L’ASSEDIO

L'ASSEDIO

Trama
In un antico palazzo di Roma affacciato sulla scalinata di Trinità dei Monti ed ereditato alla morte di una zia, vive Mr. Kinsky, un americano senza un lavoro preciso, legato solo al pianoforte e alla musica di Bach, Mozart, Grieg. In cambio delle pulizie, Mr. Kinsky ha affittato una stanza a Shandurai, giovane africana che studia medicina. Shandurai ha lasciato in Africa il marito, arrestato dalla polizia e detenuto in carcere. Di questa situazione Mr. Kinsky viene a conoscenza solo quando le regala un anello, le dice che la ama e che vorrebbe sposarla. Poiché Shadurai gli chiede di fare qualcosa per il marito, Mr. Kinsky si incontra più volte con un sacerdote cattolico africano, al quale consegna dei soldi che ottiene anche vendendo il pianoforte. Un giorno arriva, tramite lettera, la notizia che il marito di Shandurai è ancora vivo. Mr. Kinsky organizza un concerto con musiche di sua composizione e la invita ad ascoltarlo. I suoi spettatori sono quasi tutti solo ragazzini. Il marito ormai è libero e Shandurai chiede a Mr. Kinsky se può ospitarlo in casa con lei. Lui acconsente. Quella sera, lui e lei, separatamente, bevono un po’ troppo e sono molto agitati. Durante la notte, lei sale nella camera di lui e gli si stende accanto. La mattina dopo, presto, arriva il marito e suona con insistenza il campanello. Shandurai e Mr. Kinsky, a letto, non parlano ma non si alzano.

Critica
"Il fascino del confronto, elementare ma fondamentale tra un uomo e una donna in uno spazio delimitato e in un tempo sospeso è autentico e intatto. Gli strumenti per raccontarlo non potrebbero essere più raffinati al di là dell’apparente limitazione di mezzi: tutto congiura a fare del film una prova virtuosistica. Si resta ammirati, è vero, ma non emozionati come l’assunto richiederebbe. A fronte di una carismatica presenza femminile, il protagonista maschile, già impostosi all’attenzione internazionale attraverso le sue interpretazioni per l’inglese Mike Leigh come la reincarnazione di Morgan matto da legare e della swinging London degli anni Sessanta, risulta purtroppo scialbo e impacciato in un ruolo che ha l’aria di non capire e di indossare controvoglia". (Paolo D’Agostini, ’Annuario del Cinema Italiano 1999/2000’)
“Invece di Novecento: Atto III è spuntato questo piccolo, grande film contemporaneo [...] girato per la tv anche se viene distribuito nelle sale, ma del tutto anomalo rispetto ai prodotti televisivi e così “sperimentale” da risultare agli antipodi anche dei kolossal da Oscar del regista (Paola Malanga, L’assedio, “Ciak”, febbraio 1999)

Notizie
Incassi in usa: $ 2.032.621; in Italia: 1.695.044.000 lire.
mbientato ai giorni nostri a Afars Issass (ex territorio francese corrispondente all’attuale Djibuti, Somalia) e a Roma; girato dal 16 marzo al 28 aprile 1998 in periferia di Nairobi (Kenya) e a Roma (appartamento di vicolo del Bottino 8, Piazza di Spagna, Ospedale Sant’Eugenio, metropolitana, piazza Vittorio).

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