SI RIPARTE SOTTO IL SEGNO DEL NUOVO CINEMA

MOSTRA DEL NUOVO CINEMA a PESARO
Palazzo Gradari, Via Rossini 30
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Ufficio Stampa: 072130532; Capo Ufficio Stampa: 072133494; Direzione: 0721371290

[La Mostra Internazionale del Nuovo Cinema compie 50 anni e riparte dalla direzione artistica di Pedro Armocida per declinare in modo diverso la storica locuzione “nuovo cinema”, legandola alle forme più giovani ed innovative del linguaggio cinematografico contemporaneo. Per farlo, la Mostra, che si svolgerà dal 20 al 27 giugno a Pesaro, moltiplica i suoi spazi, aggiungendo a quelli canonici anche una nuova sala nel Teatro Sperimentale intitolata a Pasolini e sfruttando il Centro Arti Visive Pescheria come luogo di incontri culturali e mostre. Il nuovo approccio di questa edizione 50+1 è ben rappresentato dall’Evento Speciale, come sempre dedicato al cinema italiano, quest’anno intitolato Esordi italiani. Gli anni Dieci al cinema che riunisce le venti opere prime italiane più interessanti prodotte dal 2010 a oggi, tra commedie, ibridazioni documentaristiche della fiction e opere di attori passati dietro la macchina da presa. A completare questo articolato programma si aggiungono una preziosa pubblicazione e una tavola rotonda per fare il punto sulle ultime tendenze del cinema italiano. Mantiene inalterata la sua formula il Concorso Pesaro Nuovo Cinema che mette in competizione sei film di giovani autori emergenti provenienti da tutte le parti del globo. Forte quest’anno è la presenza di storie incentrate sull’universo femminile come l’argentino La mujer de los perros di Laura Citarella e Verónica Llinás, il cileno La madre del cordero di Enrique Farías e Rosario Espinosa, l’iraniano A Minor Leap Down di Hamed Rajabi e Petting Zoo di Micah Magee dagli Stati Uniti. L’Europa è rappresentata dal francese Un jeune poéte di Daniel Manivel e dall’italiano Terra di Marco De Angelis e Antonio Di Trapani. Per la prima volta a decretare il vincitore sarà una giuria, presieduta da Francesca Neri, composta da studenti provenienti dalle università e dalle scuole di cinema. Si preannuncia più ricco che mai anche il Cinema in Piazza, con il quale la Mostra avvicina il cinema di qualità al grande pubblico grazie alle proiezioni in Piazza del Popolo. Imperdibile il film di apertura, Lo squalo di Steven Spielberg che compie quarant’anni e sarà presentato in versione originale. Non da meno le altre serate con gli ultimi lavori di Krzysztof Zanussi (film girato in parte ad Ancona e sul Conero) e Paul Vecchiali, protagonisti anche di incontri col pubblico, e l’anteprima internazionale di La nostra quarantena, l’ultimo film di Peter Marcias. La personale di quest’anno è invece dedicata al poliedrico artista turco Tayfun Pirselimoğlu, regista, pittore e scrittore che nei suoi film ha raccontato con sguardo antropologico e realistico le realtà periferiche del suo paese sin dall’esordio nel 2001 fino al più recente I’m not him, premiato anche a Roma. A corredo, anche una mostra con le sue incisioni. Nuovo cinema però non vuol dire per forza nuove tecnologie, ecco allora un’originale programma dedicato a cinque autori che continuano, ostinatamente, a filmare le loro opere in Super 8. I loro lavori – corti e mediometraggi – donano una nuova e innovativa chiave di lettura a un mezzo espressivo considerato superato. Lo sguardo al passato, invece, è stato suggerito dall’anniversario della scomparsa di Pier Paolo Pasolini, che cinquant’anni fa formulava proprio a Pesaro il suo “cinema di poesia”. La Mostra gli rende omaggio ripresentandone i lavori più importanti e dedicandogli una tavola rotonda per ripensare al ruolo che ha e ha avuto nel panorama culturale italiano. Il programma sarà coronato dallo spettacolo teatrale di Pierpaolo Capovilla (Il teatro degli orrori) che interpreterà il suo reading musicale da La religione del mio tempo.
Immancabili, poi, i classici appuntamenti del Dopofestival con cinque serate a cura di altrettanti organizzatori, per esplorare gli spazi più liminali del nuovo cinema.
Il programma speciale Because the Night – nuova sezione, nata per caso dalla sintonia instauratasi fra una serie di pellicole che erano state inviate ai selezionatori – presenta tre film che coniugano in maniera variegata il tema della notte. E ancora molto altro con gli eventi speciali dedicati a La dolce Siria di Ammar Al-Beik e a Gianni Amico, i consueti Sguardi femminili russi con la presentazione di quattro opere prime, il programma Corti in Mostra sul meglio dei corti italiani d’animazione dell’ultimo anno, gli incontri al Centro Arti Visive con la mostra dedicata a Lino Miccichè, l’emissione filatelica per i 50 anni della Mostra il 22 giugno e la nuova iniziativa Premio Pesaro Nuovo Cinema, dedicata al miglior libro di cinema del 2014. La sigla del festival è stata realizzata da Chiara Malta, mentre il manifesto è opera di Alessandro Gottardo.]

Con la nuova direzione artistica di Pedro Armocida la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema compie i suoi primi 50 anni. Si apre una nuova fase del Festival che declinerà in un modo diverso la storica locuzione “nuovo cinema”, legandola alle forme più giovani ed innovative del linguaggio cinematografico contemporaneo. “Da qui l’idea – dichiara il direttore – di numerare l’edizione ’50+1’, ad esemplificare una ripartenza che vuole essere profonda e innovativa. Nel solco, però, del grande lavoro svolto da chi il festival l’ha creato, come Lino Miccichè e Bruno Torri che rimane il coordinatore del nuovo comitato scientifico (Pedro Armocida, Laura Buffoni, Andrea Minuz, Mauro Santini, Boris Sollazzo, Gianmarco Torri). La Mostra è stata sempre votata alla ricerca, allo studio e alla promozione del ’nuovo cinema’ in tutte le direzioni artistiche che si sono succedute negli anni dopo quella di Miccichè (Marco Müller, Adriano Aprà, Andrea Martini e Giovanni Spagnoletti), e con questo indirizzo si muoveranno tutte le sezioni del festival che quest’anno estende il suo raggio di azione nella città di Pesaro aprendo un secondo spazio (la sala Pasolini all’interno del Teatro Sperimentale) e coinvolgendo anche il prestigioso Centro Arti Visive Pescheria dove si svolgeranno gli incontri, le tavole rotonde e i dibattiti con il pubblico”.

Esordi italiani.
Gli anni dieci al cinema (2010-2015)

L’EVENTO SPECIALE
Perfettamente inserito all’interno delle nuove linee programmatiche sarà l’evento speciale dell’edizione 50+1, completamente dedicato ai registi italiani esordienti degli ultimi cinque anni, con un’attenzione particolare al lungometraggio di finzione: sarà l’occasione per ripercorrere temi, istanze e proposte del nuovo cinema italiano.

I TITOLI
La parte più ampia e articolata è quella dedicata ai film di finzione con ascendenze e/o ibridazioni documentaristiche, che include opere come Salvo (Fabio Grassadonia e Antonio Piazza), Piccola patria (Alessandro Rossetto), L’intervallo (Leonardo Di Costanzo), Sette opere di misericordia (Gianluca De Serio, Massimiliano De Serio), Tir (Alberto Fasulo), Et in terra pax (Matteo Botrugno e Daniele Coluccini), Corpo celeste (Alice Rohrwacher), L’estate di Giacomo (Alessandro Comodin), Arianna (Alessandro Scippa) e La vita al tempo della morte (Andrea Caccia). Fino alle opere più recenti come N-Capace (Eleonora Danco) e Ananke (Claudio Romano) nella sua prima proiezione pubblica.
Un altro aspetto che merita particolare attenzione per i suoi aspetti innovativi è l’utilizzo di un genere classico come la commedia, a cui molti dei registi esordienti si rivolgono con uno sguardo diverso. È il caso, per esempio, di titoli come Smetto quando voglio (Sidney Sibilia), Scialla!, (Francesco Bruni) e I primi della lista (Roan Johnson).
Un altro capitolo sarà dedicato al peculiare fenomeno degli esordi alla regia di attori che hanno sentito l’esigenza di mettersi dietro la macchina da presa raccontando, con un taglio molto personale, vicende legate all’oggi (Miele di Valeria Golino e La città ideale di Luigi Lo Cascio).

LA TAVOLA ROTONDA
L’evento speciale prevede il 25 giugno una tavola rotonda cui parteciperanno registi, critici e altri esponenti del cinema italiano che si confronteranno sulle visioni prospettiche di fare cinema oggi.

LA PUBBLICAZIONE
L’evento speciale sarà accompagnato dal volume edito da Marsilio, a cura di Pedro Armocida, in cui, attraverso numerosi saggi di critici e storici del cinema, verranno analizzati i vari aspetti che hanno caratterizzato l’attività dei registi esordienti. Completa il volume un apparato di materiali critico-informativi con interviste a molti degli autori considerati, insieme alla lista di tutte le opere prime realizzate nell’ultimo quinquennio.
Saggi e contributi di:
Pedro Armocida, Laura Buffoni, Gianni Canova, Jacopo Chessa, Daniele Dottorini, Michela Greco, Raffaele Meale, Andrea Minuz, Franco Montini, Giona A. Nazzaro, Gabriele Niola, Catherine O’ Rawe, Arianna Pagliara, Cristiana Paternò, Ivelise Perniola, Francesca Polici, Federico Pontiggia, Boris Sollazzo, Antonio Valerio Spera, Bruno Torri, Gianmarco Torri.

Concorso Pesaro Nuovo Cinema – Premio Lino Miccichè
La selezione, curata da Pedro Armocida, Paola Cassano, Anthony Ettorre e Michela Greco, propone sei film di registi emergenti provenienti da vari cinematografie: dal Sudamerica con il cileno La madre del cordero di Enrique Farías e Rosario Espinosa, l’argentino La mujer de los perros di Laura Citarella e Verónica Llinás, agli Stati Uniti con Petting Zoo di Micah Magee, all’Europa con il francese Un jeune poéte di Daniel Manivel e con l’italiano Terra di Marco De Angelis e Antonio Di Trapani, fino all’Iran con A Minor Leap Down di Hamed Rajabi.
Un concorso a forte presenza femminile con tre registe (Laura Citarella, Verónica Llinás, Micah Magee) e quattro storie interamente incentrate su donne. Come la protagonista di La madre del cordero che a 49 anni, dopo una vita passata con una madre opprimente, cerca di trovare una sua strada, tragica, per emanciparsi.
O come la 17enne Layla di Petting Zoo che in Texas frequenta l’ultimo anno di scuola ed è pronta per il college. Una gravidanza inaspettata però le cambierà la vita.
Mentre una gravidanza interrotta, per un aborto spontaneo, è al centro delle vicende della trentenne Nahâl che in A Minor Leap Down tiene nascosto a tutti i familiari, marito compreso, il tragico evento. Gli accadimenti che ne conseguono trasformano la vicenda personale di un singolo nello specchio tragico dell’attuale società iraniana.
Figura misteriosa ma altrettanto interessante è quella della protagonista di La mujer de los perros, una donna senza nome che vive da sola, per scelta, con un branco di cani alla periferia di Buenos Aires, dove il centro abitato inizia a sfumare nelle Pampas. Quasi del tutto privo di dialoghi, il film segue la protagonista (interpretata dall’attrice Verónica Llinás, qui per la prima volta anche regista) nell’arco di quattro stagioni, durante le quali la vediamo aggiustare il suo rifugio improvvisato nei boschi, difendersi dagli elementi naturali e dai rischi, procurarsi (e talvolta rubare) il cibo e, sporadicamente, avventurarsi in città tra le altre persone.
Apparentemente molto più leggero è il cinema di Daniel Manivel che in Un jeune poéte tratteggia un personaggio delizioso, quello del giovane Rémi, che sogna di diventare poeta e incantare il mondo con versi indimenticabili. In cerca di ispirazione sotto il sole della città di Sète, armato solo di penna e taccuino, Rémi è pronto per mettersi a scrivere... Ma da dove cominciare? Guardando il mare? Salendo sulla cima di una montagna? Ascoltando il canto degli uccelli? Trovando la propria Musa? Nei bar? Al cimitero? In acqua? E se tutto questo non funziona, allora non resta che bere, bere e ancora bere, finché non scatta la scintilla.
Più legato alla speculazione, filosofica e cinematografica, l’italiano Terra che mescola immagini documentarie, materiali d’archivio, foto d’epoca per raccontare rovine del passato e dimensione contemporanea, fasti lontani e attualità tecnologiche, voli spaziali, bellezze perdute e volti antichi. Poi a un certo punto, oltre a Lou Castel e Franco Nero, spunta la voce, ammaliante e ipnotizzante, di Julio Bressane….
Ad assegnare il premio intitolato a Lino Miccichè, fondatore della Mostra insieme a Bruno Torri, una giuria, presieduta da Francesca Neri, composta da studenti provenienti dalle università e dalle scuole di cinema.
Ma gli studenti di cinema non saranno solo i protagonisti della giuria di questa 50+1, ma anche della nuova rivista online del DASS (Dipartimento Storia dell’Arte e Spettacolo) dell’Università la Sapienza di Roma. Il blog, che verrà lanciato proprio oggi, sarà suddiviso in diverse sezioni (articoli, recensioni, interviste), al fine di coprire in tempo reale tutti gli eventi che animeranno questa ricchissima edizione. Il tutto sarà gestito dai soli studenti coordinati dal loro docente, nonché membro del Comitato scientifico, Andrea Minuz. Il blog, poi, sarà correlato da un account Twitter ed un canale Vimeo in cui i redattori provvederanno ad inserire servizi ed interviste agli autori che incontreranno nel corso del festival. Il progetto, che vuole riportare i giovani al centro di questa manifestazione, sarà collegato anche alla pagina Facebook del Dass – consultabile a questo indirizzo: https://www.facebook.com/dasscinema – già attiva da un anno.

La pellicola è morta, viva il Super8
In un’epoca in cui il digitale ha preso il sopravvento, ci sono artisti che ancora e ostinatamente lavorano con la pellicola. La Mostra presenterà cinque registi - Livio Colombo, Philippe Cote, Helga Fanderl, Jaap Pieters e Giulia Vallicelli - che girano e proiettano le loro opere in Super8. Sarà l’occasione, assistendo a proiezioni dal vivo commentate dagli stessi autori, per conoscere tutte le potenzialità di un supporto ancora valido. La sezione è curata da Karianne Fiorini e Gianmarco Torri.

Cinema in Piazza
Lo squalo di Steven Spielberg è il film d’apertura
In anteprima internazionale La nostra quarantena di Peter Marcias

Le tradizionali proiezioni serali a “cielo aperto” nella piazza principale di Pesaro, all’insegna del connubio tra qualità e capacità di rivolgersi ad un vasto pubblico chiamato alla fine a premiare il miglior film, verranno inaugurate - nel prefestival - da un evento per il pubblico pesarese con la proiezione di Lo squalo (Jaws) di Steven Spielberg. In collaborazione con Universal Pictures International Italia, a quarant’anni esatti dalla prima proiezione pubblica negli Stati Uniti (il 20 giugno del 1975), la Mostra presenterà, in edizione originale e nella copia utilizzata per la contemporanea pubblicazione in home video (dal 10 giugno Edizione Anniversario Blu-ray), uno dei film che ha rivoluzionato la storia del cinema sia per i destini della New Hollywood che per quelli dei blockbuster americani.
Al centro delle proiezioni due grandi del cinema, Krzysztof Zanussi e Paul Vecchiali, che presenteranno i loro ultimi film e incontreranno il pubblico le mattine successive.
Infine l’evento speciale, sabato 27 giugno, con la prima proiezione pubblica del nuovo film di Peter Marcias La nostra quarantena. Regista e sceneggiatore, Marcias è autore di molti spot, documentari e cortometraggi (nella scorsa edizione il festival ha ospitato anche il suo Il mondo sopra la testa all’interno della sezione dedicata all’animazione italiana Il mouse e la matita).
Il film, interpretato da Francesca Neri e Moisè Curia, sarà presentato in anteprima internazionale ed uscirà nelle sale a settembre distribuito da Cinecittà Luce.
Maggio 2012, porto di Cagliari. Quindici lavoratori marocchini entrano in sciopero e difendono il loro lavoro. Rinunciano volontariamente alla loro libertà nella speranza di conservare il lavoro, di recuperare i salari arretrati. La nave è la loro casa temporanea, dove dormono, mangiano, pregano, rispettano il Ramadan. Maria (Francesca Neri) è una docente dell’università di Roma che affida ad un suo studente, Salvatore (Moisè Curia), una ricerca sulla vicenda cagliaritana. Il giovane, immerso in questa confusionaria sospensione di vita, inizia ad immaginare di lasciare l’Italia…
L’opera nasce dall’esigenza di raccontare una realtà sociale che vive e si muove in bilico nell’eterna precarietà: «Sono partito da un fatto di cronaca, quello della nave Kenza sotto sequestro per mesi. Un episodio dal quale si sviluppa poi il tema centrale del film che sposta l’attenzione su una questione semplice, se vogliamo perfino banale: come può un giovane studente italiano e prossimo alla ricerca di un’occupazione, addentrarsi in un terreno complesso e spinoso come i diritti del mondo del lavoro? Da qui parte La nostra quarantena, che getta uno sguardo sul nostro paese immobile e nello stesso tempo ’porto’ di migrazioni. Su quella nave la città di Cagliari sembra lontana, il mondo solo un’ombra fugace. L’unica vera realtà è il tempo, un tempo che scorre incessante ed impietoso, che assiste alla rappresentazione di un piccolo dramma che simboleggia il dramma universale del lavoro. Ho provato a metter in luce la sospensione dei corpi, la paura. Insieme però alla bellezza del nostro paese, alla ricerca di una verità e soprattutto dell’incomprensione che attraversa l’identità dei ’nuovi individui’ racchiusi come in ’quarantena’». (Peter Marcias)

Evento speciale: La dolce Siria di Ammar Al-Beik
La guerra in Siria vista attraverso gli occhi dei bambini che giocano con una macchina da presa e di “un circo italiano - dice il regista siriano Ammar Al-Beik - che arriva in Siria ma probabilmente non è mai stato a Rimini. Invece di trasmettere gioia ai bambini, al pubblico viene mostrato un leone che sbrana un addestratore. La gente è abituata alle bombe, non ai fuochi d’artificio, e Fellini è lontano. "La ’vita’ non è ’dolce’ in Siria, Federico! Il circo è noioso. E mi manchi. Ho dimenticato di dirtelo: ’leone’ in arabo si dice ’Al Assad’". Special guest: la voce di Adriano Aprà dal suo Circo Fellini su I clown di Federico Fellini.

Pasolini nostro contemporaneo
Pasolini pesarese

A quarant’anni dalla tragica scomparsa e a cinquanta esatti dalla sua presenza al primo dei convegni organizzati dalla Mostra e dedicati alla critica e alla semiologia cinematografica, dove Pier Paolo Pasolini lesse la sua relazione introduttiva cinema di poesia subito diventata famosa, il festival vuole rendere omaggio a uno dei massimi artisti e intellettuali del secolo scorso. Sarà, quindi, presentata - in collaborazione con la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale e con il Centro Studi – Archivio Pier Paolo Pasolini della Cineteca di Bologna - un’ampia selezione dei suoi film (Accattone, 1961; La ricotta, 1963; La rabbia, 1963 nell’edizione con materiali inediti presentata da Istituto Luce, Cineteca di Bologna e Gruppo Editoriale Minerva Video; Uccellacci, uccellini, 1966; Edipo Re, 1967; Porcile, 1969; Il fiore delle Mille e una notte, 1974; Salò o le 120 giornate di Sodoma, 1976) e una tavola rotonda (coordinata da Bruno Torri con Adriano Aprà, Pedro Armocida, Roberto Chiesi, Gianni D’Elia, Giacomo Marramao, Andrea Minuz, Stefania Parigi, Stefano Rulli, Piero Spila) che metterà al centro della discussione sia l’importanza e l’originalità dell’apporto da lui dato agli studi cinematografici con le tre relazioni pesaresi, sia l’attualità del suo pensiero e del suo impegno civile.
L’omaggio a Pasolini verrà completato dallo spettacolo di uno dei cantautori più innovativi del panorama italiano, Pierpaolo Capovilla de Il teatro degli orrori, che porterà a Pesaro il suo reading da La religione del mio tempo.

Evento speciale: Gianni Amico
Per ricordare Gianni Amico, sceneggiatore, regista e critico cinematografico, che collaborò attivamente alla Mostra nelle prime edizioni, il festival propone L’uomo Amico, un documentario di Germano Maccioni, da un’idea di Olmo Amico che presenterà il film con interviste inedite a Bernardo Bertolucci, Tatti Sanguineti e Stefano Zenni.

Because the Night
Quando si vedono centinaia di film, tra i tanti che arrivano al festival e tra quelli che si cercano, può succedere il miracolo che alcuni di essi entrino in relazione tra loro. Nasce così questa nuova sezione (©Paola Cassano) che mette insieme tre film eterogenei ma con, in comune, la forza di raccontare meravigliosamente la notte e di illuminarla di bagliori di grande cinema.
Ecco i 140 minuti di Victoria (diretto da Sebastian Schipper, l’attore di Lola corre di Tom Tykwer) girati tutti in una notte berlinese, tutti in un unico piano sequenza dove un innocuo incontro tra due ragazzi si trasforma in un delirio di rapine e inseguimenti.
Poi c’è la notte placida e tranquilla, tutta amorosa, di Nuits blanches su la jetée in cui Paul Vecchiali si ispira a Le notti bianche di Fëdor Dostoevskij per raccontare di un nottambulo che passeggia ogni sera sul molo della città dove sta trascorrendo un anno sabbatico. Qui incontra una giovane donna che sta aspettando l’amore della sua vita. I due trascorrono insieme quattro notti, tanto reali quanto immaginate...
Infine la notte nervosa ma in fondo pacificata di Rio de Janeiro, tra corpi e musica elettronica, di Noite (in anteprima internazionale) di Paula Gaitán, filmmaker, poetessa, fotografa e artista visiva. Tra i suoi film Diário de Sintra (2007), dedicato alla città portoghese nella quale ha vissuto in esilio con il marito Glauber Rocha e i loro figli poco prima della morte di lui, nel 1981.

Il cinema di Tayfun Pirselimoğlu
Tayfun Pirselimoğlu (1959), originario di Trabzon sul Mar Nero e laureato presso la Middle East Technical University di Ankara, ha svolto studi di pittura a Vienna. È un artista multidisciplinare: regista, ma anche pittore (e la Mostra ospiterà anche una selezione dei suoi quadri) e romanziere. Il suo approccio è squisitamente antropologico e socio-politico, ovvero mostra una piena consapevolezza dei molteplici livelli di marginalizzazione ed esclusione presenti nella Turchia contemporanea. I suoi disegni e i suoi quadri sono ispirati da profonde riflessioni sul destino dell’uomo, sulla crudeltà e sono animati da un convinto spirito antimilitarista. I suoi film sono ambientati in quartieri periferici poveri e degradati, e generalmente ignorati, di Istanbul: Küçükpazar, Altinşehir e Tarlabaşi. I suoi antieroi maschili, che vi trovano rifugio, sono descritti senza giudizi moralistici e senza stereotipi intellettualistici o misticheggianti, in un mix di realismo e di naturalismo. Sono individui psicologicamente sofferenti o feriti, dominati da passioni e ossessioni e incapaci di trovare un equilibrio emotivo. Incerti tra aggressività e passività, disperati, ma anche rassegnati, sono protagonisti di melodrammi tragici, con atmosfere noir.
Tayfun esordisce con Hiçbiryerde (Innowhereland, 2001), un dramma psicologico a forte valenza politica. Al centro della vicenda vi è una madre alla ricerca del figlio ventenne scomparso in circostanze sospette. Il regista introduce quindi il tema di una responsabilità collettiva rispetto alle vittime della repressione statale, ponendo al centro del film il tema dell’identità che diventerà una costante nella sua filmografia.
Successivamente Pirselimoğlu realizza la “trilogia della coscienza e della morte” che offre i ritratti di personaggi appartenenti alle classi più basse e marginalizzati. Riza (2007) è un dramma-thriller che riecheggia Dostoevskij. Il protagonista della vicenda è Riza (Riza Akin), un autista quarantenne che si guadagna da vivere effettuando trasporto merci con il suo camion sul lungo tragitto Istanbul – Adana. Pus (Haze, 2009) è un thriller atipico, in realtà un dramma esistenziale minimalista. Un peculiare triangolo di personaggi dove ognuno è incapace di esprimere i propri sentimenti oltre a essere oppresso da una disperazione insopportabile: anime perse in uno spazio urbano desolante. Infatti, come ha dichiarato lo stesso autore: «Haze è stato girato in uno dei quartieri più poveri di Istanbul, Altınşehir, che ironicamente significa ’Città d’oro’. [...] I tassi di disoccupazione e criminalità sono straordinariamente elevati e le persone guardano al futuro con preoccupazione. La povertà crea disperazione: in questa storia gli abitanti di Altınşehir sono così disperati da sottomettersi al proprio destino senza reagire in alcun modo».
Saç (Hair, 2010), è un dramma ricco di toni espressionisti che esplora, con grande lucidità, le relazioni esistenziali e la fragilità umana. Il film utilizza l’interessante escamotage narrativo dei capelli per mettere in scena una profonda metafora sulla vita – «A parte il fatto che i capelli sono per alcune tradizioni e religioni un elemento importante, mi piaceva l’idea di collegare le persone attraverso dei fili di capelli: una li vende, l’altro li compra e l’altro ancora è preoccupato perché diventano bianchi e li sta perdendo. È su questo rapporto che ho cercato di articolare la storia».
Pirselimoğlu privilegia il ritmo lento, i piani fissi prolungati e le riprese in interni chiusi, con un sapiente uso degli spazi che configura ambienti claustrofobici a interagire con il malessere intimo dei personaggi. Dirige al meglio i suoi magnifici attori e valorizza visivamente il non detto e il non agito, con l’unico sottofondo rappresentato dai rumori della città e dagli oggetti. Mostra un approccio narrativo maturo che delinea uno scenario avvincente, privo di sollievo anche quando sembra che i desideri del protagonista vengono esauditi, perché non ammette vie d’uscita. Il tema dominante dei tre film è quello della morte, ma gli scenari delle storie determinano diverse opzioni e atmosfere e sono rispettivamente connessi a tre concetti differenti: la coscienza, la disperazione e l’ossessione.
Il più recente film di Pirselimoğlu, Ben o değilim (I’m not him, 2013), ha ottenuto il Premio alla miglior sceneggiatura al Festival del Film di Roma. È un eccellente dramma esistenziale con al centro il tema dell’identità e della fascinazione per quella di un “altro”. Anche in questo film il regista resta fedele alla sua cifra narrativa minimalista, priva di enfasi, lenta ma emozionante e sfrutta al meglio l’espressività dei suoi attori. Costruisce un affresco intrigante e problematico, del tutto alieno da una fuorviante lettura di disturbo mentale. Non è certo un caso che il regista abbia dichiarato che il tema dell’identità, perduta o rubata o reclamata, è una metafora della Turchia contemporanea. Con il protagonista del film che scivola progressivamente e consapevolmente verso un destino ineluttabile.

Sguardi femminili russi
L’ormai consueta collaborazione con le istituzioni cinematografiche russe, curata da Olga Strada, riproporrà la sezione “Sguardi femminili” che, quest’anno, è all’insegna degli esordi. Un modo per avvicinare e comprendere i fermenti culturali che animano le generazioni più giovani di un mondo sempre in continua evoluzione.
Ecco Olja la protagonista di Name me di Nigina Sayfullaeva che si reca con l’amica Saša in Crimea per conoscere Sergej, suo padre. L’uomo ha vissuto tutta la sua vita in un piccolo villaggio sul mare e non ha mai visto la sua unica figlia. A un passo dall’incontro col padre, Olja si spaventa e chiede a Saša di invertire le parti, ma lo scherzo si rivelerà per tutti fatale.
Mentre Sof’ja Černyševa in Fine di un’epoca racconta proprio quella dell’Unione Sovietica del 1952 con le repressioni e la propaganda antisemita che destabilizzano la vita della giovane dottoressa Ira Zal’cman. A sopravvivere e a conservare la dignità umana l’aiutano di sicuro non coloro dai quali si sarebbe aspettata una mano...
Più legata all’attualità Tamara Dondurey che in 21 Days racconta i ventuno giorni che sono il limite massimo previsto perché i malati terminali possano restare in una casa di riposo. Gli spettatori sono accompagnati in un viaggio attraverso spazi fisici e mentali, tra corsie, giardini e ricordi. Si susseguono le storie dei due protagonisti, la cui regolare conversazione sulla morte diviene parte della vita.
Infine si vola sulle ali della fantasia con Il bambino volante di Evgenija Žirkova, storia di un ragazzino straordinario che quando strilla, canta o ride inizia a volare, ma poi finisce nei guai...
Ad impreziosire la sezione sarà poi il film Goodbye Mom dell’acclamata Svetlana Proskurina già presente a Pesaro nel 2011 con Islands. Aleksandr Sokurov (Ostrov, 2003), un documentario sulla lavorazione di Arca russa di cui Proskurina è stata co-sceneggiatrice, e Truce (Peremirie, 2010).

Corti in Mostra. Animazione italiana
Animania

Una delle novità di quest’anno è la sezione dedicata ai cortometraggi. A cura di Pierpaolo Loffreda ecco la rassegna non competitiva ma con numerose prime visioni riservata quest’anno ad opere inventive ed emozionanti realizzate recentemente da autori italiani di cinema d’animazione. Un’ideale prosecuzione della retrospettiva dello scorso anno “Il mouse e la matita. L’animazione italiana oggi”. A questo riguardo, in collaborazione con Sky Arte HD, la Mostra presenterà le otto puntate che il canale tematico ha dedicato lo scorso inverno a 11 animatori omaggiati proprio un anno fa a Pesaro.

I TITOLI
L’attesa del maggio di Simone Massi (2014); Dalila di Magda Guidi (2015); Il principe di Davide Salucci (2015); The Street Player di Michele Falleri (2015); Coincidenze di Paola Luciani (2015), Portrait di Donato Sansone (2014); Pluto 3000 di Fabio Tonetto (2014); E allora il cuore di Francesca Macciò (2015); C’è un topo sulla luna di Martina Biondini (2015); K di Massimo Saverio Maida (2015); Haircut di Virginia Mori (2015); Chalks di Aurora Camilli, Leonardo Destro, Alice Teodori (2015); Soil Is Alive di Beatrice Pucci (2015); Le matrici dell’io di Francesco Ruggeri (2015); Plusoumoins di Claudia Muratori (2015); La famiglia dei becchini di Virginia Verona (2014)

Un caffè in Pescheria. Incontri al Centro Arti Visive
Mostra Lino Miccichè

In uno degli spazi più prestigiosi di Pesaro dedicato all’arte contemporanea, si svolgeranno tutte le mattine dalle ore 10 i numerosi incontri e gli eventi culturali che precedono tutte le proiezioni il cui inizio è previsto nel primo pomeriggio al Teatro Sperimentale.
Ad accogliere il pubblico la mostra dedicata a Lino Miccichè (in collaborazione con l’Università degli Studi Roma Tre - Biblioteca delle Arti - Sezione Spettacolo “Lino Miccichè) che ripercorre la storia di un grande intellettuale che non solo ha fondato il nostro festival ma è stato uno dei critici, studiosi e organizzatori culturali più importanti degli ultimi 50 anni.
Sono previsti gli incontri con grandi registi come il polacco Krzysztof Zanussi (Persona non grata, Sole nero e Foreign Body) il 21 giugno, mentre il 26 giugno sarò la volta del francese Paul Vecchiali (Femmen femmen e Nuit blanches sur la jetée) presentato da Cecilia Ermini e del turco Tayfun Pirselimoğlu, a cui è dedicata la retrospettiva completa, presentato da Giovanni Ottone.
Momento centrale delle mattinate, oltre all’incontro sugli esordienti del cinema italiano il 26 giugno e quello su Pasolini il 27, le due tavole rotonde (il 23 e il 24 giugno), una dedicata al futuro del nuovo cinema e una incentrata sullo studio delle nuove forme critiche come il video-essay. Nella prima, i critici e studiosi invitati (Adriano Aprà, Fulvio Baglivi, Rinaldo Censi, Paolo Fabbri, Enrico Ghezzi, Chiara Grizzaffi, Alberto Lastrucci, Andrea Lissoni, Giona A. Nazzaro, Giacomo Ravesi, Federico Rossin, Giuseppe Spina] insieme ai componenti del comitato scientifico della Mostra si confronteranno su queste domande: Che cos’è oggi il "nuovo cinema"? Come intercettarlo, come riconoscerlo, come programmarlo? Quali sono le categorie, le geografie, i generi? Quali gli strumenti di ricerca da utilizzare, i luoghi da frequentare, i canali da attivare? Di fronte a un panorama cinematografico in radicale trasformazione, come può e deve cambiare la forma festival?
Nella seconda invece Chiara Grizzaffi ci porterà all’interno del mondo tutto nuovo dei videosaggi:
- Cinema Withouth Walls: video essay, sperimentazione artistica, spazio museale - il principio del montaggio come strumento analitico, decostruttivo, conoscitivo come legame tra il video essay e la tradizione del film di found footage
- Sconfinamenti e contaminazioni: il videosaggio tra la rete, il museo e il festival
- Il video essay e la critica: luoghi e occasioni di incontro (siti web, più recentemente, festival)
- Video essay, critica e mercato: forme di sinergia tra la distribuzione in DVD o VOD e il videosaggio come “trailer critico”
- La critica e il confronto diretto con le immagini: che cosa cambia? Quali forme di riflessione critica si avvantaggiano particolarmente di forme audiovisive di elaborazione? La persistenza del “mito dell’autore”, la prevalenza dell’elemento stilistico e di linguaggio

Dopofestival
Cinque serate intorno a mezzanotte a Palazzo Gradari, affidate ad altrettanti curatori, per mostrare immagini letteralmente fuori dagli sche(r)mi e fuori norma.
Inizia lunedì 22 giugno Giacomo Ravesi con la sua “notte nella videoarte italiana contemporanea”, un programma di opere di videoarte realizzate negli ultimi cinque anni da artisti italiani e accomunate dal motivo iconografico della notte indagato secondo prospettive generazionali e modelli estetici, tecnologici e culturali differenti.
I titoli: Notturno (2009) Mauro Santini; Switch Me Off (2009) Debora Vrizzi; Blood (2011) Francesca Fini; Concert for Shadows 11-14 (2012) Alessandro Amaducci; Wake Up From The Drift (2012, 4’) Lino Strangis; Uguaglianza (2012) Angelica Porrari; Microbioma (2013) Gianluca Abbate, Virginia Eleuteri Serpieri; Caché Memories (2013) Luca Manes; Your mirror (2014) Salvatore Insana; Zero (2014) Igor Imhoff; Reverse Metamorphosis (2015); METAMOR(PH) (2015) Eleonora Manca; Quantum (2015) Flatform.
Martedì 23 è la volta di Rinaldo Censi che ha immaginato la sua selezione accordandola a Pesaro città anche di mare. Ecco “Lunghezze d’onda: isole, maree, superfici, fotografie” con i seguenti film:
Etienne-Jules Marey - La vague (FRA - 1891); Vittorio De Seta – Isole di fuoco (ITA – 1954); Michelangelo Antonioni - Ritorno a Lisca Bianca (ITA - 1983); Chris Welsby – Fforest Bay II (GB – 1973); Jean-Michel Bouhours - Vagues à Colliure (FRA - 1991); Rose Lowder - Voiliers et Coquelicots (FRA - 2001); Michael Snow – WVLNT (CAN/USA – 2003).
«Studiare le onde del mare. E’ un po’ quello che abbiamo fatto noi, con questo programma. Certificare diverse lunghezze d’onda. Da quelle imponenti che vediamo nel film di De Seta, accostate alla colata lavica dell’isola di Stromboli, a quelle che cullano il battello che ritorna sull’isola di Lisca Bianca, sul set de L’avventura (Antonioni). E poi i tempi della marea e i tempi con cui questa viene ripresa nel turbinio di angolazioni di Fforest Bay II di Chris Welsby. Il moto ondoso e filmico di Vagues à Colliure (Jean-Michel Bouhours), tra collage e animazione. Perché a scontrarsi non sono solo le correnti marine, ma anche i fotogrammi. E oltre al film di Bouhours basterà seguire Voiliers et Coquelicots (Rose Lowder): un film di superfici, un pattern ornamentale composto da tulipani rossi e dal blu del mare (più l’effetto flicker). Per poi chiudere sintonizzandoci su un’altra lunghezza d’onda, quella di Michael Snow. Wavelength viene qui mostrato nella sua versione abregé, digitale, intitolata WVLNT».
Mercoledì 24 Anthony Ettore ci propone “e ora qualcosa di completamente diverso!!!” con una selezione di video dell’etichetta discografica TROVAROBATO e il concerto di Musica per bambini,
“La famosa Etichetta Trovarobato”, come poche altre realtà indipendenti italiane rappresenta sin dal 2004 una delle più significative realtà del “sottosuolo italiano” grazie alla sua accurata attività di autoproduzione e autopromozione di numerosi musicisti “fuori dalle righe”. La sua forza propulsiva è la sua comunicatività attraverso il web, mezzo attraverso il quale trovano anche visibilità i videoclip realizzati da validissimi cineasti indipendenti come ad esempio Francesco Lettieri, già proiettato in scorse edizioni della Mostra del Cinema. Tra le espressioni musicali più inusuali di Trovarobato spicca Musica Per Bambini, progetto dalle connotazioni più bizzarre. Capitanato dall’eccentrico Manuel Bongiorni, MxB, sin dai tardi anni Novanta, attinge ad un immaginario favolistico “liberato” costruendo singolari e articolate composizioni attraverso una struttura musicale genialmente moderna. Bongiorni è una sorta di menestrello schizofonico che, attraverso i suoi quadri e le sue rappresentazioni, illustra il suo Mondo Nuovo: quello di MxB! La dimensione ricreativo-sperimentale che MxB propone è una fucina di impulsi freak e con il suo ultimo disco intitolato (Capolavoro!) corona la sua inevitabile maturità artistica.
Giovedì 25 Simone Arcagni ci porta all’interno del complesso progetto intitolato, appunto, "Komplex, Report in the probability ф.”. Si tratta di un ‘gioco’ interattivo di realtà aumentata sui luoghi della città di Pesaro ideato da Komplex, il gruppo formato da Mariano Equizzi (Regia), Luca Liggio (Video Producer) e Paolo Bigazzi Alderigi (Sound Designer e Compositore) che «sonda i limiti delle tecnologie con lo scopo di creare esperienze che affranchino il pubblico dalle gabbie dei media, sale, divani, soggiorni e lo portino ad un livello di engagement dove il confine fra schermo e avventura personale è sfocato nello spazio reale. Il cinema come narrazione diventa una tessera di un mosaico che si sposta dalla sala agli spazi urbani con lo scopo di realizzare una prospettiva dove la Psicogeografia Situazionista si fonde con una rivelazione esoterica sulla natura della Realtà».
Venerdì 26 gran finale con lo spettacolo evento di Pierpaolo Capovilla (Il teatro degli orrori) che porterà a Pesaro il suo reading musicale da “La religione del mio tempo” di Pier Paolo Pasolini

Emissione filatelica per i 50 anni della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema
Poste Italiane dedica un francobollo speciale per l’anniversario dei primi 50 anni della nostra manifestazione. Il francobollo, stampato dall’Istituto Poligrafico Zecca dello Stato, sarà mostrato per la prima volta e presentato il 22 giugno quando a Pesaro ci sarà il primo annullo della nuova emissione filatelica.

Premio Pesaro Nuovo Cinema al libro dell’anno 2014: Neorealismo. Il nuovo cinema del dopoguerra di Stefania Parigi
Nuova iniziativa della Mostra che vuole premiare ogni anno il miglior libro di argomento cinematografico.
Per questa prima edizione è stato scelto Neorealismo. Il nuovo cinema del dopoguerra di Stefania Parigi (Marsilio, pp. 368, 2014) che, mescolando varie prospettive e metodologie di ricerca, analizza le vedute e le visioni neorealiste come campi di tensioni, forze dinamiche che operano in molteplici direzioni: iconografiche, concettuali, tematiche, stilistiche, narrative, discorsive, produttive, ricettive.

Sigla di Chiara Malta
Chiara Malta, una delle cineaste più promettenti dell’ultima generazione, quest’anno impegnata nel suo primo lungometraggio, ha realizzato la sigla del festival: “Ho pensato questa sigla come una finestra aperta sui nostri immaginari, dove il cinema è un culto, uno specchio, un mistero. E’ l’infanzia, la favola e l’incantesimo. E’ un ciclope con tre occhi (passato, presente e futuro) in una foresta magica. E’ un gioco”.
Con: Elina Löwensohn, Gabriel Leroy, Olivia Laudenbach; Immagini 16mm: Pascal Granel; Montaggio: Santi Minasi; Animazioni titoli: Sébastien Laudenbach; Musica chitarra elettrica: Olivier Mellano.

Manifesto di Alessandro Gottardo in arte Shout
Alessandro Gottardo è uno degli illustratori italiani più richiesti all’estero – lavora stabilmente per prestigiosi giornali statunitensi come «New York Times», «New Yorker», «Washington Post», «Variety», «Vanity Fair» – ed ha scelto la nostra manifestazione per realizzare, per la prima volta, il manifesto di un festival.

Collaborazioni e Sponsor
La Mostra Internazionale del Nuovo Cinema è organizzata con il contributo e il patrocinio di:
Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo - Direzione Generale per il Cinema
Regione Marche - Assessorato ai Beni e alle Attività Culturali
Provincia di Pesaro e Urbino
Comune di Pesaro

Con la collaborazione di
Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, CinecittàLuce
e le seguenti istituzioni della Federazione Russa:
Ministero della cultura, Ministero degli Esteri, Fondazione russa della cultura, Direzione dei programmi internazionali, Foro di dialogo, Museo storia russa XX secolo.
Con il patrocinio dell’Università degli studi di Urbino “Carlo Bo”.
La Mostra Internazionale del Nuovo Cinema è associata all’Afic (Associazione Festival Italiani di Cinema – www.aficfestival.it)
Official Sponsor: Ripley’s Film, Viggo, Ripley’s Home Video, Best Location
Partner Culturale: Fondazione Ente dello Spettacolo
Media Partner: Cinecittà News, MyMovies, Film Tv, Quinlan, Filmhouse, Affari Italiani
Technical Partner: Med Store Pesaro, BGE Hot Spot, Pesaro Feste srl, Film FlyNet, L’Image

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