Presentazioni: "Vietato sognare" di Barbara Cupisti, "Pose in movimento" e "Close Up"

A PALAZZO GRADARI PRESENTATI IL LIBRO
“POSE IN MOVIMENTO”, IL FILM “VIETATO SOGNARE”
E IL NUMERO DELLA RIVISTA “CLOSE UP” SUL POSTMODERNO

Pesaro, 26 giugno. Calendario ricco di appuntamenti oggi a Palazzo Gradari. Poco dopo mezzogiorno è stato presentato il libro Pose in movimento di Bruno di Marino, edito da Bollati Boringhieri per la collana “Nuova Cultura”.
Il testo rappresenta un’accurata e sistematica analisi sul complesso e articolato rapporto che si instaura tra la fotografia, il fotogramma e il film, nonché sull’interferenza tra immagine fissa e immagine in movimento. Per svolgere questa analisi non si è voluto seguire una linea prettamente teorica ma, al contrario, si è scelto di partire proprio dalle opere (film e fotografie) e dagli autori (tra gli altri Stanley Kubrick, Wim Wenders e Paolo Gioli), per arrivare quindi a formulare conclusioni generali.
Nel corso della presentazione - a cui hanno partecipato anche Adriano Aprà, Daniele Fragapane e Paolo Gioli -, Bruno Di Marino, storico di cinema, professore, organizzatore di festival, curatore di retrospettive ed anche già autore di saggi e volumi tradotti in vari Paesi del mondo, ha voluto sottolineare “l’importanza per l’editoria italiana di abbandonare il tradizionale approccio monografico a favore di uno più tematico, al fine di dare spazio anche a progetti letterari non convenzionali”.
Hanno fatto seguito l’incontro con Barbara Cupisti, regista del documentario Vietato sognare, proiettato ieri pomeriggio al Teatro Sperimentale per la sezione Bande à Part, ed infine la presentazione del numero 24-25 di Close Up, dal titolo Dal Post-moderno al post-cinema.
Oltre a Giovanni Spagnoletti, direttore della rivista, sono intervenuti Simone Arcagni e Simone Ghelli, che hanno collaborato alla realizzazione dell’opera e che hanno così descritto il progetto: “Si tratta di un volume monografico che volge lo sguardo a 360 gradi al cinema contemporaneo, per capire a che punto ci troviamo, se sia ancora il caso di parlare di cinema post-moderno e soprattutto quali siano le nuove tendenze, le direzioni e gli sviluppo della settima arte alla luce delle ultime tecnologie”.
Il volume contiene un saggio inedito di Laurent Jullier sul rapporto tra post-moderno e digitale, un’intervista a David Rodowick e la relazione di un incontro con Laura Mulvey.

 

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