NOMI DA RICORDARE TRA ITALIA E CILE ALLA QUARTA GIORNATA DEL FESTIVAL : FERNANDO LAVANDEROS, MATÍAS BÌZE, ANDRÉS WOOD CON LA SUA VIOLETA PARRA, GIANLUIGI TOCCAFONDO, SIMONE MASSI, BASMATI, VIRGINIA ELEUTERI SERPIERI, DANIELA DE FELICE, DEBORA VRIZZI… E UNO DEI PADRI DEL CINEMA SPERIMENTALE ITALIANO, ALBERTO GRIFI.

PESARO, 27 Giugno 2013 – Nonostante il tempo non sia stato finora clemente con la 49. Edizione della Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro, finalmente ieri è stato possibile (ri)utilizzare la splendida Piazza del Popolo per la proiezione serale. Le indicazioni rimangono comunque quelle adottate nei giorni scorsi: in caso di pioggia la proiezione in Piazza si sposta al Cinema Astra (Via Rossini 82) e Round Midnight nei sotterranei di Palazzo Gradari.

Cile e Italia sono stati i protagonisti di questa quarta giornata di festival tra retrospettiva, evento speciale e concorso. La mattina è iniziata con il cileno Y las vacas vuelan (2004), primo lungometraggio di Fernando Lavanderos, insieme a Bize e Lelio uno dei fondatori del movimento. Proprio con Lelio ha girato tra il 2004 e il 2006 una serie di documentari per la tv, Mi mundo privato. Nel 2012 ha realizzato il suo secondo lungometraggio, Las cosas come son che ha vinto il concorso latino americano al festival di Mar de Plata. Giocato tutto sull’ambiguità tra finzione e cinema del reale, con una forte componente meta-cinematografica, la pellicola di Lavanderos racconta di un ragazzo danese che vuole girare un cortometraggio a Santiago. Quando conosce una donna, questa diventa la protagonista di un film dalla trama ambigua che procede man mano che i due si conoscono, mentre il protagonista, come in un gioco di specchi, viene a sua volta ripresa. Un esperimento interessante e appassionante, uno dei manifesti teorici del movimento.

Nel pomeriggio è stato invece proiettato l’ultimo film di Matías Bìze, già protagonista ieri con il suo esordio Sabado. La vida de los peces (2010) è stato presentato alle giornate degli Autori a Venezia ed è stato poi nominato miglior pellicola latino-americana dell’anno ai prestigiosi Goya Awards. Il film ha per protagonista Andrés, giornalista che vive da anni a Berlino, tornato in Cile per una vacanza. Ambientato durante una festa a casa di amici, si scopre man mano il segreto che lega il gruppo e che ha contribuito alla partenza di Andrés. Alla festa poi il protagonista rincontra anche Beatriz, un suo vecchio amore, e i due cominciano a discutere e riavvicinarsi. Il film di Bize è il ritratto di una generazione, quella dei trentenni, disillusa ma nostalgica, esplorata attraverso i tanti incontri del protagonista, seguito quasi in tempo reale dal regista.

In serata è stato poi presentato anche l’atteso Violeta se fe a los cielos / Violeta Parra Went to Heaven (2011) di Andrés Wood, in uscita anche nelle sale italiane dal 4 luglio. Wood è uno dei pochissimi registi della nuova generazione cilena ad aver avuto una distribuzione italiana, con il suo bellissimo Machuca (2004), presentato alla Quinzaine des Réalisateurs a Cannes, uno dei film più rappresentativi sul colpo di stato del 1973. Con Violeta, suo ultimo film, ha anche vinto il premio della giuria al Sundence nel 2012. Violeta Parra è una delle cantanti più famose del Sud America ed è tutt’ora amatissima in Cile: una donna impegnata politicamente che ha cantato con emozione e rabbia, diventando la madre del folk latino-americano per poi moire suicida alla soglia dei cinquant’anni. Il film di Wood ne ripercorre con partecipazione e rispetto la vita e le opere, facendo emergere la complessa personalità dell’artista e le battaglie contro i propri demoni interiori.

La giornata è stata ricca anche per l’evento speciale sul cinema italiano “Fuori Norma” con i corti e un lungometraggio. In mattinata si è svolto l’ultimo programma di cortometraggi della sezione, nel quale l’animazione ha avuto un ruolo di primo piano, con la presentazione dei lavori di alcuni dei più importanti animatori sperimentali italiani, rappresentanti di tecniche molto diverse tra loro. Gianluigi Toccafondo è uno dei più importanti animatori italiani e presenta a Pesaro La Piccola Russia (2004), un lavoro intimista e autobiografico, ma anche un ambizioso “kolossal” dell’animazione che ha richiesto tre anni di lavoro, usando una tecnica particolarissima che consiste nel girare un video con attori in carne e ossa, ridisegnarlo e poi ri-fotografarlo. Animazione è anche quella de La memoria dei cani (2006) di Simone Massi, protagonista di una personale lo scorso anno, in uno degli esiti più alti della sua tecnica di disegno a mano, muto, in bianco e nero con il suo caratteristico piano sequenza nel quale uomini e paesaggi nascono e si dissolvono l’uno nell’altro. ContrappassoUno (2006) è invece un lavoro degli animatori marchigiani Matteo Giacchella e Massimo “Niba” Barbini realizzato in stopmotion, la tecnica resa celebre da Tim Burton, che è anche una fantasiosa rielaborazione postmoderna del mito di Frankenstein, dove invece del classico “mostro” a prendere vita sono gli oggetti di uno scantinato che vanno a comporre una fantasmagoria dal sapore dadaista. Rappresentanti dell’animazione con tecniche digitali sono invece il collettivo bolognese Basmati (Audrey Coianiz e Saul Saguatti), i quali si dedicano alla creazione di immagini sperimentali attraverso l’uso di tecniche d’animazione interdisciplinari. Il loro Corpus No.Body (2010) è uno studio dell’immagine e del movimento del corpo umano realizzato a passo uno e di grande fascino. Anche Virginia Eleuteri Serpieri utilizza tecniche d’animazione digitali per Home (2007), secondo capitolo di una trilogia sulla memoria di matrice autobiografica, un lavoro che mescola creativamente fotografia, disegni, video e animazioni. I rimanenti lavori del programma esulano invece dall’animazione e sono stati Libronero (2008) della regista e montatrice Daniela de Felice che ripercorre il ventennio fascista in maniera personale, attraverso il ritratto di suo nonno, iscritto al partito, e dell’infelice vita della nonna. In Unhappy Ending (2007) la regista e interprete Debora Vrizzi impersona otto personaggi femminili nel momento della loro morte, quando prendono consapevolezza del loro vissuto e di cosa verrà dopo, attraverso un dialogo interiore. A chiudere il programma è stato una intervista-omaggio a uno dei padri del cinema sperimentale italiano, Alberto Grifi. In viaggio verso Alberto Grifi (2013) dei canecapovolto - dei quali era già stato presentato Helmut Doppel: Alfa e rectum - è l’appassionante montaggio di un’intervista ad Alberto Grifi, realizzata nel 2006 e condotta da Roberto Silvestri, dove Grifi ripercorre tutti i temi principali della sua opera.

L’appuntamento notturno di Round Midnight ha visto invece protagonista il Festival Internazionale Signes de Nuit, uno dei più importanti festival di cinema sperimentale d’Europa con la presentazione di tre dei lavori più rappresentativi delle ultime edizioni a cominciare da Nous serons l’huile / We will become oil del rumeno Mihai Grecu, visione apocalittica e grottesca sulla fine della storia dell’uomo, da Singapore Le nuage de l’inconnu / The Cloud of Unknowing di Tzu Nyen Ho e Chimères / Quimeras di Ragnar Chacin, nel quale una musa, nuda, passeggia fiera in una città fantasma.

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Il programma di domani, venerdì 28 giugno, si apre alle 10 al Teatro Sperimentale con la proiezione speciale di Un jour avec Andrée di Mauro Santini. Alle 11 l’evento “Fuori Norma” con Echi di pietra di Sara Pozzoli e a seguire Cock Crow dei ZAPRUDER. Sempre alle 11, a Palazzo Gradari, si terrà la tavola rotonda sul Nuovissimo cinema cileno, alla presenza di tutti i registi, produttori e attori cileni presenti a Pesaro in questi giorni. Alle 15 ancora Italia sperimentale con Vedozero di Andrea Caccia, mentre alle 16 si torna in Cile con Huacho di Alejandro Fernandez Almendras. Alle 18.15 proiezione speciale di Sovrumanisilenzi di Laura Facchin, Matteo Botrugno e Daniele Coluccini a cui seguirà Beket di Davide Manuli per “Fuori Norma”. Alle 21 Carne de perro di Fernando Guzzoni per la retrospettiva cilena, mentre la giornata al Teatro Sperimentale si conclude alle 22.30 con il lungometraggio sperimentale italiano In amabile azzurro di Felice D’Agostino e Arturo Levorato.
Per il “Cinema in piazza” alle 21.45 è prevista la proiezione del film in concorso Non lo so ancora alla presenza della regista Fabiana Sargentini e degli interpreti Donatella Finocchiaro e Giulio Brogi. Prima però verrà proiettato il cortometraggio di Annarita Zambrano, Ophelia.
L’appuntamento con Round Midnight a Palazzo Gradari prevede invece a partire dalle 00.15 un omaggio al video-artista e autore di videoclip musicali Francesco Lettieri.

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