ULTIMO TANGO A PARIGI

ULTIMO TANGO A PARIGI

Trama.
In un appartamento da affittare, Paul incontra Jeanne e le impone il primo d’una lunga serie di violenti rapporti sessuali. Nonostante il patto, da lui voluto, di non dirsi nemmeno il nome, nei successivi incontri, i due, Paul soprattutto, tracciano di loro minuziosi ritratti di esseri disgregati, alla deriva. Paul, 43 anni, americano, figlio di alcoolizzati, reduce da fallite esperienze, era da cinque anni con Rosa (tenutaria d’un alberghetto equivoco), appena uccisasi. Jeanne, combattuta fra l’attrazione e il disgusto per il maturo amante e il fascino del coetaneo Tom, regista velleitario, fantasioso, ma sincero e affezionato, si dispone al matrimonio con quest’ultimo, senza pero’ ribellarsi alle pretese piu’ ripugnanti di Paul, che per di piu’ le rovescia addosso una gragnuola di espressioni luridissime contro la donna, l’amore, la famiglia. Nei colloqui con la suocera, con Marcel, che è stato amante di Rosa, e vegliando il cadavere di questa, Paul passa repentinamente dalla calma dolorosa agli accessi di furore e alle crisi di pianto. Capitati in mezzo ad un concorso di ballo, Jeanne ripete il suo rifiuto a Paul, che la supplica di ricominciare e intanto si ubriacano. Jeanne, inseguita da Paul, fugge nella propria abitazione e lo uccide.
Critica.
"Ultimo tango a Parigi contiene luoghi scabrosi e forse un poco temerari, e molto spregiudicato è il dialogo, ma il pubblico maturo, già qui a serata di chiusura del festival di New York, è aiutato a superare lo choc dalle ragioni poetiche che danno vita ad echi profondamente suggestivi all’amore senza freni fra Paul e Jeanne, gli eroi di quella che si appresta a restare una delle più memorabili tragedie dello schermo [...] La maggiore virtù del regista italiano sta però nel fondere temi e motivi di disparate provenienze in uno struggente sentimento del vivere contemporaneo e della dissonanza che esso comporta. Insieme a tante cose, e sempre felicemente infischiandosi d’ogni giudizio moralistico, il film è un prodotto intelligente e sensibile del cinema esistenzialistico che vuole esprimere la difficoltà di uscire dall’isolamento cui ci ha condotti la civiltà e di riacquistare la verità naturale" (Giovanni Grazzini, Brando bruciato dall’amore, ’Corriere della Sera’, 19 ottobre 1972)
Notizie.
Costo: $ 1.25 milioni; incassi estero: $ 96.301.534; incassi in Italia: 2.430.000.000 lire Prix Raoul Lévy, Parigi, 1973; Nastro d’argento 1973 per la migliore regia; David di Donatello speciale a Maria Schneider, 1973; nomination agli Academy Awards per la migliore regia e il miglior attore protagonista, aprile 1974. Ambientato ai giorni nostri e girato dal 28 gennaio al 17 aprile 1972 a Parigi (viadotto del Pont de Bir-Hakeim, una via – denominata solo nella finzione rue Jules Verne – nei pressi di Passy: esterno casa di Paul e Jeanne; un appartamento a Champ de Mars: la casa di Paul e Jeanne, Gare Saint-Lazare, un albergo al Marais: albergo di Paul, una villetta in periferia: esterno casa della madre di Jeanne, una casa in rue Vavin 26: interno casa della madre di Jeanne, stazione del métro di Bir-Hakeim.

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