TANTA ITALIA IN QUESTA PENULTIMA GIORNATA DELLA MOSTRA, TRA FUORI NORMA, PROIEZIONI SPECIALI E ROUND MIDNIGHT.

PESARO, 28 Giugno 2013 – Tanta Italia in questa penultima giornata della 49. Edizione della Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro, tra l’Evento speciale “Fuori Norma”, le proiezioni speciali e round midnight.

La giornata è iniziata con un omaggio ad Andrée Tournes, storica direttrice della rivista Jeune cinèma scomparsa lo scorso anno e presenza fissa al festival di Pesaro sin dai suoi esordi. Il ritratto che ne fa Mauro Santini, regista sperimentale pesarese presentato anche in Fuori Norma e in Round Midnight, in Un jour avec Andrée (2009/2013), è appassionato e rispettoso. Riprende la Tournes nel suo appartamento parigino di rue Granier e nelle sale che frequentava assiduamente, raccontando della sua amicizia con tanti registi del cinema italiano, dell’esperienza come coraggiosa distributrice di opere difficili nel suo paese e del suo profondo legame con l’Italia e al festival di Pesaro.
Anche la seconda proiezione speciale riguardava un cortometraggio italiano, Sovrumanisilenzi (2013), co-diretto dai due registi dell’acclamato Et in terra pax, Daniele Coluccini e Matteo Botrugno, e dall’attrice/regista Laura Facchin, nel quale seguiamo la routine mattutina di una ragazza, fino ad una sua improvvisa reazione.
L’ultima proiezione speciale si è svolta in Piazza, prima del film in Concorso, si tratta dell’ultimo lavoro di Annarita Zabrano, cortometraggio in Concorso al festival di Cannes, Ophelia (2013). L’autrice romana può essere ormai considerata francese d’adozione, vivendo e lavorando da oltre dieci anni a Parigi. Dopo alcuni corti che hanno partecipato ai più importanti festival internazionali, attualmente sta preparando il suo primo lungometraggio, Une historie rouge. Ophelia racconta di due bambini, Thomas e Simon, che giocano su un litorale marino, fino al particolare incontro con Ophelia, una donna che prende tutti i giorni il sole al mare nuda.

Per quanto riguarda l’evento speciale “Fuori Norma”, sul cinema sperimentale italiano del nuovo millennio, la giornata è iniziata con due mediometraggi, Echi di Pietra (2003) di Sara Pozzoli e Cock-Crow (2009) dello ZAPRUDER filmmakersgroup. Sara Pozzoli, proveniente dal Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, predilige un cinema che supera i confini e le definizioni di genere, con lavori che hanno partecipato anche al Torino Film Festival e al Visions du Réel di Nyon. Con Echi di pietra realizza un ritratto dello storico cantante degli ex-CCCP, Giovanni Lindo Ferretti, figura fondamentale della scena musicale italiana negli anni ‘80 e ‘90, qui ripreso tra le montagne dove si è ritirato da alcuni anni, vivendo a stretto contatto con la terra. GLI ZAPRUDER, al secolo David Zamagni e Nadia Ranocchi registi e Monaldo Moretti direttore della fotografia, sono nati nel 2005 lavorando principalmente su progetti votati alla stereoscopia, in particolare nell’ambito del teatro sperimentale italiano, ma che gli sono valsi anche il premio Persol 3D alla Mostra di Venezia nel 2011. Con Cock-Crow, ambientato in periodo natalizio, materializzano le visioni di un bambino al tempo stesso innocente e colpevole, in quello che diventa un rito di passaggio dall’infanzia all’adolescenza, narrato in stile di novella e organizzato nella forma di una serie di tableaux vivants con intermezzi musicali.

Nel pomeriggio è stato poi presentato il progetto “scolastico” di Andrea Caccia, Vedozero (2010), uscito anche nelle nostre sale, un originale progetto che testimonia la dedizione al documentario creativo e all’insegnamento di un linguaggio visivo innovativo portato avanti dall’autore. Realizzato in alcune scuole milanesi, vi hanno partecipato settanta adolescenti che con settanta cellulari (auto)ritraggono i diciotto anni dal proprio punto di vista, chiedendosi se sia questa l’età più bella. Un affresco generazionale senza protagonisti, se non l’adolescenza stessa, raccontato da una grande varietà di punti di vista, con storie più o meno complicate dalle quali emerge un forte senso di vuoto.

Beket (2009) di Davide Manuli, attore, sceneggiatore e regista in questi giorni nelle sale con La leggenda di Kaspar Hauser, è il terzo capitolo della cosiddetta “trilogia della solitudine” presentato in concorso al festival di Locarno. Beket è una sorta di sequel di Aspettando Godot, nel quale i due protagonisti, Freak e Jajà, si trovano, come nell’originale, fuori dal tempo e dallo spazio e, stufi di aspettare, intraprendono un viaggio in una terra di nessuno all’interno di un paesaggio vuoto e sconfinato, durante il quale incontrano una serie di stravaganti personaggi.

In serata è stato presentato anche In amabile azzurro (2009) di Felice D’Agostino e Arturo Lavorato, presenti anche lo scorso anno a Pesaro con il documentario In attesa dell’avvento, vincitore della sezione cortometraggi di Orizzonti, alla mostra di Venezia. Con questo lavoro realizzano attraverso la rielaborazione moderna del mito di Oreste, un ritratto della Calabria, terra bellissima e desolata, teatro di sogni e speranze tradite, di gente perduta in balia del destino.

Tanta Italia anche nell’ultimo appuntamento con il dopofestival di Round Midnight che ha visto protagonista l’opera di Francesco Lettieri, giovane autore di videoclip musicali attivo dal 2010 e già tra i più importanti esponenti del genere, che può vantare collaborazioni con musicisti di vario genere sia italiani che internazionali.

Italiano anche il settimo e ultimo film in concorso, presentato oggi: Non lo so ancora di Fabiana Sargentini, domani alle 13 ci sarà l’incontro con la regista e il cast.

Infine, prende oggi il via (fino al 21 luglio) un evento collaterale collegato alla Mostra di Pesaro. Nei sotterranei di Palazzo Gradari si terrà infatti la mostra POP – Pesaro on Paper. Visual Magazine Exhibition, rassegna di cultura visiva su carta stampata a cura di Luigi Vernieri. La selezione dei magazine in mostra intende presentare uno spaccato della complessità segnata dalle sperimentazioni, contaminazioni e dalle provocazioni e ossessioni delle ultime tendenze della ricerca iconografica. Inoltre, in omaggio alla settima arte, una sezione della mostra offrirà una carrellata di Fefè Visual Magazine, pubblicazione internazionale nata in Italia, dedicata alla ricognizione creativa delle ultime tendenze visive e dell’immaginario artistico, a partire da un tema tratto dal dialogo di un film.


Nel programma di domani, sabato 29 giugno, al Teatro Sperimentale si alternano gli italiani di Fuori Norma e i cileni del Nuovissimo cinema, prima però, alle 10, si terrà la premiazione e la proiezione del video vincitore del Premio Cinemarche Giovani 2013. Alle 11 si incomincia con il nuovissimo cinema cileno, La vida me mata (2006) di Sebastian Silva, seguito alle 15 dal “Fuori Norma” di Terramatta; (2012) di Costanza Quatriglio. Alle 16.30 si torna in Cile con El año del tigre (2011) di Sebastian Lelio, mentre alle 18.45 Formato ridotto. Libere riscritture del cinema amtoriale (2012) curato da Home Movies. La giornata al Teatro Sperimentale si conclude alle 20 con Bonsai (2011) di Cristian Jimenez.
Alle 21.45 ci si sposterà in Piazza del Popolo per la cerimonia di chiusura e, a seguire, il film di chiusura della Mostra, in anteprima italiana, l’ultimo film di Sebastian Lelio, premiato anche a Berlino, Gloria.

In mattinata, alle 11 a Palazzo Gradari, si terrà inoltre la tavola rotonda di Fuori Norma, sul cinema sperimentale italiano del nuovo millennio, alla presenza di tutti i registi, produttori e attori italiani presenti a Pesaro in questi giorni.
Per la festa finale, la Mostra unisce invece le forze con XXX Fuori Festival, per ritrovarsi tutti insieme all’interno del cortile di Palazzo Ricci, dove è prevista DUO LOGO, una “materical performance” live dei Basmati, a partire dalle 22.

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