Ritorno alle radici nella Thailandia di IN APRIL THE FOLLOWING YEAR, THERE WAS A FIRE

Ritorno alle radici nella Thailandia di IN APRIL THE FOLLOWING YEAR, THERE WAS A FIRE

Pesaro, 26 giugno 2012 – La cinematografia thailandese ha conquistato negli ultimi anni sempre più spazio nel Vecchio Continente, come testimonia la Palma d’Oro nel 2010 a Lo Zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti di Apichatpong Weerasethakul o il crescente successo degli action e degli horror autoctoni. Anche la Mostra di Pesaro ha scoperto la Thailandia, presentando in competizione lo scorso anno Eternity (Tee Rak) di Sivaroj Kongsakul. Per il secondo anno di fila, a testimonianza di un interesse crescente verso il cinema di questo Paese, troviamo in Concorso un film thai che si pone sulla stessa lunghezza d’onda delle pellicole prima elencate e lo fa in un gioco metacinematografico, sicuramente spiazzante, ma perfettamente controllato.

In April the Following Year, There Was a Fire di Wichanon Somumjarn, racconta infatti la storia di un giovane, Nhum, che lascia Bangkok per tornare nel rurale paesino d’origine in occasione di un matrimonio. Rincontra così i vecchi amici e una vecchia fiamma con la quale sembra riallacciare i rapporti. A questo punto, però, le interviste al fratello e al padre del regista, svelano la matrice autobiografica della storia che da qui in poi mescola senza soluzione di continuità documentario e finzione, passato e presente, realtà e immaginazione. Un’opera che riesce ad essere al tempo stesso un’intima auto-analisi e un ritratto della società thailandese a tutto tondo.

Il gioco metacinematografico e metanarrativo è memore sicuramente della lezione della Nouvelle Vague, ma lo stile visivo è pienamente autoctono: lunghi piani sequenza statici e inquadrature contemplative dei paesaggi della Thailandia rurale si contrappongono a quelle dell’alienante metropoli dalla quale il protagonista fugge, costantemente “pedinato” dalla macchina da presa. L’esordiente Somumjarn (dopo alcuni cortometraggi, questa è la sua opera prima) cita apertamente “Lo Zio Boonmee” e si dimostra perfettamente consapevole della natura della propria opera e sicuro delle proprie capacità, come dimostra la scena nella quale il protagonista assiste alle riprese di un film intitolato, guardacaso, In April the Following Year, There Was a Fire e alla sua domanda “dove potrò vederlo?”, gli viene risposto: “nei festival di cinema internazionali”...benvenuto a Pesaro!

Post correlati

In questa sezione

FACEBOOK

TWITTER

Ultime News

Comunicati stampa

Rimaniamo in contatto

Resta aggiornato su tutte le iniziative del Pesaro Film Festival

SPONSOR

)