LE ALTRE IMMAGINI INTORNO ALLA MEZZANOTTE: ALTERAZIONI VIDEO, DE LILLO, MENEGHETTI, SIGNES DE NUIT PER ROUND MIDNIGHT

LE ALTRE IMMAGINI INTORNO ALLA MEZZANOTTE: ALTERAZIONI VIDEO, DE LILLO, MENEGHETTI, SIGNES DE NUIT PER ROUND MIDNIGHT

Pesaro, 27 giugno 2012 – Si occupano spazi, teatri, grattacieli o future sale bingo. Si occupano a Roma e a Milano, a Napoli o a Palermo. Ci si aggrega, si sbaglia, si resta minoranza, si costruiscono percorsi comuni, nuovi luoghi da condividere, altri immaginari da ricomporre. Rispondere alla crisi, al dominio dell’IO, resistere all’onda che disperde, annulla le esperienze, imbastardisce le relazioni. Prima si chiamava Dopofestival, ciò che non è pensato per la sala cinematografica, ora è ROUND MIDNIGHT, ossia ciò che sta prima e intorno alla mezzanotte, tra ieri e domani, quando l’oggi si dissolve, per un cinema non omologato, fatto di immagini e procedure non tradizionali, di altre strade. Un cinema che affianchi alla ricerca e alla sperimentazione (visiva, produttiva, tematica) uno sguardo mai accondiscendente alla realtà che ci sta intorno.

Alterazioni Video, César Meneghetti, Antonietta De Lillo e il film partecipato, le immagini selezionate dal festival francese Signes de nuit: percorsi diversi per raccontare come il reale possa direttamente incidere sull’elaborazione artistica. Quattro notti a cura di Antonio Pezzuto che sono cominciate martedì 26 con Alterazioni Video, gruppo nato a Milano nel 2004, network internazionale che contamina i linguaggi dell’arte con le pratiche dell’attivismo politico. Di loro sono stati proiettati ieri, a Palazzo Gradari (location designata per questa sezione), Waiting for Tsunami, sorta di manifesto teorico, Intervallo, elaborazione video del lavoro di catalogazione dell’Incompiuto, le cattedrali nel deserto costruite con i finanziamenti pubblici e mai portate a termine, Artist serial killer loro “verifica incerta” nell’arte contemporanea, e i Turbo movie, film costruiti in tempi ristretti, su Milano (Hotel MIlano) o sull’emigrazione a Lampedusa (Black Rain). Film necessari, che piombano all’improvviso, come piombano all’improvviso gli emigrati di Black Rain, una pioggia umana inarrestabile.

Film che nascono dalla collaborazione, come dalle relazioni nascono i film partecipati realizzati grazie al coordinamento di Antonietta De Lillo: una piattaforma all’interno della quale chiunque possa proporre piccoli film di narrazione della realtà, atomi che poi entreranno in un altro grande organismo, il film collettivo, all’inizio solo una generica cornice. Di questi esperimenti verrano mostrati (venerdì 29) materiali grezzi, piccoli film di racconto del reale che hanno permesso la costruzione del documentario Il pranzo di Natale, e le prime inchieste realizzate per il nuovo progetto, ancora in divenire, Oggi insieme domani anche, dedicato all’amore.

Partire dal reale, da quello che abbiamo davanti, come Cèsar Meneghetti, documentarista italo-brasiliano che vive tra Roma e San Paolo, del quale verrà proposta giovedì 28 un’ampia retrospettiva dei suoi lavori video, partendo dal suo esordio del 1989, Video sketch n. 5, e proiettando cinque episodi del progetto sul montaggio, così come Romevideo, realizzato assieme ad Elisabetta Pandimiglio. E ancora: Les Terra’s di Nadie, racconto dei Colpi di Stato in Brasile ed in Cile attraverso le parole di un poema di Antonio Arevalo, K_03 + K_04 Remix, versione rimontata appositamente per la Mostra di Pesaro di un lavoro realizzato in Niger sulle orme di Jean Rouch, documentarista e antropologo, che proprio sulla strada a 16 chilometri dal villaggio di Birnin-Konni ha perso la vita in un incidente stradale. Verranno inoltre proiettati (Venice) Requiem, dedicato a Irma Arestizábal e pensato per la Biennale d’Arte di Venezia, e This_orient, video di una performance nata grazie ad un soggiorno in Medio Oriente. Meneghetti stesso presenterà infine il promo di I\O_Io è un altro, nuovo lavoro sul quale sta lavorando; un progetto complesso, multidisciplinare che, partendo da una frase di Rimbaud, mette l’autore in relazione con persone con disabilità mentale che da anni lavorano, discutono, creano nei laboratori sperimentali d’arte della Comunità di Sant’Egidio a Roma.

Continua inoltre la collaborazione con il Festival francese di Signes de nuit, festival internazionale diretto da Dieter Wieczorek (ospite questa notte) che dal 2003 propone i suoi programmi a Parigi e nel mondo. Film che propongono e riflettono nuove idee, immaginari originali e critici. Lavori che sperimentano nuovi linguaggi audiovisivi e, nello stesso tempo, sono interessati a problemi attuali e alla situazione sociale contemporanea, in modo da ampliare le possibilità di comunicazione e comprensione tra persone che provengono da realtà e sfondi molto diversi tra di loro. Dei sei film che saranno proiettati questa notte, The Right not to be tortured, film diretto da Douglas Gordon, artista scozzese che lavora sulla memoria, vincitore del Turner Prize nel 1996, e più volte presente alla Biennale d’Arte di Venezia, o A Film, del regista libano americano Hisham Bizri, collaboratore di Raoul Ruiz e Miklós Jancsó, o Milk for Lamps di Almagul Menlibayeva che racconta della vita nelle steppe del Kazakistan e del Tengrismo, culto che già era di Gengis Khan e che include al suo interno sciamanesimo, animismo, totemismo e molto altro, in un documentario dove reale e mito contemporaneo si intrecciano.

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