26 giugno: Carlo Lizzani in Piazza con Giuliana De Sio e Antonella Fattori, la Russia d’autore e quella dissidente del Cine Fantom, Tilda Swinton in bici lungo il muro di Berlino e i libri di Micciché e su Virzì

26 giugno: Carlo Lizzani in Piazza con Giuliana De Sio e Antonella Fattori, la Russia d'autore e quella dissidente del Cine Fantom, Tilda Swinton in bici lungo il muro di Berlino e i libri di Micciché e su Virzì

CINEMA IN PIAZZA / Serata dedicata a Carlo Lizzani con Cattiva e La vita agra alla presenza del regista,
di Giuliana De Sio e Antonella Fattori

CINEMA RUSSO CONTEMPORANEO / Il “realismo femminile” di Larisa Sadilova, la trottola impazzita di un difficile rapporto madre-figlia in Wolfy e le opere del movimento dissidente Cine Fantom

24. EVENTO SPECIALE / Sguardo su De Santis e Rossellini
e poi Celluloide, Kleinhoff Hotel e Un fiume di dollari

BANDE A PART / Tilda Swinton in bicicletta prima e dopo il muro di Berlino nei due film di Cynthia Beatt

LIBRI IN MOSTRA / Il cinema italiano visto da Lino Micciché in “Patrie visioni” e “My Name is Virzì”, storia semiseria dell’autore di Tutta la vita davanti

Pesaro, 26 giugno – Arrivato a Pesaro il 25 giugno, Carlo Lizzani è il grande protagonista di questa giornata. Non solo al Cinema Astra, dove prosegue la ricchissima retrospettiva che approfondisce la sua filmografia, ma anche in Piazza del Popolo, dove il cineasta presenta Cattiva del 1991, insieme alla sua protagonista Giuliana De Sio e a seguire La vita agra, satira sociale su un intellettuale di provincia che, infuocato contro il sistema che lo ha reso disoccupato, parte per Milano con intenzioni rivoluzionarie e poi si ritrova rapidamente risucchiato dalle lusinghe della società del benessere. Protagonista un indimenticabile Ugo Tognazzi, che quest’anno sarà omaggiato dal Festival di Roma.
Il fitto programma del Cinema Astra prevede invece le proiezioni, a partire dalle 9.15, di Giuseppe De Santis, Roberto Rossellini, Celluloide, Viaggio in corso nel cinema di Lizzani (di Francesca Del Sette), Kleinhoff Hotel, Maria José, l’ultima regina (seconda parte) e, alle 23, Un fiume di dollari.

E mentre i giurati Ksenia Rappoport, Marco Risi ed Enrico Magrelli decidono le sorti del concorso Pesaro Nuovo Cinema, il cui vincitore sarà annunciato domenica 27 in Piazza durante la cerimonia di chiusura, il Cinema Russo Contemporaneo svela un esempio di “realismo femminile” con With Love, Lilly di Larisa Sadilova - storia di un’ingenua ragazza di campagna in cerca dell’amore – e un complicato rapporto tra madre e figlia in Wolfy di Vasili Sigarev, pellicola proposta nell’ambito dell’Omaggio Koktebel. Protagoniste del film sono una madre e una figlia senza nome, costantemente in fuga e in conflitto. Una corsa senza fine, piena di errori e simile alla rotazione impazzita di una trottola (“volchok” in russo), l’unico giocattolo che la figlia abbia mai avuto e l’unica cosa che la leghi alla madre. Un giorno, però, la corsa avrà fine. “Spero che la storia dica al pubblico qualcosa di nuovo sull’amore e sulla sua assenza, sul Male e sull’anima stessa”, ha commentato il regista Vasili Sigarev. Terzo film della retrospettiva russa è The Railway di Aleksey Fedorchenko, racconto di un viaggio surreale intrapreso da un ragazzo con il padre e due suoi amici su una vecchia locomotiva sovietica, carica di carbone rubato che intendono vendere nel percorso attraverso le lande sterminate della Russia più profonda.
Grande spazio, poi, alle opere del movimento cinematografico Cine Fantom – in programma al Teatro Sperimentale alle 15 e alle 23.15 – nato a Mosca nel 1986 (ancora all’alba della Perestrojka), come una sorta di samizdat non per la carta ma per lo schermo che dava voce, e immagini, al dissenso di artisti e filmmaker che cercavano strade espressive fuori dai canoni del cinema ufficiale sovietico. La selezione di Cine Fantom – a cura del critico Olaf Möller - è totalmente inedita per l’Italia, e arriva a Pesaro per anticipare le celebrazioni del 25° anniversario della nascita del movimento.

Per la sezione Bande à Part la grande protagonista sullo schermo del Teatro Sperimentale è Tilda Swinton, che in Cycling the Frame e The Invisible Frame, ci accompagna in due viaggi in bicicletta – fatti a distanza di circa 20 anni l’uno dall’altro - lungo i territori poco conosciuti che costeggiano quello che era il muro di Berlino. Con la regista Cynthia Beatt in sala per introdurre i due lavori, girati rispettivamente nel 1988 e 2009 ma proiettati in ordine non cronologico con l’intento di far vivere allo spettatore un intenso viaggio nel passato.

Il Teatro Sperimentale ospita poi la presentazione di due volumi: “Patrie visioni” di Lino Micciché – edito dalla Mostra del Cinema con Marsilio e in collaborazione il Sindacato Nazionale dei Critici Cinematografici e la Settimana della Critica di Venezia – e “My Name is Virzì” di Gabriele Acerbo e Alessio Accardo, pubblicato da Le Mani. Curato da Bruno Torri e Giorgio Tinazzi, “Patrie visioni” raccoglie i saggi che Micciché, fondatore e a lungo direttore della Mostra, ha dedicato al cinema italiano, mentre “My Name is Virzì” è la storia semiseria del creatore di Ovosodo, Caterina va in città, Tutta la vita davanti, La prima cosa bella, raccontata da lui stesso e da trenta testimoni d’eccezione: dalla madre Franca a Sabrina Ferilli, e poi Massimo Ghini, Laura Morante, Claudia Pandolfi, Edoardo Gabbriellini, Valerio Mastandrea, Monica Bellucci, Furio Scarpelli, fino alla moglie Micaela Ramazzotti. Un viaggio pieno di sorprese sulle tracce di un uomo che conosce l’arte di far ridere e commuovere. La presentazione del volume è a cura di Paolo D’Agostini.

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