La grande giornata di Panorama U.S.A. con tavole rotonde, proiezioni e dopofestival

La grande giornata di Panorama U.S.A. con tavole rotonde, proiezioni e dopofestival
L’ anteprima italiana di I ponti di Sarajevo, presentato da Leonardo di Costanzo / I focus su Basmati e Igor Imhoff / L’omaggio a Larisa Shepit’ko

Pesaro, 27 giugno. Oggi alla 50. Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro è stata la grande giornata di Panorama U.S.A., il programma dedicato al cinema sperimentale-narrativo americano post 11/9, del quale si è svolta la tavola rotonda con tutti gli ospiti presenti (vedi comunicato dedicato). Prima del dibattito è stato proiettato A Loft dello storico filmmaker indipendente Ken Jacobs che ha realizzato un vibrante ritratto dell’appartamento dove viveva e lavorava, location poi utilizzata dal figlio Azazel per Momma’s Man, anch’esso presentato a Pesaro. E’ stata poi la volta della grande epica di The Great Flood, presentata dall’autore Bill Morrison stesso, sulla tragedia della piena del Mississipi del 1927 e la conseguente emigrazione afroamericana che portò alla nascita nella zona di Chicago della musica del Delta Blues. Su tematiche identitarie e di genere sono stati presentati Set Set Spike di Emily Hubley, che sfrutta tecniche d’animazione sperimentali, e Hamilton di Matthew Porterfield – presente a Pesaro - che racconta in forma molto realistica due giornate estive nella vita di una giovane famiglia. Infine è stato presentato il colossale progetto d’animazione di Chris Sullivan, che ha impiegato quattordici anni (1998 - 2012) per portare a compimento il suo Consuming Spirits, opera girata frame-by-frame in 16mm combinando le più svariate tecniche d’animazione, creando un racconto gotico di grande impatto emotivo.

Per il Cinema in Piazza è stato proiettato in concomitanza con la presentazione a Sarajevo e a distanza di cento anni esatti dall’attentato nella città bosniaca che ha dato inizio alla Prima guerra mondiale, l’anteprima italiana del film a episodi I ponti di Sarajevo, introdotto a Pesaro da uno dei registi che hanno partecipato al progetto e amico di lunga data della Mostra, Leonardo Di Costanzo. Fresco del passaggio fuori concorso a Cannes, il film è stato proiettato contemporaneamente al Cinema City di Sarajevo in occasione del centenario dall’assassinio dell’Arciduca Francesco Ferdinando nell’ambito dell’evento Sarajevo, Coeur de l’Europe organizzato da Sarajevo Film Festival, la Mission du Centenaire, l’Institut Français de Bosnie-Herzégovine e con il sostegno dell’ Unione Europea. Ai tredici episodi di cui è composta l’opera hanno partecipato alcuni tra i registi più significativi del cinema europeo e alcuni filmmaker di punta della nuova onda est-europea (quasi tutti presentati nel corso degli anni a pesaro): a rappresentare l’Italia, oltre a Di Costanzo, c’era anche Vincenzo Marra, mentre tra i registi degli altri episodi risaltano Aida Begic, vincitrice del Premio Lino Micciché nel 2012 con l’acclamato Buon anno Sarajevo, cui si aggiungono nomi di caratura mondiale come Jean-Luc Godard e Ursula Meier.

Per quanto riguarda l’animazione di Il mouse e la matita la giornata è iniziata con il Pinocchio di Enzo D’Alò, progetto che risale addirittura al 2000, avvalendosi dei disegni del grande Lorenzo Mattotti e delle musiche di Lucio Dalla e che ha visto il buio della sala solo nel 2013, per raccontare una nuova versione dell’immortale storia del burattino di legno. Dopo la proiezione del film è stato tributato un omaggio a Iginio Straffi, ideatore delle Winx e artefice di Rainbow, la factory d’animazione che dalle Marche sta conquistando il mondo: è stato quindi proiettato il primo episodio della serie animata Winx Club, risalente al 2004 e, in anteprima, il trailer del nuovo film a esse dedicato e in uscita quest’anno, intitolato Il mistero degli abissi. Sono stati presentati anche due importanti focus: uno sul duo dei Basmati e uno sull’artista del digitale Igor Imhoff. Basmati è un progetto di ricerca dedicato alle immagini sperimentali, basato sullo sviluppo di tecniche di animazione a passo uno applicate a varie discipline. Il duo è formato da Audrey Coianiz e Saul Saguatti, i quali hanno presentato molti dei loro lavori prodotti negli ultimi dieci anni, comprese le anteprime assolute Commonevo e Flussi. Come testimoniato dal focus i loro lavori non si limitano alla semplice animazione, ma spaziano tra installazioni, performance, workshop e sigle televisive. Igor Imhoff, invece, dopo un passato da programmatore di videogiochi è passato all’animazione e modellazione digitale e in 3D a metà anni Duemila, portandolo ben presto a partecipare e vincere molti festival d’animazione. I suoi lavori, come nell’ultimo lavoro presentato in anteprima a Pesaro dall’artista, Zero, mescola tecnologia digitale e pittura in maniera suggestiva, dando vita a sperimentazioni visive assolutamente inedite dalle quali emergono simbologie ancestrali. La giornata dell’animazione si è poi conclusa con un programma misto che comprendeva vari cortometraggi e videoclip musicali animati di autori differenti, tra i quali spiccavano le anteprima assolute di Festina lente di Alberto D’Amico e quello di un nuovo episodio di Gino il Pollo di Andrea Zingoni.

E’ continuato anche il 28° Evento Speciale con la proiezione di storici film presentati a Pesaro nelle prime edizioni della Mostra: oggi è stata la volta di El espiritu de la colmena (Lo spirito dell’alveare) di Victor Erice e Démanty noci (I diamanti della notte) di Jan Němec. Il primo costituisce l’esordio nel lungometraggio del cineasta spagnolo che produce con quest’opera del 1973 una poetica riflessione sul cinema, ambientata in un paesino sperduto reduce dalla Guerra civile spagnola, nel quale gli abitanti scoprono per la prima volta la magia del cinema in un paese in rovina. Con I diamanti della notte, Němec è stato invece il vincitore della prima edizione della Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro nel 1965, diventando poi in pochi anni uno degli esponenti di spicco della Nová Vlna cecoslovacca. Il suo film d’esordio è ambientato durante la seconda guerra mondiale ed è incentrato su due bambini che fuggono dal treno che li sta deportando, confondendo passato e presente, realtà e sogno, ricordi e desideri.

Si è conclusa oggi la sezione Sguardi femminili russi che ha reso omaggio alla compianta Larisa Shepit’ko e ai novant’anni dalla nascita della Mosfilm, con la proiezione de L’ascesa (Voskhozhdenie, 1977), ultimo film realizzato dalla grande regista sovietica prima della prematura scomparsa avvenuta nel 1979. Primo film sovietico a vincere l’Orso d’oro al Festival di Berlino, racconta la guerra con la chiarezza di un racconto morale, intrecciandola alla sottile indagine psicologica dei due protagonisti, un partigiano e un ufficiale che, nell’inverno bielorusso del ’42, vengono catturati dai soldati tedeschi.

Oggi c’è stato anche l’omaggio a Cinemarche con la proiezione del cortometraggio Un rovescio con Giulio Brogi, esordio alla regia di Damiano Giacomelli che ha presentato il suo lavoro a Pesaro. Regista, sceneggiatore, docente di cinema e fondatore del centro di formazione e produzione cinematografica Officine Mattòli a Tolentino, nella sua prima opera Giacomelli racconta la storia di un uomo che ha il dono di prevedere il tempo del giorno seguente, fino a quando un rivolo di fumo all’orizzonte annebbierà anche questa sua unica certezza.

La giornata si è conclusa con l’appuntamento finale con il dopo festival di Round Midnight che, in sinergia col resto della Mostra, ha dedicato il suo programma odierno a Panorama U.S.A. e ai registi americani presenti a Pesaro, proiettando i cortometraggi più sperimentali di Bill Morrison, Thomas Allen Harris, Abigail Child, Matt Porterfield, John Canemaker e Julie Talen.

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