Lino Miccichè è tuttora con noi

Lino Miccichè è tuttora con noi

In occasione della presentazione al festival di Venezia del documentario di Francesco Miccichè "Lino Miccichè, mio padre. Una visione del mondo", pubblichiamo il ricordo di Bruno Torri, pubblicato nel catalogo della 28a Settimana della Critica di Venezia, di Miccichè con cui, tra l’altro, ha fondato la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema.


Tuttora con noi

Lino Miccichè ed io siamo stati amici, compagni, sodali; in più occasioni abbiamo lavorato insieme per portare avanti progetti comuni; le nostre vicende, private e pubbliche, si sono intrecciate per quasi cinquant’anni, cioè da quando eravamo studenti universitari sino al 2004, l’anno della sua scomparsa, che segnò una perdita gravissima per la cultura cinematografica, e non solo. Ci incontrammo per la prima volta a Genova, quando Lino, che allora era il coordinatore nazionale dei Centri Universitari Cinematografici venne a “visitare” il CUC genovese di cui ero il direttore. Subito scoprimmo le molte cose che avevamo in comune – lo stesso partito (il PSI), la stessa corrente (quella lombardiana), la stessa formazione ideologica – e inoltre scoprimmo, su un piano più strettamente personale, che avevamo lo stesso amore per la vita, amore che in entrambi comprendeva, unitamente alla vocazione per la conoscenza e per l’impegno politico-culturale, la predisposizione, connaturata e coltivata, a vivere, appunto, quanto di meglio, di più piacevole, la vita stessa offriva a chi, per merito o per fortuna, sapeva ottenerlo. Insomma, la nostra fu un’amicizia a prima vista, che poi non soffrì di incrinature, anzi si rafforzò con il mio trasferimento a Roma – di cui fu artefice proprio Lino – e quindi, specialmente agli inizi, con una frequentazione pressoché quotidiana, che strinse ancor più il nostro legame. Tanto che quando nacque Francesco, il suo secondo figlio, io ne fui il padrino, così come, qualche anno dopo, sarà lui il padrino di mio figlio. Da sempre, più ancora delle condivisioni intellettuali e delle collaborazioni pratiche, sono stati il sentimento amicale, lo scambio affettivo ad alimentare il nostro rapporto personale, che per me è stato anche fonte di esperienze tanto belle quanto produttive.
In altre circostanze, curando libri a lui dedicati o raccolte di suoi scritti, sono stato meno soggettivo, meno “autobiografico”, per cercare, sulla base appunto di una documentata oggettività, di mettere in luce la straordinaria personalità di Lino: le sue qualità di documentarista; il rigore caratterizzante la sua lunga attività di critico militante; gli eccellenti risultati dei suoi studi comprovati dalla sua ricca bibliografia; la sua efficace presenza nel campo politico e istituzionale (è stato, tra l’altro, Presidente della Biennale, del Centro Sperimentale di Cinematografia, della Fipresci, del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani); le sue importanti iniziative realizzate come organizzatore culturale (a cominciare dalla Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro); l’altezza e la fecondità del suo magistero accademico. E potrei ricordare molto altro, a conferma di come e quanto Lino abbia saputo guadagnarsi un grande prestigio, anche internazionale. A questo proposito, tuttavia, può essere più esaustivo e più persuasivo il film di Francesco Miccichè. Un film che è, al contempo, un commosso e commovente omaggio alla figura paterna, il riepilogo delle principali tappe di una vita vissuta pienamente, un ritratto essenziale, umano e professionale, costruito, oltre che dai ricordi e dalle riflessioni filiali, dalle testimonianze di tante persone che hanno conosciuto bene, come intellettuale e come persona, Lino Miccichè. Un film che ci consente di affermare che Lino è tuttora con noi.
Bruno Torri


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