CUORE DI CANE


Il professore Preobrazenski e il suo assistente Bormentàl, dopo lunghi studi sui rapporti tra la vita animale e quella umana, applicano le esperienze fatte su un cane randagio cui trapiantano organi vitali di un funzionario moscovita morto da tre ore. Con loro stessa meraviglia, ottengono un umanoide che dopo diverse avventure prenderà il nome di Poligràf Poligràfovic Bobikov. Quando le azioni e i ricatti dell’uomo-cane minacciano la tranquillità del professore e del suo assistente, i due scienziati lo riporteranno alla condizione di cane randagio. Tratto dall’omonimo romanzo di Michail A. Bulgakov (1925).
«Lattuada, più di Bulgakov, dà spazio all’androide (correttamente interpretato da Cochi), concedendogli una maturazione ignota al testo d’origine. Alla fine, poi, lascia la partita aperta tra il cane e l’apprendista stregone. Dice, infatti, il cane, ritornato ad essere se stesso: “Eppure sento che tra me e lui la cosa non finisce qui”. Il cane diviene così l’emblema della natura che comincia a ribellarsi allo scempio commesso nei suoi riguardi da una scienza spesso irresponsabile». (Callisto Cosulich, «Paese Sera», 9 febbraio 1976)

sponsor
©2009 - Fondazione Pesaro Nuovo Cinema
Another humpty-dumpty.it joint!