi gli spettatori hanno potuto assistere ai due film successivi: Sogni d’oro e Bianca. In entrambi Nanni torna nei panni del suo alter-ego storico, Michele Apicella, con il suo stile inconfondibile e storie surreali e malinconiche, divertenti e agrodolci. Prima della proiezione del film in Piazza, inoltre, è stato prosentato un corto dello stesso Moretti, Filmquiz: un divertente esperimento, una sorta di “film-concorso” nel quale un Nanni narratore, da solo in una grande sala cinematografica, racconta alcuni dei suoi ricordi relativi a quaranta pellicole che gli spettatori sono chiamati ad indovinare mettendo alla prova tutta la loro cinefilia.

Due anche i film del Concorso proiettati oggi: il thailandese In April the Following Year, There Was a Fire di Wichanon Somumjarn è un interessante esperimento in odore di Nouvelle Vague che mescola sapientemente realtà e immaginazione, passato e presente in una storia spiazzante e fortemente autobiografica. Sharqiya, designato per la proiezione giornaliera in Piazza, è invece l’opera prima dell’israeliano Ami Livne che narra la parabola paradossale di un uomo che, sfrattato dalla sua baracca, cerca di attirare l’attenzione dei media ideando e sventando lui stesso un attentato, prima che le cose gli inizino a sfuggire di mano.

La seconda giornata si è conclusa con l’inaugurazione dello spazio di Palazzo Gradari adibito alle proiezioni di Round Midnight, sezione “notturna” e sperimentale del festival curata da Antonio Pezzuto, dedicata quest’anno alla video arte. Il programma odierno consisteva nella proiezioni di cinque dei lavori migliori del collettivo artistico milanese Alterazioni Video, fondato nel 2004 e dedito a esplorare i linguaggi dell’arte incrociandoli con le pratiche dell’attivismo politico. Tra questi, anche due dei loro ultimi “TurboVideo”, un metodo di produzione creato ex novo dal gruppo e basato su una concezione innovativa dell’arte contemporanea.

Il programma di domani al Teatro Sperimentale si aprirà alle 11 con la terza parte della retrospettiva sul cinquantenario del Manifesto di Oberhausen con corti del dopo-Manifesto. Si prosegue alle 15 con il documentario italiano Cadenza d’inganno di Leonardo Di Costanzo (alla presenza del regista), per poi proseguire alle 16.15 con l’omaggio a Simone Massi, del quale saranno proiettati tutti i lavori. Alle 17.45 sarà di nuovo il turno di un doc nostrano, Scuolamedia di Marco Santarelli (alla presenza del regista). La giornata del Teatro si concluderà come sempre con l’Evento Speciale dedicato a Moretti con la proiezione di La messa è finita, Palombella rossa e il relativo diario di lavorazione L’ultimo campionato. Secondo appuntamento a Palazzo Gradari con Round Midnight per il programma dedicato al Festival Internazionale Signes de Nuit, mentre per il “Cinema in Piazza” sarà la volta del film, in Concorso, La Jubilada (The Retired) del cileno Jairo Boisier Olave, preceduto dal corto di Nanni Moretti, The Last Customer.

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