L’omaggio a Lino Micciché, il focus su Cristina Diana Seresini e la trilogia suburbana presentata da Abigail Child

L’omaggio a Lino Micciché, il focus su Cristina Diana Seresini e la trilogia suburbana presentata da Abigail Child

Pesaro, 26 giugno. Quarto giorno di proiezioni alla 50. Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro. Per Il mouse e la matita, oltre alla tavola rotonda svoltasi in mattinata, il programma giornaliero ha previsto il recupero di Robin Hood, nel quale questa immortale storia viene raccontata dalla voce di Veronica Pivetti che interpreta tutti i personaggi, come nel racconto di una favola. Il suo autore, Mario Addis, è tra i più importanti animatori italiani, attivo sin dagli anni ’90 e ha presentato a Pesaro anche un suo cortometraggio inedito, all’interno del programma che raccoglieva numerosi corti di autori vari: si è trattato di Pene e crudité, serie di divertenti variazioni sul tema che hanno come protagonista l’organo sessuale maschile. Tra i corti presentati c’era anche un’altra anteprima, Latitude di Claudia Muratori, presente alle proiezioni insieme anche alle animatrici Paola Gandolfi e Alessia Travaglini che hanno presentato i rispettivi lavori. Tra gli altri, anche opere di Roberto Catani e Gianluigi Toccafondo.
Nel pomeriggio si è poi svolto il focus su Cristina Diana Seresini che ha presentato i suoi corti, insieme alle molte sigle, spot e videoclip da lei realizzate dai primi anni Duemila a oggi. La Seresini è inoltre una delle animatrici più attive all’interno del cinema di finzione, avendo realizzato grafiche, titoli di testa e di coda (anch’essi presentati nel focus) per moltissimi film e per autori come Silvio Soldini, Alina Marazzi e Marco Pozzi, spaziando dal disegno a mano libera alla grafica in 3D.

Ricco anche il Panorama U.S.A. odierno con il dittico di Lewis Klahr, The Rain Couplets, che con uno stile d’animazione unico crea un delicato inno all’amore, mentre Shoja Azari con Windows riflette sulla violenza che permea la cultura americana in un originale racconto, formato da nove storie costruite con l’uso di altrettanti piani sequenza e mostrate attraverso una finestra. La grande poetessa e regista americana Abigail Child, ospite a Pesaro, ha poi presentato il suo The Suburban Trilogy, tre lavori realizzati tra il 2022 e il 2008 nei quali analizza l’adolescenza al femminile e il sogno dell’immigrazione nel dopoguerra, attraverso tematiche identitarie e di genere.
Il programma americano si è concluso con tre lavori che hanno esplorato la New York post 9/11, cuore ferito del paese, da varie angolazioni: quello del paesaggio urbano in NYC Weights and Measures di Jem Cohen, quello dei nativi americani in Native New Yorker di Steve Bilich e quello del lungometraggio di Jennifer Reeves, The Time We Killed che descrive con un film ibrido, personale e poetico, la vita e l’immaginario di una scrittrice incapace di lasciare il suo appartamento nella Grande Mela.

Per quanto riguarda il 28° Evento Speciale, che prevede proiezioni di storici film presentati alla Mostra nei suoi primi dodici anni di vita, oltre alla replica di Satellite di Mario Schifano, sono state presentate altre tre opere, a cominciare da São Bernardo di Leon Hirszman, una delle figure più importanti del Cinema novo brasiliano che con questo film descrive la parabola di un uomo tirannico e avido, le cui colpe ricadranno sui suoi cari. Altrettanto importante è stato Memorias del subdesarrollo (Memorie del sottosviluppo) di Tomás Gutiérrez Alea, il regista che ha fatto scoprire il cinema cubano al mondo e che non ha mai smesso di interrogarsi sui problemi politici e sociali del proprio paese, come avviene nel film presentato oggi a Pesaro, attraverso la figura di uno scrittore in paralisi esistenziale. In serata è stato poi proiettato l’ambizioso Dog Star Man, progetto formato da cinque cortometraggi realizzati tra il 1961 e il 1964 da Stan Brakhage, uno tra i grandi interpreti della stagione delle avanguardie americane che con questo progetto, nel quale il suono è bandito e le immagini evocano i grandi temi sull’Uomo, attraverso un originale lavoro di montaggio e sovraimpressioni.

Oggi è stato inaugurato anche l’omaggio a Lino Miccichè, storico fondatore della Mostra, insieme a Bruno Torri, e suo direttore per oltre vent’anni. L’omaggio, che si concluderà domani, rientra all’interno del 28° Evento Speciale dedicato alle cinquanta edizioni della Mostra ed è nato dalla forte volontà del Comitato Scientifico di ricordare un ricordare una figura fondamentale della cultura italiana e di commemorare i dieci anni dalla sua scomparsa. Sono stati quindi proiettati cinque tra i documentari brevi realizzati da Micciché tra il 1959 e il 1965, a cui è seguito A “lezione” con Lino Micciché, una selezione delle sue apparizioni televisive più significative, tra le quali la storica intervista a Antonioni del 1978, montate dal figlio Francesco.

Oggi ha avuto luogo anche il terzo appuntamento del Tragedia Endogonidia Film Cycle, di Cristiano Carloni e Stefano Franceschetti, del quale sono stati proiettati gli ultimi due episodi. La Tragedia Endogonidia è un ciclo di undici spettacoli teatrali, da cui sono stati prodotti altrettanti video che però non hanno lo scopo di documentare il teatro, ma di creare ulteriori oggetti di contemplazione.

La quarta giornata di festival si è conclusa con il rituale appuntamento notturno con Round Midnight, il cui programma era oggi dedicato alla film maker Monica Strambini, artista che delle diverse forme del fare cinema ha fatto sua cifra stilistica. A Pesaro sono stati mostrati i suoi lavori brevi, da Monique Publique e Ambliopia - cortometraggi premiati in moltissimi festival - ai video clip realizzati assieme a Patrizia Cavalli, su testi scritti dalla stessa poetessa, fino ai video virali girati per promuovere il progetto delle Ragazze del porno, un lavoro di un gruppo di registe che cercano di utilizzare nuove forme estetiche per raccontare il contemporaneo.

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