REPERTI E MEMORIE

20 giugno 2019 alle ore 21:00 Galleria Ca' Pesaro
22 giugno 2019 alle ore 16:30 Galleria Ca' Pesaro
REPERTI E MEMORIE

ANDREA LIBERATI
Senza titolo (Morsure)
(2017/2019)

Il progetto Senza titolo (morsure) nasce nel dicembre 2017 sulle piattaforme social in sostituzione al normale tipo di comunicazione corrente di tipo testuale e per immagini. L’intenzione era di selezionare e conservare frammenti di quotidianità attraverso il video.
Ho continuato per mesi a riprendere quotidianamente video-appunti sul mio iphone, come su un taccuino, senza un precisa intenzionalità ma predisposto alla fascinazione.
Questo processo mi porta a assommare decine di riprese di natura eterogenea fino a costituire un archivio che poi monto, sempre utilizzando l’applicazione del cellulare, in filmati di breve durata che ciclicamente pubblico sul mio profilo facebook. Tutte le riprese restano archiviate sul mio iphone fino alla data di pubblicazione e in seguito definitivamente cancellate.

MATTEO ARCAMONE E FRANCESCO MATTEO CECCARELLI
In mezzo a qui (A.K.A. Girando Chuva Obliqua (2019, 180’+200’)
Chuva Obliqua (2018, 75’)

Cose.
Tutte le cose sono la stessa cosa.
Io e te che stiamo a guardare tutte queste cose, passare.

TIZIANO DORIA E SAMIRA GUADAGNUOLO
Canti neri
(2019, installazione, loop)

Rievocazione poetica di una memoria personale e collettiva, canti neri seziona, decompone, frammenta, distilla per poi ricreare daccapo - in un tempo che batte ripetuto, lento e circolare – il sogno di un’infanzia ancestrale e pastori nomadi e boscaglie intricate e guerre e incursioni, e nell’invasamento del suo guardare, si domanda il senso e la natura del suo stesso osservare.

Canti Neri scaturisce dall’analisi di un archivio privato e familiare, di nostra proprietà, di cui abbiamo selezionato alcuni fotogrammi traslandoli dal S8mm al 16mm.
Le pellicole originali sono state accostate in maniera nuova, ponendo l’attenzione su particolari sfuggiti all’operatore, soffermandosi sul periferico dell’immagine, estrapolando dei dettagli, dissolvendo lo scorrere delle azioni e reiterandole in secondi molto dilatati.

E non si tratta qui solo di richiamare una memoria privata, ma anche e soprattutto una memoria sociale e collettiva legata alla storia coloniale del nostro paese: ciechi tentativi di conquista e repressione, cronache di guerra, fallimenti reiterati e insabbiati in una realtà complessa e imponderabile, lontana e profondamente diversa, emblema della difficoltà di discernere e capire, dove, anche i più recenti ideali di liberazione, sono nati, sono stati traditi e poi corrotti.

Eppure, infine, una memoria ricca, che trasforma e diventa possibilità, redenzione, infanzia allegorica, pozzo immaginifico e poetico.


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