27 giugno: A convegno su Lizzani; "Budrus", il film che abbatte il muro, la Russia che chiude in bellezza, la cerimonia di premiazione

27 giugno: A convegno su Lizzani; "Budrus", il film che abbatte il muro, la Russia che chiude in bellezza, la cerimonia di premiazione

24. EVENTO SPECIALE / L’attesa tavola rotonda su Carlo Lizzani e le due anteprime assolute del festival - L’impronta delle mani di Carlo Lizzani e Giuliana De Sio per la “Walk of Fame” della Mostra

CINEMA IN PIAZZA / La cerimonia di chiusura e
How I Ended this Summer, fresco reduce dal successo berlinese
Il calco delle mani di Marco Risi e Ksenia Rappoport

BANDE A PART / Israeliani e palestinesi abbattono simbolicamente
il muro che li divide nel film-caso Budrus

CINEMA RUSSO CONTEMPORANEO / Gli ultimi titoli della retrospettiva,
con la “divina” Renata Litvinova e la routine della provincia russa

L’omaggio a Gianni Amico con Tropici e il collegamento telefonico con Bernardo Bertolucci

Pesaro, 27 giugno – Domenica 27 giugno, la retrospettiva sull’Evento Speciale italiano, quest’anno dedicato a Carlo Lizzani, si chiude in grande stile con una tavola rotonda in cui il foltissimo parterre di relatori tira le fila dell’approfondimento teorico che la Mostra ha offerto quest’anno sull’opera del cineasta. Dopo la serata di sabato in Piazza, di cui Carlo Lizzani è stato protagonista con due suoi film (Cattiva e La vita agra) e due sue attrici (Giuliana De Sio e Antonella Fattori) l’appuntamento è alle ore 10 al Cinema Astra di Pesaro dove tra i relatori, accanto a Carlo Lizzani e ai moderatori Bruno Torri e Vito Zagarrio, prenderanno posto Giuliana De Sio, Antonella Fattori, Millicent Marcus, Enrico Magrelli, Vittorio Giacci, mentre dalla sala intervengono alcuni degli studiosi che hanno analizzato il cinema di Lizzani nel volume edito per l’occasione: Ennio Bispuri, Pasquale Iaccio, Anton Giulio Mancino, Marco Bertozzi, Paolo Minuto, Pierpaolo De Sanctis, Christian Uva, Simone Starace, Silvio Grasselli. Al Cinema Astra, alle 9.45 Carlo Lizzani e Giuliana De Sio lasceranno l’impronta delle loro mani per l’ormai tradizionale “Walk of Fame” della Mostra di Pesaro.

Intanto si conclude la programmazione della retrospettiva con Lo svitato, Maria José, l’ultima regina, Carlo Lizzani, diario italiano (di Donatella Baglivo) e due film che la Mostra presenta in anteprima assoluta: la pellicola di montaggio di Carlo Lizzani Il mio Novecento (una versione work-in-progress di 180 minuti), prodotto dalla Act Multimedia firmato dallo stesso regista e curato da Vittorio Giacci e Vito Zagarrio, e la videointervista Il cineasta multitasking. Carlo Lizzani, cinema e altro di Vito Zagarrio in cui il regista racconta (la sua storia e il suo cinema) e si racconta.

Nella giornata di chiusura, in attesa della Cerimonia di premiazione alle 21.45, alcune variazioni di programma portano in Piazza del Popolo How I Ended this Summer, il film di Aleksey Popogrebsky che ha trionfato all’ultima Berlinale con l’Orso d’Argento per la coppia di attori protagonisti e quello per la direzione della fotografia. Programmata inizialmente per lunedì 21 giugno, la pellicola verrà proiettata subito dopo la cerimonia di chiusura, nel corso della quale verrà annunciato il film vincitore del Concorso Pesaro Nuovo Cinema 2010 –decretato dalla giuria composta da Ksenia Rappoport, Marco Risi ed Enrico Magrelli – e quelli dell’ormai consolidato Premio Amnesty, del Premio Cinema Giovane e del concorso video L’attimo fuggente. Durante la cerimonia i giurati Marco Risi e Ksenia Rappoport faranno il calco delle mani da lasciare in eredità alla Mostra del Cinema, che conserva quello di personaggi come Marco Bellocchio, Kim Rossi Stuart, Dario Argento, Franco Battiato e Cristina Comencini.

A vent’anni dalla sua scomparsa, la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro rende omaggio alla figura di Gianni Amico, intellettuale, cineasta, produttore, organizzatore di eventi musicali e cinematografici, tra cui lo stesso Festival di Pesaro, al cui comitato di selezione Amico partecipò nelle prime edizioni. Erano gli anni Sessanta, l’epoca d’oro del cinema italiano, un periodo di grande fermento artistico in cui Bernardo Bertolucci dirigeva i suoi primi lungometraggi. Tra di essi Prima della rivoluzione, che ha sceneggiato proprio in coppia con Gianni Amico, la persona con cui più di tutte, allora, condivideva il percorso artistico. Il maestro Bernardo Bertolucci non potrà purtroppo essere a Pesaro per ritirare il premio che la Mostra gli ha dedicato e per rievocare gli anni d’oro in cui il festival pesarese era allo stato nascente e il cinema italiano faceva scuola nel mondo, ma dialogherà ugualmente con il pubblico del festival attraverso un collegamento telefonico in programma alle 17 al Teatro Sperimentale, prima della proiezione di Tropici. Il film, presentato nell’ambito dell’Omaggio a Gianni Amico e Bernardo Bertolucci, è ambientato nel Nordeste brasiliano, territorio poverissimo e segnato da una rovinosa siccità, dove una famiglia di salariati agricoli emigra verso San Paolo, inseguendo il miraggio di una vita migliore nella grande città. Esordio di Gianni Amico, Tropici è la cronaca di un viaggio e, insieme, uno studio sulla difficile situazione sociale del Brasile, studio che qui passa attraverso un omaggio al cinema di questa terra, profondamente amata dal regista. Nello sguardo limpido con cui Tropici racconta la realtà brasiliana si fondono perfettamente finzione e documentario, il sapore del cinema novo e la lezione rosselliniana.

Spostata al Teatro Sperimentale alle 18.30 la proiezione di Budrus, l’atteso ultimo film della sezione non competitiva Bande à Part. Il documentario di Julia Bacha, presentato con successo al Sundance, al London International Film Festival e a Dubai, evoca l’emozionante storia di Ayed Morrar, il leader della comunità locale del villaggio che dà il titolo al film, che ha compiuto il miracolo di mettere insieme israeliani e palestinesi di tutte le fazioni nella missione di salvare la cittadina dalla devastazione che sarebbe derivata dalla costruzione della Barriera di Separazione Israeliana.

Il Cinema Russo Contemporaneo chiude la sua retrospettiva con The Goddess, debutto alla regia della star del cinema russo Renata Litvinova, e Once Upon a Time in the Provinces, che l’autrice Katya Shagalova presenta al pubblico al Teatro Sperimentale alle 15.00. Il primo racconta di Faina, una donna detective che non rinuncia mai all’alcool e ai tacchi a spillo che si è messa da tempo sulle tracce di una ragazza scomparsa. Sebbene persino i genitori della ragazza abbiano perso ogni speranza, Faina rifiuta di crederla morta e sente che la soluzione è a portata di mano, quando i confini tra realtà e fantasia si fanno sempre più incerti. Il secondo è ambientato invece nella routine di una sonnacchiosa cittadina di provincia che viene improvvisamente turbata dall’arrivo di Nastya, stella delle soap opera.

Dalle ore 11.00 al Teatro Sperimentale, infine, si presentano i video del Concorso L’attimo fuggente e quello – intitolato L’altro – dell’Accademia di Belle Arti di Urbino.

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