L’amante di Gramigna

L'amante di Gramigna

Nel 1865 in Sicilia, due poveri contadini, Giuseppe Gramigna e suo padre, truffati dal barone Nardò, sono costretti a lasciare la loro misera casa, già affittata dal barone ad Assunta e a sua figlia Gemma, promessa sposa a Ramarro, uno dei suoi dipendenti. Gramigna, deciso a vendicarsi, si dà al banditismo e incomincia a uccidere i “mediatori”, complici di Nardò. Mentre Ramarro, con i suoi parenti, si reca in casa di Gemma per il contratto nuziale, compare improvvisamente Gramigna, inseguito da uno squadrone di cavalleria piemontese, che dà fuoco all’abitazione. Gli occupanti fuggono impauriti e Gemma, incurante del pericolo, poiché non vuole sposare Ramarro, approfitta della circostanza per scappare con Gramigna, del quale è segretamente innamorata. Divenuta la sua amante, lo segue in tutte le sue peregrinazioni, dividendo con lui rischi e pericoli. Ramarro, intanto, su consiglio del barone, uccide il padre di Gramigna. Quindi cerca di soprendere i due amanti con l’aiuto di un povero demente, ma l’agguato non riesce e sarà proprio quest’ultimo a essere ucciso. Gemma si dà alla fuga e mentre cerca di raggiungere la casa materna, viene violentata da alcuni uomini di Nardò. Gramigna, disperato, per completare la sua vendetta raggiunge il barone, trovandolo però agonizzante, linciato dai suoi stessi braccianti, ribellatisi a una delle sue tante prepotenze. Mentre Gramigna infierisce sul corpo di Nardò, sopraggiungono i soldati pimontesi e lo uccidono.

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