Lunghezze d’onda

Lunghezze d'onda

Étienne-Jules Marey registra la striscia di celluloide di 90mm che chiamerà La vague nel golfo di Napoli. È il 1891. Si serve di una macchina da presa di sua invenzione, brevettata l’anno prima. Cosa cerca Marey? Cerca forse di comprendere la struttura del moto ondoso, la sequenza temporale con cui questa si infrange rego- larmente sulle rocce del litorale. Vuole scomporre la bellezza di quel piccolo movimento e misurare il tempo che impiega a distendersi, srotolarsi, fino all’istante in cui sembra impennarsi arricciandosi, finendo per schian- tarsi creando vortici non visibili, subacquei.

Studiare le onde del mare. È un po’ quello che abbiamo fatto noi, con questo programma. Certificare diverse lunghezze d’onda. Da quelle imponenti che vediamo nel film di De Seta, accostate alla colata lavica dell’isola di Stromboli, a quelle che cullano il battello che ritorna sull’isola di Lisca Bianca, sul set de L’avventura (An- tonioni). E poi i tempi della marea e i tempi con cui questa viene ripresa nel turbinio di angolazioni di Fforest Bay II di Chris Welsby. Il moto ondoso e filmico di Vagues à Colliure (Jean-Michel Bouhours), tra collage e ani- mazione. Perché a scontrarsi non sono solo le correnti marine, ma anche i fotogrammi. E oltre al film di Bou- hours basterà seguire Voiliers et Coquelicots (Rose Lowder): un film di superfici, un pattern ornamentale composto da tulipani rossi e dal blu del mare (più l’effetto flicker). Per poi chiudere sintonizzandoci su un’al- tra lunghezza d’onda, quella di Michael Snow. Wavelength viene qui mostrato nella sua versione abregé, di- gitale, intitolata WVLNT. Ed è tutto un perdersi in un gioco di sovrimpressioni, strati di immagini, compressioni, onde cromatiche e sonore fino al finale: una fotografia di onde marine, appunto.
Insomma, per riassumere: onde marine e onde filmiche. Il tragitto dura poco meno di cinquanta minuti. Si ri- schierà il mal di mare?

Rinaldo Censi scrive, traduce e programma film. Ha scritto un libro su Yervant Gianikian e Angela Ricci Luc- chi (2013). L’ultimo si intitola Copie originali. Iperrealismi tra pittura e cinema (Johan & Levi, 2014). Per la Fon- dazione Cineteca di Bologna ha curato l’edizione italiana del dvd delle Histoire(s) du cinéma di Jean-Luc Godard (2010). Ha anche curato programmi su diversi filmmaker, tra questi: Charley Bowers, Jean Eustache, Pedro Costa, Peter Tscherkassky, Straub-Huillet, Peter Kubelka, Philippe Garrel, Karl Kels.

PROGRAMMA
- Etienne-Jules Marey, La vague (Francia, 1891, 20’’)
- Vittorio De Seta, Isole di fuoco (Italia, 1954, 10’)
- Michelangelo Antonioni, Ritorno a Lisca Bianca (Italia, 1983, 9’)
- Chris Welsby, Fforest Bay II (Regno Unito, 1973, 5’)
- Jean-Michel Bouhours, Vagues à Colliure (Francia, 1991, 6’)
- Rose Lowder, Voiliers et Coquelicots (Francia 2001, 2’)
- Michael Snow, WVLNT (Canada/Stati Uniti d’America, 2003, 15’)

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