La Mostra si chiude tra le Risate di gioia di Monicelli / L’omaggio a Lino Micciché e la conversazione con Otar Iosseliani / Panorama USA conclude con il film di James Franco e Il mouse e la matita con il focus su Leonardo Carrano

La Mostra si chiude tra le Risate di gioia di Monicelli
L’omaggio a Lino Micciché e la conversazione con Otar Iosseliani.
Panorama USA conclude con il film di James Franco e Il mouse e la matita con il focus su Leonardo Carrano

Pesaro, 28 giugno. Ultima giornata di questa cinquantesima edizione della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro, (domani sono previste solo le proiezioni dei film vincitori). La giornata è iniziata con un importante “fuori festival”: l’inaugurazione del Largo di Piazza Matteotti, che è stato intitolato al co-fondatore della Mostra e suo direttore per 24 anni, Lino Micciché, alla presenza delle autorità comunali. Alle 10 si è tornati in sala, al Teatro Sperimentale, con la proiezione dell’omaggio alla Mostra, Moviextra - Speciale Pesaro, al quale è seguita la tavola rotonda Nuovo Cinema: ieri, oggi, domani, momento fondamentale del 28° Evento Speciale dedicato alle cinquanta edizioni del festival. Moderata da Bruno Torri, presidente del comitato scientifico della Mostra, sono intervenuti oltre venti ospiti, tra i quali Bernardo Bertolucci in collegamento video. Si è chiuso anche l’omaggio a Lino Micciché con la proiezione di Lino Micciché mio padre. Una visione del mondo realizzato dal figlio Francesco Micciché che ha introdotto la visione. Il documentario, vincitore di una Menzione Speciale per i documentari ai Nastri d’Argento 2014, ripercorre la vita di Micciché raccontata dal punto di vista del figlio Francesco, con l’utilizzo di materiali di repertorio, anche inediti, mentre si costeggiano oltre cinquanta anni di storia del cinema italiano. Grande chiusura anche per l’altra linea guida dell’Evento Speciale, le proiezioni dei film che hanno fatto la storia delle prime edizioni della Mostra, dato che oggi è stata la giornata di Otar Iosseliani, ospite d’eccezione a Pesaro che, dopo un appassionato dibattito col pubblico, ha presentato la sua opera seconda, Iko shashvi mgalobeli (C’era una volta un merlo canterino, 1970), sullo svagato suonatore di timpani Ghia, rimproverato dagli altri per i suoi continui ritardi, ma ritratto come un uomo libero da quei vincoli che la società impone sugli individui.

Si sono conclusi oggi anche i due principali programmi del festival con le ultime proiezioni di Panorama U.S.A., iniziate con le repliche dei tre corti americani dedicati all’Italia: Ideas of Order in Cinque Terre di Ken Kobland, Light Plate di Josh Gibson e Rhinoceros di Kevin Jerome Everson. È stato proiettato poi il corto Set Set Spike di Emily Hubley che sfrutta tecniche d’animazione sperimentali per trattare tematiche identitarie e di genere, a cui è seguito Francophrenia del poliedrico attore hollywoodiano James Franco e di Ian Olds. Con l’utilizzo sperimentale di materiali d’archivio, Franco ha realizzato un lavoro originale di docufiction, nel quale il backstage di una performance dell’affermato attore in una soap opera, diventa thriller ansiogeno sull’esplorazione della propria identità. Il programma americano è proseguito con il film di Jennifer Reeves, The Time We Killed che descrive con un film ibrido, personale e poetico, la vita e l’immaginario di una scrittrice incapace di lasciare il suo appartamento nella Grande Mela. A chiudere Panorama U.S.A. è stato il cortometraggio A Year del video artista Mark Street, un video-diario “a brandelli” che racconta le preoccupazioni sulla mezza età che tormentano il regista, il quale mescola immagini personali ad altre in 35mm.

Il programma sull’animazione italiana contemporanea Il mouse e la matita si è concluso invece con l’ultimo focus, dedicato a Leonardo Carrano, grande esponente del cinema d’animazione sperimentale sin dal 1992, con lavori frutto della combinazione di tecniche e linguaggi diversi, nei quali la musica di grandi compositori ha sempre giocato un ruolo fondamentale, come nel suo ultimo lavoro, Jazz for a massacre. Presentata in anteprima assoluta alla Mostra, l’opera è stato realizzata in co-regia con Giuseppe Spina e sposa perfettamente immagini di grande potenza visiva alla musica jazz contemporanea. Presente a Pesaro, l’artista romano ha inoltre presentato il colossale progetto Aeterna. In sette anni di lavorazione Carrano ha realizzato 14 cortometraggi, uno per ognuna delle parti del Requiem di Mozart, differenziati da una tecnica diversa e realizzati sempre con la collaborazione di un artista differente.

In mattinata erano stati proiettati invece gli oltre venti video finalisti – e un fuori concorso - del Premio CineMarche Giovani, giunto alla sua quarta edizione e riservato a cortometraggi di durata massima di 3 minuti, realizzati da giovani fino a 30 anni d’età che vivono, studiano o lavorano nella Regione Marche. La giuria del Premio è coordinata dal curatore Pierpaolo Loffreda e composta da Paolo Angeletti, Federica Facchini, Alberto Pancrazi e Claudio Salvi.

In serata è andata in scena la cerimonia di chiusura in Piazza del Popolo, condotta dal direttore artistico Giovanni Spagnoletti alla presenza della giuria e dei molti ospiti accorsi a Pesaro per la cinquantesima edizione. Dopo l’assegnazione di tutti i premi, il festival ha calato il sipario con il film di chiusura, Risate di gioia di Mario Monicelli, con Totò e Anna Magnani. La proiezione è stata organizzata con la collaborazione della Cineteca di Bologna e vuole essere un ricordo e un omaggio a un grande autore legato profondamente alla Mostra che gli ha dedicato una retrospettiva completa nel 2001, accompagnata da un volume curato da Leonardo De Franceschi.

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