L’omaggio a Simone Massi e alle sue opere d’arte. Il DOC va, con la scuola e l’adolescenza problematica

L'omaggio a Simone Massi e alle sue opere d'arte. Il DOC va, con la scuola e l'adolescenza problematica

Pesaro, 27 giugno 2012 – Terza giornata della 48. Mostra Internazionale del Nuovo Cinema: proseguono tutte le sezioni principali alle quali si aggiunge un omaggio davvero speciale. Il “Nuovo Cinema” continua in tutte le sue forme.

Il cinema documentario oggi: l’Italia allo specchio, la più completa rassegna sul documentario nostrano degli ultimi anni ha proposto quest’oggi altri due lavori, di natura e tematiche estramemente differenti. Da una parte un vero e proprio esperimento narrativo e cinematografico: Cadenza d’inganno di Leonardo Di Costanzo è infatti “un atto di resistenza di un personaggio cinematografico” al quale il regista ha voluto rendere omaggio. Di Costanzo nel 2000 pensa di realizzare un documentario sugli adolescenti napoletani, a quel tempo nell’occhio del ciclone per una serie di episodi violenti che ebbero rilievo nazionale. Quando incontra Antonio, un ragazzino di dodici anni, il regista si concentra su di lui, riprendendolo nella sua quotidianità e dialogando a lungo con lui, ma Antonio, come si fa con un giocattolo, dopo un po’ inizia a mostrare segni di insofferenza e, alla fine, “si scoccia”: il doc si interrompe bruscamente. Dieci anni dopo Di Costanzo viene invitato al matrimonio di Antonio...

Il secondo documentario di giornata tratta il tema sempre attuale dello stato dell’istruzione in Italia e lo fa in un contesto sicuramente non facile, quello della scuola media inferiore “Luigi Pirandello”, nella provincia industriale di Taranto. Scuolamedia di Marco Santarelli ritrae uno spaccato sociale e culturale riuscendo a cogliere dall’interno la realtà studentesca, con la vitalità dei ragazzi ma anche con tutte le problematiche ad essa connesse. Santarelli riprende con partecipazione bambini che abbandonano la scuola prematuramente per i motivi più disparati, accese discussioni tra insegnanti e genitori, ricostruisce efficacemente i complessi rapporti tra studenti e insegnati, fa echeggiare tematiche sociali in famiglie disastrate per le quali l’istruzione è l’ultimo dei problemi, racconta una quotidianità scolastica nella quale il tempo sembra fermarsi e non passare mai. La scuola ripresa così com’è, senza filtri né compromessi.

Terzo appuntamento con la celebrazione dei 50 anni del Manifesto di Oberhausen (1962) che ha visto la proiezione di sette corti del periodo post-Manifesto, a partire da Machorka-Muff (1963), imperdibile debutto del francese esule in terra tedesca Jean-Marie Straub (1963), per arrivare al surreale Massnahmen Gegen Fanatiker (1969) di Werner Herzog. Nel mezzo anche lavori di Peter Schamoni, con un omaggio al pittore Max Ernst, e Alexander Kluge, con un ritratto di un ex-poliziotto. Sabato 30 quarto e ultimo appuntamento della retrospettiva, con la proiezione di Parallelstrasse, di Ferdinand Khittl, unico lungometraggio del focus.

Nel pomeriggio al Teatro Sperimentale si è svolto anche l’omaggio a Simone Massi, marchigiano di Pergola (PU) e tra i più importanti maestri dell’animazione italiana. A lungo ignorato in patria, ha vinto premi nei più importanti festival d’animazione del mondo, fino a quando anche l’Italia si è accorto di lui assegnandogli il David di Donatello per il miglior cortometraggio nel 2012 per Dell’ammazzare il maiale, raro caso in cui il premio viene dato a un lavoro d’animazione. Il cinema di Simone Massi è interamente artigianale, l’artista disegna fotogramma per fotogramma a mano e senza alcun ausilio digitale, fuori dai riti (e dai ritmi) dell’animazione commerciale e del mercato culturale. Del suo metodo dice: “per un cortometraggio di sei minuti devo fare duemilacinquecento tavole, sono due anni di lavoro a tempo pieno.” Queste vere e proprie opere d’arte sono realizzate con una tecnica personalissima e ormai riconosciutagli come “sua”: pastelli a olio stesi su carta e graffiati con strumenti di incisione. Sequenze liriche e poetiche per un cinema che, come sostiene Fabrizio Tassi, “sa di terra (ma anche di sogni), di memoria, di cose solide, essenziali, di valori profondamente radicati, di laica sacralità della vita, spietata e irrinunciabile.” La Mostra di Pesaro ha proiettato oggi tutti i suoi lavori in un programma speciale; 14 cortometraggi realizzati nell’arco di quasi due decenni, dall’esordio Immemoria (1995), all’ultimo, Dell’ammazzare il maiale (2011), al quale si aggiunge un Making of di Nuvole, mani (2009) realizzato dal francese Dominique Bastien.
Simone Massi sarà inoltre protagonista giovedì 28 di un imperdibile workshop, coordinato da Fabrizio Tassi, nel quale svelerà i segreti della sua personalissima tecnica di animazione.

In serata è proseguito il 26. Evento Speciale su Nanni Moretti con la proiezione dei capolavori La messa è finita (1985) e Palombella rossa (1989), film nei quali il regista/interprete si discosta per la prima volta dall’alter-ego di Michele Apicella per mettere in scena storie diverse che toccano i più disparati temi dell’attualità italiana. Per farlo vestirà i panni rispettivamente di un prete (iniziando un percorso che arriva fino all’ultimo Habemus Papam, proiezione sabato 30) e di un pallanuotista, uno sport realmente praticato da Moretti, come dimostra la rara proiezione de L’ultimo campionato, sorta di spunto autobiografico e diario di lavorazione di Palombella rossa. Ad introdurre il film in Piazza giornaliero, inoltre, è stato scelto nuovamente un corto morettiano, The Last Customer, un piccolo documentario girato dal regista a New York, incentrato sulla demolizione di una vecchia farmacia gestita da una famiglia italo-americana.

Per quanto riguarda il Concorso, solo una proiezione serale, svoltasi all’aperto nella cornice di Piazza del Popolo: si è trattato de La Jubilada (The Retired), opera prima del cileno Jairo Boisier Olave, un convicente ritratto femminile di una donna che, di ritorno dalla città, deve scontrarsi con i pregiudizi degli abitanti del suo villaggio natale.

Sono entrati nel vivo anche i programmi previsti a Palazzo Gradari, splendida cornice per presentazioni, conferenze stampa (e aperitivi): in nottato c’è stato l’incontro con il regista de La Jubilada, mentre alle 13 è stato presentato il nuovo progetto multimediale del LEMS (Laboratorio Elettronico di Musica Sperimentale) che la Mostra di Pesaro aveva omaggiato già lo scorso anno. Il loro nuovo lavoro, SPAZIO VUOTO/TEMPO DELL’ATTESA, consiste in una video installazione sonora e un percorso espositivo per portare lo sguardo del visitatore all’interno degli spazi labirintici e dimessi di un vecchio ospedale psichiatrico, per un’esperienza unica e sconvolgente.

La giornata di oggi si è poi conclusa con il secondo appuntamento con lo spazio notturno di ROUND MIDNIGHT che ha presentato una selezione di lavori provenienti dal Festival Internazionale Signes de Nuit introdotti dal direttore del festival, Dieter Wieczorek, ospite di Pesaro in questi giorni. Sei lavori provenienti da tutto il mondo, dall’Austria al Kazakhstan alla Cina, che sperimentano nuovi linguaggi audiovisivi interessandosi al tempo stesso a problematiche attuali.

Il programma di giovedì 28 si apre alle 10.30 al Teatro Sperimentale con il documentario italiano Come un uomo sulla terra di Andrea Segre, Dagmawi Yimer e Riccardo Biadone. Una giornata quasi interamente dedicata all’”Italia allo specchio”, poiché saranno proiettati anche Magog [o Epifania del barbagianni] di Luca Ferri (11.30), A Nord Est di Milo Adami e Luca Scivoletto (15,00) e a seguire Land of Joy di Laura Lazzarin, Giallo a Milano di Sergio Basso (17.15) e Ju Tarramutu di Paolo Pisanelli (18.45). Tutti i rispettivi registi saranno presenti in sala ad esclusione del doc delle 10. La giornata al Teatro Sperimentale si conclude con lo speciale su Nanni Moretti con la proiezione di Caro diario (21,00) Aprile (23,00) e, a seguire, Il grido d’angoscia dell’uccello predatore (20 tagli di Aprile).
Per il “Cinema in Piazza” il programma previsto ha subito una leggera variazione per fare posto alla semifinale dell’Europeo di calcio che vede affrontarsi Italia e Germania a partire dalle 20.45. A fine partita sarà proiettato il film, in Concorso, Unten Mitte Kinn (Lower Upper Cut) di Nicolas Wackerbarth, preceduto dal corto Diario di uno spettatore di Nanni Moretti.
A Palazzo Gradari, alle 11.30, si svolgerà il prestigioso workshop tenuto da Simone Massi, alle 13 sarà presentato il libro La città e le immagini con Giovanni Curtis, alle 24 si terrà la conferenza stampa di Unten Mitte Kinn e alle 00.15 ci sarà il terzo appuntamento con Round Midnight con un focus sul video-artista Cèsar Meneghetti. Gli ultimi due orari (24 e 00.15) potrebbero subire variazioni in conseguenza alla durata della partita.

Viene infine inaugurato anche lo spazio del Cinema Astra. Dopo le retrospettive degli scorsi anni, la Mostra di Pesaro rende omaggio a “lo sguardo femminile” con la proiezione dell’imponente – oltre 200 minuti – e fantasmagorica commedia musicale, evento dell’anno in patria, Chapiteau Show di Sergej Loban, alla presenza della sceneggiatrice Marina Potapova e dell’attrice Zhanna Vorob’eva. L’appuntamento è previsto per le ore 16.30

Post correlati

In questa sezione

FACEBOOK

TWITTER

Ultime News

Comunicati stampa

Rimaniamo in contatto

Resta aggiornato su tutte le iniziative del Pesaro Film Festival

SPONSOR

)