STORIE/MEMORIE

STORIE/MEMORIE

ANONIMATOGRAFO
Anonymatograph
(1972, 26’08”, 16mm, b/n)

Questo film è stato girato a passo-uno e realizzato con durissimi avvicinamenti ottici. Anonimatografo: immagine rianimata di uno sconosciuto amateur d’inizio secolo imborghesito al focolare degli amici, con cinecamera in mano, interni ed esterni circondati dalla guerra e dalle sorelle. Ho tentato di ricostruire uno strampalato film-diario a cui ho strappato faticosamente paginette di fotogrammi. Se ne stavano impressionati e abbandonati in negativo su una certa quantità di rullini fotografici, giuntati alla rinfusa in due rulli da sessanta metri in 35mm e acquistati da me per 500 lire da uno straccivendolo. Molti fotogrammi erano in verticale, altri impressionati a metà; a tratti sviluppati bene a tratti non bene. Ho tentato di animare questi piccoli rulli con la tecnica detta dello sfarfallìo e con leggeri tocchi stroboscopici: un film non consigliabile ad alcuno.

I VOLTI DELL’ANONIMO
Faces By a Person Unknown
(2009, 7’30”, 16mm, b/n)

Volti e figure trovati su rullini di autore sconosciuto dei primi anni del ’900. Ho trascinato le immagini attraverso quella che probabilmente era la sua cinepresa, che avevo comprato in un vecchio negozio di Roma nel ’72. I fotogrammi vi si trovavano verticali e orizzontali, singoli e in brevi sequenze, e così le ho lasciate sovraimprimendo con più riprese e con dissolvenze naturali date dall’otturatore della vecchia cinecamera, con velocità di ripresa manuali, rallentamenti e arresti improvvisi.

VOLTO SORPRESO AL BUIO
Face Caught In The Dark
(1995, 6’50”, 16mm, b/n)

Da vecchie lastre di un fotografo degli anni ’50 ho ricavato questo impossibile film – lastre che hanno contribuito anche a comporre un piccolo libro dal titolo Sconosciuti. Fotogramma per fotogramma, lastra per lastra con lembi di luce riflessa e lembi di decine di volti, ho provato a sottoporli a un unico flusso cinetico pensando a un solitario, singolo volto emerso dal buio.

L’OPERATORE PERFORATO
The Perforated Cameraman
(1979, 8’53”, 16mm, b/n)

Al centro della perforazione un operatore sconosciuto tenta in qualche modo di filmare parte di una storia (di sé, di chi?) apparentemente riuscendoci. Implacabile, la perforazione centrale scassa e disturba l’immagine dell’operatore, diventando essa stessa protagonista centrale.

CHILDREN
(2008, 6’10’’, 16mm, b/n)

Questo film parte dalla sequenza di un libro che si anima ma chiude con immagini inanimate. Riflessione su una bambina del presidente degli Stati Uniti assassinato e un’altra bambina nuda, morta, sul mucchio di contadini uccisi in una strada di campagna. Da una parte, vita borghese nella grande villa con il grande fotografo, morte nella polvere dall’altra, ripresa da un fotografo di guerra.

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