PER UNA RINASCITA DELLA PELLICOLA E DEL CINEMA IN SUPER8

Pesaro, 21 giugno. Come ha più volte sottolineato il neo-direttore Pedro Armocida, l’edizione 50+1 della Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro parte da un ripensamento degli spazi per costruire il programma. Così, se la sala piccola dello Sperimentale, oggi Sala Pasolini, negli anni ’90 ha ospitato l’apertura della Mostra al video (analogico e digitale) e alle nuove tecnologie, prima che diventassero prevalenti, in questa edizione viene dedicata una parte della programmazione di questa piccola ma attrezzata sala alla rinascita della pellicola e del cinema in Super8 in un programma speciale a cura di Karianne Fiorini e Gianmarco Torri (come anche alla proiezione di film sperimentali in 16mm in un evento speciale curato da Federico Rossin). Il Super8 è oggi di nuovo utilizzato, soprattutto in ambito artistico, non solo come formato di ripresa ma anche per proiezioni in pellicola che altrimenti si stanno perdendo. In giro per l’Europa rinascono collettivi di produzione, sviluppo, distribuzione di film in Super8 che vengono spesso mostrati in proiezioni-performance dal vivo, in cui il rapporto con la tecnologia è parte integrante e visibile del processo cinematografico.

La Sala Pasolini si presta perfettamente sia per dimensioni che per caratteristiche, a proiezioni fatte dal vivo con un proiettore in mezzo al pubblico, in uno spazio raccolto e intimo. Alcune idee centrali dalle quali si è partiti nel comporre il programma sono infatti l’attenzione per il gesto del filmare: il Super8, forse più di ogni altro formato, si presta a una sorta di acutezza dello sguardo. Altra idea centrale è quella dell’atto performativo del mostrare i propri film. I cineasti qui coinvolti sono soliti proiettare autonomamente le loro opere, con un semplice proiettore, in qualunque spazio, in mezzo al pubblico e con il pubblico, e così faranno a Pesaro, instaurando un dialogo continuo durante e intorno alle proiezioni.

Il programma – che si svolgerà sempre alle 18 in Sala Pasolini - si apre lunedì 22 giugno con Philippe Cote, cineasta francese dalla sguardo sensibile e radicale su genti e paesaggi, presenterà i suoi diari e documentari di viaggio tra l’Europa e gli Stati Uniti (Bretagna, New York e confine con il Canada), film poetici e contemplativi che invitano a un’avventura dello sguardo. Martedì 23 sarà la volta dell’olandese Jaap Pieters, attivo dalla fine degli anni ’80 e noto come l’"occhio di Amsterdam", il quale proietterà i suoi film, dai quali emerge un’umanità fragile che vive l’alienazione degli spazi urbani, come pure l’attenzione a oggetti e dettagli della quotidianità che trascendono in astrazione. Mercoledì 24 gli italiani Livio Colombo e Giulia Vallicelli, impegnati da anni in workshop e laboratori sul Super8, presenteranno i loro film in una proiezione particolarmente performativa, con diversi proiettori in contemporanea e due musicisti dal vivo, Beppe Sordi e Patrizia Oliva. Infine, giovedì 25 e venerdì 26 giugno due programmi della cineasta tedesca Helga Fanderl, attiva dagli anni ’80, che realizza brevi e sorprendenti film poetici spesso accostati alla forma degli Haiku giapponesi. In pochi minuti restituisce l’essenza di un gesto, un luogo, un momento, un incontro. Cinepresa a mano e montaggio in camera gli elementi costitutivi del suo cinema dell’immediatezza e intensità emozionale.

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