NO – I GIORNI DELL’ARCOBALENO DI PABLO LARRAIN...PER L’AVANFESTIVAL , POI LA 49. MOSTRA DEL NUOVO CINEMA PRENDE IL VIA DOMANI, LUNEDI’ 25, IN TUTTE LE SUE SEZIONI PRINCIPALI

PESARO, 23 Giugno 2013 – Per l’Avanfestival di questa sera, nella splendida cornice di Piazza del Popolo, No – I giorni dell’arcobaleno di Pablo Larraìn anticipa la preziosa retrospettiva sul Nuovissimo cinema cileno. Da domani, lunedi’ 24, prende il via ufficialmente la 49. Mostra del nuovo cinema/Pesaro Film Festival in tutte le sue sezioni principali. Dal film di apertura in piazza – A Long and Happy Life di Boris Khlebnikov - al concorso Pesaro Nuovo Cinema, con sette lungometraggi di giovani registi provenienti da tutto il mondo. Il 27° evento speciale sul cinema italiano sarà invece dedicato alla “via” sperimentale del nostro cinema nel nuovo millennio, con circa quaranta lavori proposti. E ancora, continua lo sguardo sul cinema russo con l’animazione al femminile e non mancheranno proiezioni e eventi speciali, oltre all’immancabile spazio notturno di Round Midnight e un workshop, condotto quest’anno dal regista marchigiano Daniele Gaglianone.

Non poteva che essere un film cileno a fare da antipasto a una edizione che vedrà il paese sudamericano tra i suoi protagonisti assoluti, con la retrospettiva sul Nuovissimo cinema cileno, la personale dedicata al regista, sceneggiatore e montatore Sebastian Lelio e la presenza di un film cileno in Concorso, La chupilca del diablo di Ignacio Rodriguez.
E’ stato quindi scelto il più celebre tra i cineasti del Nuovissimo cinema cileno, Pablo Larraìn , le cui opere sono state distribuite in Italia e che per questo non è stato inserito nella retrospettiva, per traghettare il pubblico alla scoperta di opere inedite e di una cinematografia che nel nuovo millennio si è dimostrata tra le più attive e innovative del Sud America (e non solo), con la comparsa sulla scena di una nuova generazione di cineasti pronti a raccontare i cambiamenti di un paese che, a 25 anni dalla caduta di Pinochet, prosegue il suo processo di democratizzazione tra mille sfide sociali ed economiche.

L’Avanfestival ha rappresentato un’occasione per vedere (o ri-vedere) il bellissimo No – I giorni dell’arcobaleno, distribuito a maggio anche nelle sale italiane. Presentato in anteprima a Cannes nel 2012, dove è stato vincitore della Quinzaine des Réalisateurs e poi candidato all’Oscar come miglior film straniero nel 2013, l’opera di Larraìn è ambientata nel 1988, in un momento fondamentale per la democratizzazione del Paese, all’epoca del referendum popolare per il mantenimento della dittatura. Il regista si concentra sulla figura di un giovane pubblicitario di origine messicana, interpretato da Gael Garcia Bernal, che viene chiamato dal fronte del “No” per ideare una campagna mediatica che sfrutti i soli 15 minuti giornalieri che Pinochet ha concesso in tv ai suoi oppositori. La sua intuizione di non improntare la comunicazione solo sulle gravissime colpe del dittatore, ma su toni positivi e vitali, portatori di una speranza per il futuro, contribuirà in maniera decisiva alla vittoria del “No” al referendum. Larraìn dirige col solito stile apro ed asciutto che caratterizza anche le opere dei suoi connazionali coetanei, immergendo lo spettatore nel clima dell’epoca filmando con una telecamera degli anni ottanta. Il cinema del regista evita ogni spettacolarizzazione e proprio in questo modo riesce a penetrare ancora più a fondo negli umori e nelle emozioni dell’epoca, confezionando un’altra opera profondamente politica che affonda le sue radici nella memoria collettiva nazionale come già in Tony Manero e Post Mortem.

Larraìn è stato produttore degli ultimi due lavori di Sebastian Lelio, protagonista del Focus di questa edizione. La retrospettiva darà inoltre una panoramica il più possibile esaustiva del Nuovissimo cinema con la presentazione delle opere degli altri due co-fondatori del movimento Matías Bize e Fernando Lavanderos e dei lavori di altri promettenti registi giovani come Alejandro Fernandez Almendras, Andrés Wood, Cristián Jiménez, Sebastian Silvia (conosciuto in Italia per La nana. Affetti & Dispetti), Alicia Scherson, Fernando Guzzoni, Jose Luis Torres Leiva e, infine, un omaggio a uno dei più grandi documentaristi cileni, Patricio Guzmán. Nella speranza che, a fare compagnia a Pablo Larraìn nelle nostre sale, arrivino presto anche questi giovani registi.
Intanto alcuni distributori italiani sembrano aver riconosciuto la carica innovativa proveniente dal Cile, annunciando la distribuzione per l’inizio di luglio del nuovo lavoro di Alicia Scherson, Il futuro (adattamento di Un romanzetto lunpen di Roberto Bolaño) e di Violeta Parra Went to Heaven di Andrés Wood, presentato in anteprima alla Mostra.
Anche Gloria, ultima prova di Sebastian Lelio, film di chiusura della Mostra, sarà distribuito nel nostro paese, grazie a Lucky Red.
Chissà che anche questa volta Pesaro non faccia da apripista per la scoperta di un Nuovo Cinema in Italia.

Infine, tra gli eventi collaterali, si è inaugurato oggi – e proseguirà fino al primo luglio - l’ XXX FUORIFESTIVAL, una serie di spettacoli di video arte, sound art e performance multimediali. L’evento ideato e promosso da Claudia Ottaviani proporrà ogni sera, dalle 18 alle 23, una miriade di eventi ad ingresso libero che coinvolgeranno oltre 60 artisti per 49 location. Non mancheranno anche aperitivi e percorsi enogastronomici. L’evento inaugurale odierno si è svolto nel Giardino di Palazzo Ricci, con l’appuntamento di fotografia e musica proposto dal Centro “Macula” e a seguire, presso gli Orti Giuli, concerto “Bassline/SND”.


Da domani, lunedì 24 giugno, si entrerà nel vivo della 49. Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro: alle 15 al Teatro Sperimentale è prevista la proiezione dei primi lavori del 27. Evento Speciale, “Fuori Norma. La via sperimentale del cinema italiano” con Musical Fantasy Light di Danilo Torre, Miserere di Antonello Matarazzo, Lido di Marco Santi, Games IV di Silvia Di Domenico e Giulio Latini e Panorama_Roma degli Zimmerfrei e Articolazioni del collettivo Acqua-Micans Group. Seguirà alle 16.30 il primo film del Concorso Pesaro Nuovo Cinema, Halley di Sebastian Hoffman, parabola esistenziale di uno zombie pronto a ritirarsi dal mondo dei vivi. Alle 18.30 primo appuntamento anche con la sezione dedicata all’animazione russa in “rosa”, “Femminile plurale”, con l’omaggio a una delle maggiori esponenti contemporanee, Maria Murat, presente alle proiezioni delle sue opere La tormenta, Lui e lei, La fanciulla di neve e L’albero di Natale. A seguire esordirà anche la retrospettiva sul Nuovissimo cinema cileno con la presentazione di Play di Alicia Scherson, mentre alle 23 si concluderà il programma al Teatro Sperimentale con una nuova incursione nel cinema sperimentale italiano rappresentato da Helmut Doppel dei canecapovolto e dal documentario di Pietro Marcello, Il silenzio di Pelešjan.
Da non perdere infine il film di apertura della Mostra, presentato Fuori Concorso alle 21.45 in Piazza del Popolo per inaugurare anche il “Cinema in Piazza”, A long and happy life di Boris Khlebnikov, potente ritratto della Russia rurale e di un uomo catturato nelle maglie di un’amministrazione corrotta e brutale, per difendere la sua terra e i contadini che vi lavorano.
A chiudere la prima giornata di festival sarà lo spazio notturno dedicato al cinema sperimentale di round midnight, previsto a Palazzo Gradari dalle 00.15. con i tre nuovi progetti video del LEMS (Laboratorio Elettronico per la Musica Sperimentale) e, a seguire, un estratto di 30 minuti dal documentario Pesaro. La città si racconta di Giovanna Marcheggiani.

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